Autorità ucraine: Zaporizhzhia sotto attacco russo, danni ingenti alle infrastrutture
- 21 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Un attacco militare russo ha colpito infrastrutture critiche nella regione di Zaporizhzhia, causando danni a edifici e possibili interruzioni di corrente in alcune aree urbane, secondo quanto riferito dal capo dell’amministrazione regionale.
Ivan Fedorov ha dichiarato:
“I russi stanno attaccando le infrastrutture critiche della regione. In alcune zone della città potrebbero verificarsi interruzioni di corrente. Negli edifici vicini, le finestre sono state danneggiate dall’onda d’urto provocata dall’attacco nemico.”
Secondo la stessa autorità locale al momento non risultano feriti direttamente connessi a questo episodio. La stessa mattina, tuttavia, un attacco con droni a Zaporizhzhia aveva provocato due morti e sei feriti, tra cui due ragazze di 11 e 15 anni.
Danni alle infrastrutture e conseguenze per i civili
Le esplosioni e le onde d’urto hanno determinato la rottura di infissi e vetri in edifici residenziali e strutture limitrofe, con segnalazioni di guasti a impianti elettrici. Le interruzioni di corrente possono compromettere servizi essenziali e operazioni di emergenza, aggravando la vulnerabilità della popolazione civile nei quartieri colpiti.
Le autorità locali hanno attivato procedure di controllo e verifiche tecniche sulle reti danneggiate e sui siti sensibili, mentre i servizi sanitari continuano a registrare e gestire i feriti degli attacchi avvenuti durante la giornata.
Offensiva respinta nella regione di Donetsk
Il Terzo Corpo d’Armata ucraino ha reso noto di aver sventato un tentativo di offensiva meccanizzata su larga scala condotto dalle forze russe nella direzione di Donetsk. L’azione nemica avrebbe coinvolto attacchi simultanei su più assi e un impiego consistente di truppe e mezzi corazzati.
Secondo i rapporti militari ucraini, l’attacco comprendeva oltre 500 fanti, 28 mezzi corazzati e più di 100 veicoli leggeri come motociclette, buggy e quad, dispiegati in un tentativo di sfondamento nella zona Lymansko-Boriv.
Le forze russe coinvolte sarebbero state parte della 1ª Armata corazzata e della 20ª Armata combinata della Federazione Russa, ma la maggior parte dell’avanzata sarebbe stata arrestata prima di raggiungere la linea di confine.
In un arco di poche ore, le unità ucraine hanno riportato la riconquista della situazione, trasformando quella che era iniziata come una rapida avanzata in un insuccesso su vasta scala per l’aggressore.
Andriy Biletsky, generale di brigata, ha dichiarato:
“Per un mese e mezzo abbiamo osservato segnali di preparativi per un’offensiva. I russi stavano intensificando gli attacchi contro i nostri valichi attraverso l’Oskil, cercando di tagliare la logistica. Ci stavamo preparando: sono state effettuate esercitazioni difensive in diverse direzioni, ogni brigata aveva il proprio piano per respingere l’attacco. Il corpo d’armata ha coordinato queste azioni e, di conseguenza, gli attacchi sono stati sventati da tutte le direzioni.”
Perdite materiali e valutazioni strategiche
Le autorità militari ucraine hanno quantificato le perdite materiali dell’attaccante in decine di mezzi distrutti o fuori uso: fra questi sono citati 84 veicoli motorizzati, 11 veicoli da combattimento per la fanteria, mezzi da trasporto truppe blindati e tre carri armati. Risultano inoltre colpiti sistemi d’arma, con la segnalazione di un lanciamissili anticarro Sunset e cinque pezzi d’artiglieria danneggiati.
Le forze difensive affermano di aver abbattuto oltre 160 droni nemici nel corso dell’azione, mentre il conteggio dei combattenti nemici neutralizzati viene indicato in circa 405 unità. Secondo Kiev, non sono stati persi insediamenti o posizioni strategiche durante l’attacco sventato.
Dal punto di vista strategico, la capacità di respingere offensive su più direzioni testimonia una preparazione difensiva mirata e il ruolo cruciale delle linee logistiche, come i valichi sull’Oskil, nella conduzione delle operazioni. L’esito di questi scontri influisce sul controllo territoriale locale e sulla pressione sulle risorse operative di entrambe le parti, con possibili ripercussioni sulle priorità di approvvigionamento e supporto internazionale per le forze coinvolte.