Balancer Labs costretta a chiudere dopo un exploit da 110 milioni di dollari, annuncia il cofondatore su dao

Balancer Labs, la società che ha dato vita al protocollo di finanza decentralizzata, ha annunciato la chiusura delle sue attività operative come entità corporativa, una decisione comunicata dal cofondatore Fernando Martinelli.

La scelta arriva a seguito di un exploit della versione v2 verificatosi a novembre 2025 che ha comportato la sottrazione di asset digitali per circa 110 milioni di dollari, tra cui osETH, WETH e wstETH. Si è trattato del terzo importante incidente di sicurezza per il progetto e ha generato esposizione legale ritenuta insostenibile per la società operativa.

Fernando Martinelli ha scritto:

“BLabs, come entità societaria, è diventata più una passività che un bene per il futuro del protocollo e non è sostenibile nella forma attuale senza fonti di ricavo.”

Martinelli ha aggiunto che ha “considerato seriamente” l’ipotesi di cessare completamente ogni attività, ma ha escluso un wind-down totale per il momento poiché il protocollo continua a generare introiti.

Contesto e valori chiave

Negli anni del boom della DeFi, Balancer è stato uno dei nomi di punta: al massimo storico, a fine 2021, il protocollo aveva quasi 3,5 miliardi di dollari in TVL (valore totale bloccato), collocandosi accanto ad altri infrastrutture fondamentali per lo scambio decentralizzato.

Da quel picco le metriche sono drasticamente diminuite: la TVL è scesa a circa 157 milioni di dollari, una contrazione prossima al 95% rispetto al massimo. La capitalizzazione di mercato del token BAL è ora intorno ai 10 milioni di dollari, con un prezzo di mercato che riflette una valutazione molto inferiore al valore degli asset sottostanti.

Il piano di ristrutturazione proposto

Il team rimasto ha messo sul tavolo una ristrutturazione radicale per salvaguardare il protocollo riducendone i costi e migliorandone la sostenibilità. Le misure previste includono l’azzeramento delle emissioni di BAL, una decisione volta a eliminare il modello di incentivi che Martinelli ha definito come una “economia di tangenti circolare” che costa più di quanto generi.

Il modello di governance basato su veBAL, giudicato catturato da meccanismi di meta-governance e da mercati di incentivi che hanno reso le votazioni non rappresentative della comunità di base, sarebbe progressivamente smantellato.

Le commissioni di protocollo verrebbero riorganizzate in modo che il tesoro della DAO trattenga il 100% dei ricavi, rispetto all’attuale 17,5%. La quota destinata al protocollo v3 scenderebbe al 25% per attrarre liquidità organica, mentre un programma di riacquisto di BAL offrirebbe agli holder un’uscita liquida a un prezzo ritenuto equo.

Fernando Martinelli ha dichiarato:

“Se credi nel Balancer ristrutturato, resti. Se non ci credi, hai un’uscita equa. È un approccio onesto che rimuove lo spettro dell’incertezza.”

Le figure essenziali del team di BLabs verrebbero integrate nella nuova entità operativa, indicata come Balancer OpCo, previa approvazione formale da parte della governance. Martinelli ha precisato che non manterrà relazioni formali con il protocollo dopo il wind-down, pur offrendosi come consulente.

Riduzione dell’ambito prodotto e priorità operative

La strategia operativa prevede un forte restringimento del perimetro dei prodotti, concentrandosi su cinque aree considerate differenzianti: le pool reCLAMM, le liquidity bootstrapping pools, le pool per stablecoin e token di staking liquido, le pool pesate e l’espansione verso catene non-EVM.

Tutto il resto verrebbe eliminato per ridurre i costi e focalizzare risorse e sviluppo su casi d’uso con prospettive di adozione e rendimento più solide.

Implicazioni legali, di governance e di mercato

La decisione riflette non solo un problema di sostenibilità economica, ma anche rischi legali associati agli incidenti di sicurezza ripetuti. La trasformazione di BLabs in una struttura più snella e la rimodulazione della governance mirano a isolare il protocollo da esposizioni societarie e a ripristinare fiducia operativa.

Per la comunità e per gli investitori, il processo implica votazioni di governance formali che determineranno l’entità del trasferimento di personale, la ridistribuzione dei ricavi e le tempistiche per il riassetto. Gli esiti possibili vanno da una completa ristrutturazione con successo a scenari in cui parte della comunità sceglierà di uscire tramite il meccanismo di buyback proposto.

Sul piano di mercato, un’interruzione delle emissioni di BAL e l’allocazione completa dei ricavi al tesoro della DAO potrebbero migliorare la sostenibilità a lungo termine, ma l’operazione richiederà tempo e fiducia per tradursi in un recupero significativo del valore di mercato.

Prossimi passi e tempistiche

Il piano è subordinato all’approvazione della governance della DAO. Nel frattempo, l’attività del protocollo continuerà con risorse ridotte e un focus sulle linee di prodotto selezionate, mentre il team organizza il trasferimento delle funzioni critiche a Balancer OpCo.

Il prezzo di mercato del token BAL ha già risentito dell’incertezza: nelle ultime sessioni il valore è notevolmente inferiore rispetto ai massimi storici, riflettendo la perdita di fiducia e la riduzione della liquidità.

La ristrutturazione proposta cerca di bilanciare la protezione legale della comunità, la sostenibilità economica del protocollo e la preservazione di servizi ritenuti strategici; gli sviluppi futuri dipenderanno dalle decisioni collettive degli stakeholder e dall’esito del processo di governance.