Bitcoin si consolida mentre i trader coprono le posizioni e l’incertezza macroeconomica persiste

La situazione dei mercati crypto è rimasta sostanzialmente invariata venerdì, con il CoinDesk 20 Index (CD20) virtualmente piatto. Bitcoin (BTC) è scambiato a $70,581.93, con un rialzo di circa 0,8% da mezzanotte UTC, mentre ether (ETH) ha segnato un incremento inferiore allo 0,1%.

Contesto macro e materie prime

I prezzi del petrolio greggio sono scesi sotto i $100 al barile giovedì, attorno a $96, dopo notizie secondo cui gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di autorizzare la vendita di greggio iraniano soggetto a sanzioni per aumentare l’offerta e ridurre la pressione sui listini. Questa ipotesi ha temporaneamente sostenuto gli asset rischiosi, ma il recupero degli indici azionari USA si è rapidamente invertito.

I futures sul Nasdaq 100 e sull’S&P 500 segnano rispettivamente ribassi intorno allo 0,6% e allo 0,4% dalle prime ore di contrattazione, sottolineando una fragilità persistente nei mercati azionari e una cautela diffusa tra gli investitori.

Metalli preziosi e correlazione con le crypto

I metalli preziosi hanno riportato quotazioni più allineate a quelle delle criptovalute dopo un rally iniziale dell’anno che aveva spinto i prezzi a livelli record. L’oro viene indicato a $4,660, dopo un picco a $5,600 registrato il 29 gennaio, evidenziando una fase di consolidamento che riduce temporaneamente la correlazione diretta con il rischio speculativo.

Posizionamento sui derivati

L’open interest su Bitcoin si è stabilizzato intorno a $16,9 miliardi, sostanzialmente in linea con la settimana precedente e indice di un’attività speculativa che non mostra segnali di espansione immediata.

I tassi di funding sulle principali piattaforme sono rientrati in un intervallo neutro compreso tra 0% e 10%. I funding negativi osservati nei due giorni precedenti probabilmente hanno alimentato una prima fase di sollievo attraverso il covering delle posizioni corte, per poi contribuire alla volatilità successiva.

La base annualizzata a tre mesi si mantiene stabile intorno al 2,8%, una misura che segnala come la convinzione istituzionale resti prudente e non orientata a scommesse aggressive di rialzo sul breve termine.

Sul mercato delle opzioni la posizione è difensiva: il rapporto volume call/put su 24 ore è passato a 43/56, mentre il one-week 25-delta skew è salito al 14% dal 9%, aumentando il costo della protezione contro ribassi. Tale skew più accentuato indica una domanda maggiore per coperture downside.

La struttura temporale della volatilità implicita mostra un forte spike sul fronte breve con fenomeni di backwardation, segnale che i trader stanno privilegiando coperture di immediata efficacia rispetto a aspettative stabili sul medio termine.

La volatilità implicita a lungo termine rimane ancorata vicino al 50%. I dati di liquidazione riportano circa $308 milioni in 24 ore, con una suddivisione 63/37 a favore delle long rispetto alle short. I maggiori valori di liquidazione nominale sono stati registrati su BTC ($93 milioni), ETH ($81 milioni) e altre posizioni ($19 milioni).

La mappa delle liquidazioni indica $68.500 come livello centrale da monitorare per possibili ondate di stop-loss qualora il prezzo dovesse scendere, dato che molte posizioni sono suscettibili di chiusura forzata in tale area.

Rally degli altcoin e dinamiche di mercato

Il mercato degli altcoin mostra segnali di ottimismo, nonostante molte delle principali criptovalute restino imprigionate in un range limitato fin dall’inizio di febbraio. Questi movimenti possono riflettere flussi speculativi alla ricerca di rendimento su token a capitalizzazione inferiore.

Quant (QNT) è in rialzo del 7,5% da mezzanotte, sostenuto da una quotazione spot su una popolare piattaforma di trading al dettaglio, mentre il token legato all’intelligenza artificiale FET ha proseguito il suo trend positivo salendo del 6,5%.

L’indice Altcoin Season di CoinMarketCap è attualmente a 46/100: dopo un recupero rispetto ai minimi di febbraio, il dato segnala una relativa forza degli altcoin, pur lontana da una fase di dominio esteso su scala di mercato.

Nonostante il CD20 sia rimasto piatto dalle prime ore di contrattazione, l’indice CoinDesk 80 (CD80), maggiormente esposto agli altcoin, ha segnato un +0,3%, suggerendo una lieve sovraperformance delle valute alternative rispetto ai grandi nomi.

In sintesi, il quadro è caratterizzato da cautela: segnali tecnici e fondamentali indicano che gli operatori privilegiano coperture a breve termine e una selettività nei flussi verso asset più rischiosi, in un contesto influenzato da variabili geopolitiche e dall’andamento delle commodity energetiche.