Calo di Bitcoin al minimo da due settimane: liquidati 300 milioni di dollari in posizioni long

Il mercato delle criptovalute è sceso ai livelli più bassi delle ultime due settimane, con Bitcoin che è sceso sotto i 67.000 dollari e Ether che si è avvicinato alla soglia dei 2.000 dollari. L’indice delle 20 principali criptovalute, CD20, ha segnato una perdita di circa 2,2% dalla mezzanotte UTC, raggiungendo il minimo dal 9 marzo.

Fattori scatenanti del ribasso

La correzione del comparto crypto è avvenuta in contemporanea con un calo sui mercati azionari statunitensi; i futures sul Nasdaq 100 sono stati scambiati sensibilmente al di sotto dei massimi dell’anno. A influire è stato anche l’aumento del prezzo del petrolio, che rimane oltre i 100 dollari al barile, alimentando timori di pressioni inflazionistiche più persistenti.

Il peggioramento dell’umore degli investitori è stato legato a incertezze geopolitiche, in particolare al rischio che il conflitto nell’area del Iran non si attenui rapidamente, con potenziali ripercussioni sui mercati energetici e sul sentiment globale.

Altcoin e performance settoriale

Alcune porzioni del mercato altcoin sono state colpite più duramente: token come ETHFI hanno perso circa il 6% dalla mezzanotte, mentre WLD, WIF, SEI e FET hanno accusato cali compresi tra il 3,6% e il 4,7%. La scarsa liquidità ha amplificato i movimenti intraday, rendendo più difficile il mantenimento dei livelli di supporto chiave.

Tra gli indici specifici del settore, l’indice di selezione computazionale CPUS è stato tra i peggiori, segnando un ribasso superiore rispetto all’indice più ampio CD20, dominato da Bitcoin.

Posizionamento nei derivati

Negli ultimi 24 ore le posizioni long sui futures crypto hanno subito la parte maggiore delle liquidazioni: quasi 300 milioni di dollari di posizioni rialziste sono state chiuse forzatamente, rispetto a circa 50 milioni in posizione short. Si tratta del quinto episodio in dieci giorni in cui i long registrano perdite significative, a indicare che molti operatori erano scommettendo su un rialzo legato alle tensioni geopolitiche che però non si è materializzato.

XRP ha perso oltre il 2,5% nelle ultime 24 ore, mentre l’open interest sui futures denominati in XRP è aumentato del 2% arrivando a 1,95 miliardi di token, il livello più alto dal 2 febbraio. Questa combinazione segnala un rinnovato interesse da parte degli investitori per strategie di short o di protezione contro ulteriori ribassi.

I futures legati a Bitcoin, Solana, Dogecoin e BNB hanno mostrato profili ribassisti analoghi a quelli di XRP. Tra le principali crypto, il memecoin SHIB presenta la più ampia delta cumulativa negativa rettificata per open interest, segno di un deleveraging aggressivo o di attività di short da parte dei trader.

Un caso distintivo è stato quello del token CC di Canton Network, che ha evidenziato tassi di funding positivi e un aumento dell’open interest sui futures, segnali coerenti con una domanda crescente per esposizioni rialziste su quel progetto specifico.

Gli indici di volatilità implicita a 30 giorni per Bitcoin e Ether, indicati rispettivamente come BVIV e EVIV, hanno continuato a scendere nonostante i prezzi spot deboli: ciò suggerisce che, almeno per ora, gli operatori non stanno adottando un atteggiamento di panico né si aspettano una svendita estremamente tumultuosa.

In una piattaforma di opzioni sono scadute opzioni su Bitcoin per un controvalore superiore a 15 miliardi di dollari, rendendo meno rilevante il cosiddetto “magnete da scadenza” a 75.000 dollari e lasciando spazio a possibili discese più profonde in caso di deterioramento del quadro macroeconomico.

Segnali tecnici e prospettive

Il mercato delle altcoin ha nuovamente mostrato fragilità in una giornata a scarsa liquidità, incapace di sostenere supporti tecnici. Un esempio contrario alla tendenza è stato ONDO, che è salito dopo che Ondo Finance, una società di gestione patrimoniale digitale, ha annunciato l’intenzione di tokenizzare cinque ETF gestiti da Franklin Templeton e di portarli sulla propria chain; il token ha guadagnato oltre l’8% nelle 24 ore, pur ritraendo parte dei guadagni successivamente.

L’indicatore RSI medio relativo a livello di mercato rimane neutro nonostante la vendita odierna, segnalando che, tecnicamente, esiste spazio per ulteriori correzioni ma anche la possibilità di stabilizzazione se dovessero arrivare fattori di supporto macro o notizie positive.

In prospettiva, la combinazione di rischi geopolitici, pressioni sui prezzi dell’energia e posizioni leverage significative nei derivati rende il quadro di breve termine più vulnerabile. Gli investitori istituzionali e retail potrebbero adottare strategie difensive, come coperture con opzioni o riduzione dell’esposizione, fino a quando non emergeranno segnali più chiari sull’evoluzione del contesto macro e geopolitico.