Tether ingaggia KPMG per la revisione di USDT e coinvolge PwC in vista dell’espansione negli Stati Uniti

Secondo fonti vicine alla società, la società emittente dello stablecoin ancorato al dollaro da circa 185 miliardi di dollari, Tether, ha scelto KPMG come revisore incaricato per un audit finanziario completo. Contestualmente, Tether avrebbe affidato a PwC la preparazione dei propri sistemi interni in vista dell’incarico, un passo che rappresenta la più concreta manifestazione di apertura a una verifica contabile approfondita.

Simon McWilliams ha dichiarato:

“Stiamo già operando secondo standard compatibili con quelli di una Big Four e l’audit verrà realizzato.”

La mossa arriva mentre Tether, con sede in El Salvador, pianifica un’espansione negli Stati Uniti e valuta una possibile raccolta di capitali. Fonti riferiscono che negli ultimi mesi la società ha incontrato esitazioni da parte di potenziali investitori su un’operazione di raccolta stimata tra i 15 e i 20 miliardi di dollari a una valutazione indicativa di 500 miliardi, con dubbi incentrati su prezzo e rischi normativi.

Scelta degli auditor e preparazione

La selezione di KPMG come revisore e l’impegno di PwC per mettere a punto i processi interni segnano un cambio di passo nelle pratiche di governance di Tether. Coinvolgere soggetti di grande caratura professionale punta a dotare l’azienda di procedure, controlli e documentazione in grado di sostenere un audit completo secondo standard internazionali.

Un incarico di questo tipo richiede spesso la revisione e l’adeguamento dei sistemi informativi, dei controlli interni e della reportistica finanziaria: operazioni per le quali il supporto di una società di consulenza esterna specializzata è un passaggio consolidato nel settore.

Portata dell’audit e implicazioni per il mercato

Il token USDT, con una circolazione approssimativa di 185 miliardi di dollari, funge da valuta di riferimento nei mercati delle criptovalute e rappresenta un importante acquirente di titoli del Tesoro americano. Per questo motivo, la trasparenza sulle riserve e sulla composizione patrimoniale assume rilevanza sistemica, dato il ruolo di collegamento tra asset digitali e mercati finanziari tradizionali.

Un audit di bilancio completo andrebbe ben oltre le attestazioni mensili pubblicate finora da BDO Italia, richiedendo un esame dettagliato di attività, passività, controlli interni e sistemi di reporting. Questo livello di revisione fornisce agli investitori e agli enti regolatori una visione più rigorosa e verificabile della solidità patrimoniale.

La questione delle riserve di Tether è stata oggetto di controversie fin dal lancio del progetto nel 2014, con procedimenti legali e richieste documentali negli anni successivi. Documenti ottenuti dopo contenziosi hanno evidenziato, per esempio, che a marzo 2021 la maggior parte delle riserve era detenuta presso Deltec Bank nelle Bahamas e includeva significative esposizioni in commercial paper emesso da istituti bancari internazionali quali Agricultural Bank of China, Bank of China Hong Kong e ICBC.

Contesto regolamentare e prospettive future

Il passo verso un audit completo avviene in un contesto normativo in evoluzione. Negli Stati Uniti, l’adozione di un quadro federale per gli stablecoin ha recentemente stabilito criteri più chiari per l’operatività e la conformità degli strumenti ancorati al dollaro.

Tra le novità normative, il GENIUS Act ha definito regole a livello federale che hanno spinto emittenti e operatori di mercato ad adeguare procedure e prodotti. In linea con questo orientamento, Tether ha lanciato un token conforme denominato USAT, pensato per rispettare i requisiti normativi vigenti.

Un audit esterno approfondito potrebbe aumentare la fiducia degli investitori e facilitare l’ingresso di Tether nei mercati statunitensi, oltre a ridurre le barriere per eventuali operazioni di raccolta di capitale. Tuttavia, l’esito della revisione e il livello di dettaglio delle informazioni rese pubbliche resteranno elementi determinanti per valutare l’effettivo impatto sui mercati e sulle relazioni con gli enti regolatori.