Assisi, si chiude l’ultima venerazione pubblica delle spoglie mortali di San Francesco
- 22 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Ad Assisi si è conclusa nella chiesa inferiore della Basilica di San Francesco la venerazione pubblica delle spoglie mortali di San Francesco, patrono d’Italia e figura simbolo dell’attenzione verso gli ultimi. L’apertura straordinaria durata un mese ha attratto oltre 370.000 pellegrini da tutto il mondo, tra fedeli, famiglie e singoli, che hanno partecipato con gioia e raccoglimento.
Le celebrazioni nella chiesa superiore della Basilica hanno coinvolto più di 100.000 fedeli in oltre 170 liturgie, mentre centinaia di volontari e collaboratori hanno coordinato gli aspetti logistici e di accoglienza. Anche la stampa internazionale era presente in misura significativa: oltre 300 giornalisti di testate nazionali e straniere hanno seguito l’evento, documentandone svolgimento e accoglienza.
La conclusione formale è avvenuta con un momento riservato ai frati, la sera del 22 marzo, durante il quale si è celebrato il rito di reposizione delle spoglie nella cripta della Basilica, atto che ha segnato la chiusura ufficiale della manifestazione.
Il significato comunitario dell’ostensione
fra Marco Moroni ha commentato:
“Siamo stati una fraternità riunita attorno a Francesco: migliaia di persone che, insieme, hanno condiviso preghiera e silenzio. L’evento ha rivelato una comunità orante e composta, capace di trasformare la semplice visione di ossa fragili in un incontro vivo con lo spirito che ha mosso la sua vita.”
Nel suo intervento il Custode del Sacro Convento ha ringraziato quanti hanno ideato, organizzato e prestato servizio, sottolineando come l’impegno collettivo abbia superato le aspettative iniziali e abbia permesso di accogliere un flusso di pellegrini molto ampio.
Esperienza del pellegrinaggio: raccoglimento e gioia
fra Giulio Cesareo ha osservato:
“Non sorprende la grande partecipazione, ma ha colpito il modo discreto e gioioso con cui le persone si sono avvicinate: silenzio rispettoso, pazienza e attenzione. Più che visitare un monumento, è stato come rispondere a una chiamata interiore di Francesco, presente ancora oggi nella memoria e nell’azione.”
Il commento del direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento ha messo in luce la dimensione spirituale dell’evento: molti pellegrini hanno vissuto la visita come un’occasione di incontro interiore più che come semplice attrazione culturale.
Provenienze, inclusività e interventi strutturali
I frati hanno ricordato che alla venerazione hanno partecipato confratelli e fedeli provenienti da Paesi lontani come il Brasile, gli Stati Uniti, la Tanzania, l’India, la Corea e regioni del Medio Oriente. Tale presenza internazionale ha dato all’evento un respiro globale, rafforzando i legami della famiglia francescana nel mondo.
Per rendere l’esperienza più accessibile sono stati realizzati interventi nel complesso del Sacro Convento finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche, garantendo così una visita pienamente fruibile anche alle persone con mobilità ridotta. I frati hanno sottolineato come l’attenzione all’inclusività rispecchi lo stile di San Francesco, orientato alla prossimità verso i più fragili.
Parallelamente, l’evento ha sperimentato nuove modalità comunicative, tra le quali la produzione di un video musicale dedicato all’inno dell’ostensione, intitolato Su questo colle, pensato per accompagnare e raccontare l’esperienza del pellegrinaggio anche attraverso linguaggi contemporanei.
Collocazione nell’VIII centenario francescano
L’ostensione si inserisce nel più ampio contesto dell’VIII centenario francescano, celebrazione che in Basilica ha assunto il tema e il motto San Francesco vive. Questa iniziativa si collega a un percorso iniziato l’anno precedente e accompagnato da attività editoriali e culturali, tra cui il calendario 2026 della rivista dedicata al patrono d’Italia.
La narrazione del centenario riprende l’immagine del seme che, caduto in terra, attraverso il dono e la testimonianza trasmette vita e frutto: una metafora che indica la persistenza dell’eredità spirituale di San Francesco nella comunità cristiana e nella società civile. Sul piano istituzionale, l’evento rafforza il ruolo del Sacro Convento come luogo di riferimento per il dialogo religioso, la cultura e il turismo religioso, con potenziali ricadute positive anche sull’economia locale.
Nel complesso, l’ostensione ha rappresentato un’occasione di incontro, riflessione e rinnovamento per la famiglia francescana e per quanti, da diverse parti del mondo, hanno voluto avvicinarsi alla figura e al messaggio di San Francesco.