Segnali dalle opzioni su Bitcoin: paura estrema mentre il premio per la protezione al ribasso raggiunge un nuovo massimo storico, avverte VanEck
- 21 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Second paragraph content here.>Gli operatori di mercato del Bitcoin stanno pagando livelli record per proteggersi dalle perdite, secondo il rapporto Bitcoin ChainCheck di VanEck relativo alla metà di marzo 2026; è un indicatore che gli investitori restano prudenti pur con i prezzi spot in fase di stabilizzazione.
Nel documento gli analisti senior di VanEck segnalano che il prezzo medio a 30 giorni del Bitcoin è sceso del 19% rispetto al periodo precedente, mentre la volatilità realizzata è diminuita da circa 80 a poco oltre 50.
I tassi di finanziamento sui futures si sono inoltre ridotti, passando dal 4,1% al 2,7%, segno che la speculazione con leva si è attenuata rispetto alle settimane precedenti.
I mercati delle opzioni mostrano invece un atteggiamento estremamente prudente: il rapporto put/call dell’open interest ha fatto registrare una media di 0,77, con un picco a 0,84 — il livello più alto da giugno 2021, mese in cui la China intensificò i controlli sul mining del Bitcoin.
Negli ultimi 30 giorni i trader hanno speso circa 685 milioni di dollari per le opzioni put, mentre i premi delle call sono diminuiti del 12% attestandosi intorno a 562 milioni di dollari; rapportati al volume spot, i premi delle put hanno raggiunto circa 4 punti base, un livello record nei dati raccolti da VanEck.
VanEck ha osservato:
“Rispetto al volume spot, i premi delle opzioni put hanno raggiunto un massimo storico di circa 4 punti base, circa 3 volte i livelli osservati a metà 2022 dopo il collasso della stablecoin Terra/Luna e la crisi di liquidità dello staking di Ethereum.”
Questo comportamento indica che gli investitori stanno pagando un sovrapprezzo per assicurarsi contro ulteriori ribassi, preferendo coperture difensive piuttosto che esposizioni rialziste nette.
Prospettive storiche e segnali di inversione
Secondo VanEck, pause di paura simili hanno spesso segnato punti di svolta del mercato anziché l’avvio di nuovi crolli: nell’ultimo sei anni, condizioni analoghe sulle opzioni sono state seguite da guadagni medi del Bitcoin del 13% nei successivi 90 giorni e del 133% su 360 giorni.
Allo stesso tempo l’attività on‑chain è rimasta debole, mentre la vendita da parte dei miner è risultata contenuta: queste dinamiche mitigano temporaneamente la pressione di offerta sul prezzo e possono favorire una maggiore resilienza se la domanda dovesse riprendersi.
Una liquidità limitata sulle piattaforme e il calo dell’attività registrata on‑chain implicano tuttavia che movimenti relativamente piccoli possono tradursi in oscillazioni significative dei prezzi, per cui la vigilanza su flussi di scambio e trasferimenti resta cruciale.
Implicazioni per investitori e mercato
La riduzione dei tassi di finanziamento sui futures segnala una minore esposizione leva netta tra i partecipanti e riduce il rischio di liquidazioni forzate che storicamente amplificano i movimenti di prezzo. Per gli investitori istituzionali e retail, i segnali derivanti dalle opzioni sono spesso utilizzati come termometro del sentiment di mercato.
Come gestore di asset a livello internazionale, VanEck fornisce dati di mercato che aiutano a interpretare la posizione relativa tra domanda spot, derivati e attività reali sulla rete. Queste informazioni sono utili per definire strategie di copertura e per valutare il profilo rischio/rendimento su orizzonti temporali diversi.
In sintesi, il mercato presenta segnali contraddittori: da un lato la volatilità e le coperture elevate rivelano cautela; dall’altro, la limitazione della vendita dei miner e l’alleggerimento della leva possono agevolare un recupero se fattori fondamentali o di domanda tornassero a sostenere il prezzo. Gli operatori dovrebbero monitorare l’evoluzione delle opzioni, i dati on‑chain e i tassi di finanziamento per valutare eventuali cambi di regime.