L’oro sfiora il mercato orso mentre la massa monetaria segnala una divergenza con Bitcoin

Oro si avvicina a un bear market tecnico, con una perdita prossima al 20% rispetto al massimo storico registrato a gennaio. Tradizionalmente considerato come riserva di valore e copertura contro l’incertezza geopolitica, l’andamento recente mette in discussione questo ruolo consolidato.

Nonostante l’escalation delle tensioni nel Medio Oriente, i prezzi dell’oro sono diminuiti di circa il 10% dall’inizio del conflitto a fine febbraio, segnalando una reazione dei mercati che non si limita ai soli fattori geopolitici.

Contesto macroeconomico e tassi

I mercati hanno riconsiderato le prospettive sui tassi d’interesse, spostando in avanti le attese sui tagli e prevedendo una politica monetaria restrittiva ancora per buona parte del 2026. Questo quadro, definito spesso come “higher for longer”, rappresenta un elemento significativo di ostacolo per l’oro, che trae vantaggio soprattutto in contesti di tassi reali più bassi.

Allo stesso tempo l’aumento dei prezzi del petrolio, alimentato dal rischio geopolitico, esercita una pressione al rialzo sull’inflazione, rinforzando la probabilità che le banche centrali mantengano un orientamento prudente.

Regolazione per la liquidità: il ruolo di M2

Se si considera l’oro al netto dell’M2 — la misura dell’offerta di moneta che include contanti, depositi e altre forme liquide — i prezzi attuali si collocano vicino ai livelli osservati ai picchi storici del 1974 e del 2011, quando l’oro valeva rispettivamente circa 200 e 1.800 dollari l’oncia.

Su questa base, l’oro sembra consolidarsi su valori elevati e potrebbe aver stabilito un pavimento ciclico rispetto alla liquidità globale, suggerendo che parte del calo nominale rifletta cambiamenti nella percezione della moneta più che una perdita strutturale di domanda.

Confronto con il mercato delle criptovalute

Il rapporto tra Bitcoin e M2 mostra un profilo di consolidamento simile a quello osservato nel corso del 2024, con il bitcoin che, se corretto per la liquidità, sta nuovamente testando i massimi del 2021.

Storicamente ogni ciclo ha visto il Bitcoin superare i precedenti picchi una volta considerata la crescita dell’offerta di moneta. Con il Bitcoin attualmente ancora circa il 40% sotto i massimi di ottobre, questo movimento può essere interpretato come una fase di consolidamento prima di eventuali rialzi successivi.

Negli ultimi giorni si è registrata una maggiore correlazione di breve termine tra oro e Bitcoin, con movimenti più sincronizzati dopo periodi di divergenza tra i mercati tradizionali e quelli crypto.

Implicazioni per gli investitori

Per gli operatori e i gestori patrimoniali, l’analisi dei prezzi in termini reali e rispetto alla liquidità globale è fondamentale per definire strategie di allocazione. L’oro potrebbe continuare a offrire protezione nelle fasi di stress finanziario, ma i rendimenti reali e la durata della politica monetaria restrittiva sono fattori chiave da monitorare.

La dinamica del petrolio e dell’inflazione, insieme all’evoluzione geopolitica nel Medio Oriente, dovranno essere valutate congiuntamente all’orientamento delle banche centrali per comprendere la sostenibilità di qualsiasi rally nell’oro o nell’Bitcoin.

In sintesi, un approccio che integri indicatori di liquidità, scenari macro e rischi geopolitici può aiutare a identificare livelli di ingresso e protezione più adeguati in portafoglio, mantenendo una prospettiva di medio termine e una gestione attiva del rischio.