BTC scivola sotto i 70.000 dollari mentre i mercati valutano tassi d’interesse più alti
- 25 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin è sceso martedì mattina, ritornando verso i 69.000 dollari dopo aver raggiunto livelli prossimi ai 71.000 durante la sessione precedente, mentre un più ampio ritracciamento nei mercati azionari ha sovrapposto pressione anche sulle criptovalute.
Nel corso delle prime ore di contrattazione statunitense il BTC è sceso intorno a 69.600 dollari, con Ether, Solana e XRP in calo di circa il 2-3% nelle ultime 24 ore.
Andamento settimanale e correlazione con il settore software
Negli ultimi tre mesi il Bitcoin sembra seguire una dinamica ricorrente: rialzi contenuti il lunedì e lievi ritracciamenti il martedì. Questo comportamento settimanale è stato osservato in più occasioni, suggerendo una componente di struttura temporale nei flussi di mercato.
Il movimento si è manifestato con particolare evidenza quando i titoli del comparto software hanno iniziato a cedere: l’ETF iShares Expanded Tech-Software Sector ETF (IGV) ha perso circa il 4% e, da ottobre, sia le azioni del settore sia le criptovalute hanno mostrato una tendenza discendente correlata.
Fattori macro e tono risk-off sui mercati
Gli indici azionari statunitensi hanno invertito parte dei guadagni: il S&P 500 e il Nasdaq hanno ceduto rispettivamente circa lo 0,5% e lo 0,8%, influenzati da sviluppi politici e da una generale avversione al rischio.
I rendimenti obbligazionari globali continuano a salire, il dollaro misurato dall’indice DXY resta solido sopra quota 99 e il prezzo del petrolio è aumentato di circa il 2% nelle ultime 24 ore, elementi che rinforzano il clima di risk-off sui mercati finanziari.
Pressione sui titoli legati alle criptovalute e sviluppi normativi
I titoli collegati al settore crypto hanno subito forti perdite: il titolo dell’emittente di USDC, Circle, ha guidato il ribasso con un calo del 16% dopo un rally che nelle settimane precedenti aveva più che raddoppiato il prezzo delle azioni; la piattaforma di scambio Coinbase ha perso circa l’8%.
Un resoconto sulle regole in discussione relativo alla disciplina del settore ha indicato che la versione più recente della normativa non consentirebbe ricompense sui saldi, limitando dunque i rendimenti associati alle stablecoin e ridimensionando alcune prospettive di sviluppo del settore.
Shay Boloor ha commentato:
“Questo indebolisce una parte fondamentale del caso rialzista, rendendo più difficile per USDC evolversi da semplice strumento di pagamento a un reale prodotto di riserva di valore.”
Sul fronte della fiducia negli asset di riserva, l’emittente di USDT, Tether, ha annunciato di aver affidato a una delle principali società di revisione un controllo completo delle riserve, un passo significativo verso una maggiore trasparenza percepita dagli investitori.
Cambiamento delle aspettative sui tassi di interesse
In poche settimane il sentimento dei mercati si è capovolto: dalle attese su possibili tagli dei tassi nel 2026 si è passati a prezzare l’ipotesi di aumenti nel breve termine. Strumenti di mercato che monitorano le probabilità delle mosse della banca centrale mostrano ora praticamente zero probabilità di un taglio nelle prossime riunioni e una quota rilevante, intorno al 15%, di possibilità che si verifichi un aumento dei tassi.
La riunione di giugno della banca centrale verrebbe presumibilmente presieduta da Kevin Warsh, nominato dal Donald Trump per sostituire Jerome Powell. Tale proposta di nomina ha implicazioni politiche e di politica monetaria: una leadership diversa potrebbe comunicare un approccio più favorevole a politiche volte a ridurre i costi di finanziamento, condizionando le aspettative e la curva dei rendimenti.
In sintesi, la reazione delle criptovalute riflette oggi una combinazione di fattori: la stretta correlazione con i titoli tecnologici, notizie regolamentari che impattano le prospettive delle stablecoin e un rapido spostamento delle aspettative sui tassi che influenza i flussi verso asset più rischiosi.