Arabia Saudita in testa: primo mercato per le valvole
- 26 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Nel 2025 il valore dell’export del comparto valvole e rubinetteria (comprendente valvole per il settore edilizio, valvole industriali, rubinetteria sanitaria e raccordi) ha raggiunto quasi 6,2 miliardi di euro, segnando un aumento del 5,2% rispetto al 2024; il fatturato complessivo del settore è stimato intorno a 9,55 miliardi di euro.
Per quanto riguarda il solo segmento a uso civile, l’export ha superato i 3,2 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente.
Nel 2025 la prima destinazione per la rubinetteria civile è risultata essere Arabia Saudita con circa 585 milioni di euro di acquisti dall’estero (+16,5% sul 2024), seguita da Stati Uniti e Cina. Tra i mercati europei, la Germania è tornata a crescere, con un export pari a 153 milioni di euro (+12% sul 2024 e +20% rispetto al 2020), mentre la Norvegia ha registrato una performance particolarmente positiva, con un incremento del 59%.
Andamento del comparto nel 2025
Il risultato complessivo del 2025 conferma la resilienza di un settore caratterizzato da una forte vocazione manifatturiera e da elevati livelli di specializzazione tecnologica. Le aziende italiane del comparto continuano a puntare su prodotti ad alto contenuto tecnico e su processi produttivi orientati all’innovazione, elementi che mantengono elevata la competitività sui mercati esteri.
I segmenti che trainano la domanda includono sia la rubinetteria per il residenziale e il settore edilizio, legata all’evoluzione del mercato delle costruzioni e dell’efficienza energetica, sia le valvole industriali destinate a impianti e infrastrutture in diversi settori di attività.
Mercati di destinazione e strategia di diversificazione
L’aumento delle esportazioni verso Arabia Saudita e altri Paesi del Medio Oriente evidenzia come la regione rappresenti oggi un bacino di domanda importante per il made in Italy specializzato. Complessivamente il Medio Oriente vale per l’Italia circa 875 milioni di euro nel comparto, una cifra che sottolinea il ruolo strategico dell’area ma anche l’esposizione a rischi geopolitici e di mercati ciclici.
La ripresa del mercato tedesco assume particolare rilievo: una Germania in crescita non solo rafforza la presenza italiana in Europa, ma contribuisce anche a compensare, almeno in parte, la volatilità registrata su mercati più instabili. Una strategia di diversificazione dei mercati di sbocco risulta quindi cruciale per ridurre la concentrazione del rischio.
Sfide e opportunità per le imprese
Il settore si trova ad affrontare alcune sfide strutturali: la pressione sui costi energetici e delle materie prime, i vincoli nelle catene di fornitura, e l’aumento della complessità normativa sui materiali e sull’efficienza energetica. Allo stesso tempo emergono chiare opportunità legate alla transizione ecologica, alla digitalizzazione dei prodotti e all’adozione di soluzioni smart per la gestione idrica e impiantistica.
Investire in ricerca e sviluppo, puntare su processi produttivi a minor impatto ambientale e adottare modelli di economia circolare possono rappresentare leve importanti per consolidare la posizione competitiva delle imprese italiane sui mercati internazionali.
Per sostenere questa transizione, risultano utili misure di politica industriale che favoriscano l’internazionalizzazione, strumenti finanziari per l’export, incentivi per l’innovazione e il rafforzamento delle competenze tecniche della forza lavoro.
Commento dell’associazione di categoria
Sandro Bonomi ha dichiarato:
“Il sistema italiano delle valvole e della rubinetteria conferma la sua rilevanza internazionale grazie a capacità manifatturiere specializzate, a una forte propensione all’innovazione e a una presenza consolidata sui principali mercati esteri. I risultati del 2025 testimoniano la solidità del comparto, ma evidenziano anche le incertezze legate al contesto globale. Per un settore così orientato all’export è essenziale poter contare su condizioni che sostengano la competitività delle imprese e ne accompagnino lo sviluppo sui mercati internazionali.”
Lo scenario di medio periodo rimane quindi caratterizzato da un cauto ottimismo: mantenere la crescita richiederà un mix di politiche pubbliche e iniziative private orientate all’innovazione, alla formazione e alla promozione commerciale, affinché il settore possa consolidare i risultati conseguiti e cogliere le opportunità emergenti sui mercati globali.