La Cina punta all’Europa: il modello di Milano nel mirino
- 25 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il Palazzo delle Esposizioni di Shanghai, costruzione che conserva l’impronta della stagione stalinista degli anni ’50, evoca l’architettura sovietica con soffitti azzurro celeste alla maniera del Palazzo D’Inverno di San Pietroburgo e decorazioni che richiamano la Stella Rossa. Sotto una vasta volta illuminata, la direttrice della manifestazione, Zhuo Tan, accoglie gli ospiti vip il giorno precedente l’apertura ufficiale della manifestazione, che ha registrato circa 75.000 visitatori.
L’impronta architettonica russa è qui un segno del passato, ma la fiera vive nel presente globale: eventi internazionali e tensioni geopolitiche si riflettono anche nelle dinamiche del mercato. Alla versione cinese del Salone del Mobile si incontrano numerosi marchi italiani, tra cui Technogym, Artemide, Molteni&C e gli accessori di Alessi, che occupano spazi riservati per buyer e personalità. Per la prima volta l’evento ha adottato una formula diffusa in città, ispirata al Fuorisalone, estendendosi tra diversi quartieri di una megalopoli di oltre 25 milioni di abitanti e coinvolgendo sedi come il negozio-museo Fotografiska a Jing’An e l’Atelier INDJ a ChangNing.
La fondatrice della rassegna, Zhuo Tan, è considerata una delle pioniere nell’introdurre il concetto di design come mercato e prodotto in Cina. Oggi Design Shanghai rappresenta un concorrente diretto per i grandi saloni internazionali, pur riconoscendo la centralità del modello milanese per il settore.
Obiettivi della manifestazione
Signora Zhuo, a cosa punta Design Shanghai?
Il nostro obiettivo è creare un ponte tra Oriente e Occidente. Portiamo in Cina le eccellenze dell’arredo occidentale e allo stesso tempo offriamo ai compratori internazionali una finestra sull’innovazione cinese. Design Shanghai è pensata per i professionisti e per le aziende: da un lato gli espositori, dall’altro architetti, rivenditori e agenti commerciali. La maggior parte dei visitatori è composta da professionisti cinesi; a differenza di Milano, qui la manifestazione ha una vocazione prevalentemente domestica, data la dimensione demografica ed economica del paese.
Nel rispondere, Zhuo sottolinea anche il ruolo della fiera come piattaforma per favorire scambi commerciali, partnership produttive e la promozione di designer locali verso mercati esteri. L’evento funziona come punto di incontro per la filiera: progettisti, produttori e distributori possono così confrontarsi su tendenze, materiali e strategie di internazionalizzazione.
Rapporto con il Salone di Milano
Qual è il vostro rapporto con Milano?
In Cina ci consideriamo concorrenti del Salone, soprattutto dopo che per alcuni anni la rassegna milanese non ha più organizzato una fiera nello stesso centro espositivo dove ora si svolge il nostro evento. Tuttavia riconosciamo che il Salone del Mobile rimane la manifestazione di riferimento in Occidente e un passaggio obbligato per il settore: Milano è percepita come il centro mondiale del design.
Pur in un rapporto competitivo, esistono reciproche influenze: molte soluzioni espositive, iniziative di marketing e formule cittadine – come il Fuorisalone – vengono osservate e talvolta replicate. Le fiere svolgono una funzione strategica per il tessuto produttivo, facilitando esportazioni, accordi commerciali e il trasferimento di know-how tra aziende, istituzioni e reti di distribuzione internazionali.
Il confronto tra Design Shanghai e i grandi saloni europei mette in luce due asset fondamentali: da una parte la capacità delle manifestazioni occidentali di aggregare visibilità globale e opinione professionale, dall’altra la forza del mercato interno cinese che crea volumi e opportunità per sperimentazioni industriali e nuove filiere progettuali.
Per i designer e le imprese, la crescita di piattaforme come Design Shanghai implica la necessità di strategie diversificate: preservare la presenza nei circuiti tradizionali come Milano, mentre si consolidano canali di accesso e relazioni commerciali all’interno della grande economia cinese, valorizzando contestualmente la collaborazione tra istituzioni, associazioni di categoria e buyer internazionali.