Referendum giustizia, porte aperte alla sfida sull’affluenza: il Viminale spiega come prevenire il doppio voto
- 22 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
L’attenzione principale in vista del referendum costituzionale sulla giustizia è concentrata sull’affluenza: non è previsto alcun quorum, ma il numero di elettori che si recheranno alle urne sarà determinante per il successo del Sì o del No. I quesiti riguardano la proposta di riforma nota come Nordio, in particolare la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, lo sdoppiamento delle componenti del Consiglio Superiore della Magistratura per soli magistrati giudicanti e per soli pubblici ministeri e l’istituzione di una Alta Corte disciplinare. L’ultimo referendum costituzionale in Italia si era tenuto nel 2020 sul taglio del numero dei parlamentari.
Le urne saranno aperte domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15; al momento della chiusura sarà consentito votare esclusivamente chi si trova già in fila.
Alle sezioni sono attesi oltre 45 milioni di elettori residenti in Italia, a cui si aggiungono circa 5,5 milioni di cittadini aventi diritto all’estero. Gli iscritti all’AIRE voteranno per corrispondenza: i plichi elettorali partono dalle missioni diplomatiche e consolari e giungono nella sede centrale di smistamento a Roma, che trattiene quelli diretti in America Latina e ridistribuisce gli altri alle sedi decentrate presso le corti d’appello di Milano, Bologna, Firenze e Napoli.
Importanza dell’affluenza e impatti istituzionali
L’esito del voto, pur non soggetto a quorum, sarà fortemente condizionato dalla partecipazione: percentuali diverse di affluenza possono amplificare o ridurre la rappresentatività dei votanti rispetto al corpo elettorale complessivo. Il tema della separazione delle carriere tocca funzioni costituzionali e rapporti di autonomia tra le diverse categorie della magistratura, con possibili conseguenze sul funzionamento del sistema giudiziario, sulle relazioni tra poteri dello Stato e sulle dinamiche politiche che hanno promosso o contrastato la riforma.
Orari e regole pratiche di voto
Le modalità di voto rispettano le consuete regole elettorali: ogni elettore deve presentarsi al seggio indicato sulla tessera elettorale munito di documento di identità valido. È utile verificare anticipatamente la sezione di appartenenza, soprattutto per chi si trova temporaneamente lontano dal proprio comune di iscrizione.
Personale dei seggi: defezioni e sostituzioni
In molte amministrazioni locali si sono registrate defezioni tra i presidenti di seggio e i scrutatori, costringendo i Comuni a interventi sostitutivi. Per esempio, nelle procedure organizzative è stato necessario procedere a ricoprire posti vacanti in diverse grandi città; situazioni analoghe hanno interessato centri minori, con la mobilitazione di uffici elettorali e corti d’appello per garantire l’apertura delle sezioni.
Le ragioni delle rinunce sono molteplici: impegni lavorativi non rinviabili, motivi di salute o timori legati alle condizioni organizzative. Gli enti locali hanno adottato soluzioni diverse, tra cui il reclutamento di sostituti e l’attivazione di elenchi integrativi forniti dalle prefetture e dalle corti d’appello.
Norme per i fuorisede e misure contro il doppio voto
I cittadini che risiedono temporaneamente in un comune diverso da quello di iscrizione elettorale (i cosiddetti fuorisede) non possono esercitare il diritto di voto in un seggio diverso da quello di appartenenza, salvo le eccezioni previste dalla legge per specifiche categorie in servizio.
Ministero dell’Interno ha diramato una circolare ai presidenti di seggio che definisce misure per prevenire il voto duplicato:
“prevenzione ipotesi doppio voto”
La circolare, di poche pagine, richiama i presidenti a tenere un registro operativo per segnalare eventuali voti espressi al di fuori della sezione di iscrizione. Sono autorizzati a votare in sezioni diverse dalla propria residenza, con esibizione di documento e tessera elettorale, i presidenti e i componenti dei seggi, i rappresentanti di lista, gli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza in servizio, nonché il personale militare e navale in servizio di bordo o di guarnigione.
La procedura richiesta prevede che il presidente annoti, in calce alle liste, i nominativi di coloro che votano in qualità di fuorisede, con l’indicazione del comune e della sezione di iscrizione. Sulla base di tali annotazioni i sindaci dovranno comunicare al presidente della sezione di appartenenza che l’elettore ha esercitato il voto altrove; l’elettore deve essere informato di questo scambio di dati al momento del voto.
Organizzazione del voto dall’estero
Per gli elettori all’estero la procedura postale richiede tempi e controlli aggiuntivi: i plichi inviati dalle rappresentanze diplomatiche e consolari seguono rotte protette e sono oggetto di uno smistamento centralizzato per garantire la tracciabilità. Le corti d’appello territoriali si occupano, poi, della consegna ai singoli seggi esteri o dei centri di raccolta indicati dalle comunità locali.
In vista del voto i comandi e gli uffici competenti hanno ribadito l’importanza della regolarità delle procedure e della trasparenza delle operazioni di scrutinio, elementi fondamentali per la legittimazione di un referendum che incide su aspetti costituzionali e sull’assetto dell’ordine giudiziario.