Anticendio, l’Italia approvi subito l’uso di simulatori non inquinanti
- 21 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
L’obiettivo è aggiornare la normativa italiana per consentire l’uso dei simulatori antincendio, sistemi che ricreano fedelmente scenari di emergenza legati al fuoco senza impiegare fiamme reali, permettendo una formazione completa, ripetibile e priva di emissioni inquinanti.
Emanuele Pitto ha sottolineato il vantaggio ambientale:
“Un solo estintore medio che viene svuotato per una prova antincendio senza simulatore disperde circa 6 chili di CO2 nell’ambiente, il corrispettivo delle emissioni generate da 60 Fiat Panda Hybrid in un tragitto di 1 chilometro.”
Emanuele Pitto è amministratore delegato di Scenario, una realtà genovese con otto dipendenti e un fatturato annuo intorno ai 4,2 milioni di euro, specializzata nello sviluppo e nell’integrazione di soluzioni di simulazione avanzata per progettazione, formazione, sicurezza e gestione operativa nei settori industriali.
Simulazioni per acquisire esperienza pratica
L’azienda progetta sistemi personalizzati impiegabili in ambito marittimo, portuale, aeroportuale, nella logistica e nella movimentazione di mezzi speciali: le piattaforme consentono di riprodurre ambienti operativi complessi e scenari critici in sicurezza.
Emanuele Pitto ha spiegato il funzionamento dei simulatori:
“I simulatori consentono di riprodurre ambienti operativi complessi e situazioni critiche, come manovre navali, operazioni portuali, movimentazioni merci o scenari di emergenza, permettendo agli operatori di acquisire esperienza pratica in condizioni realistiche ma sicure.”
A oggi Scenario dichiara di aver installato circa un centinaio di simulatori; i clienti includono istituti nautici, autorità portuali, aeroporti, centri di formazione e strutture dedicate all’addestramento di enti istituzionali. Tra le collaborazioni con realtà formative e istituzionali si ricordano la Accademia nautica dell’Adriatico di Trieste, il Polo tecnologico di Vendramin Corner di Venezia, la Fondazione Caboto di Gaeta e l’Its Mare di Sorrento. Nel lavoro internazionale l’azienda collabora regolarmente con realtà tecnologiche come Mevea (Finlandia), Lilaas (Norvegia) e Wärtsilä (Finlandia).
L’adozione di simulatori da parte di porti e aeroporti risponde sia a esigenze di sicurezza operativa sia a criteri di sostenibilità, perché riduce l’uso di agenti estinguenti reali e permette esercitazioni più frequenti e standardizzate, utili anche per certificazioni e audit di conformità.
Academy aziendale
Scenario ha istituito una academy interna che propone percorsi rivolti a professionisti della sicurezza, operatori del settore antincendio, tecnici industriali e personale coinvolto nella gestione delle emergenze, combinando formazione teorica e attività pratiche in ambiente simulato.
Emanuele Pitto ha descritto l’approccio formativo:
“I programmi formativi integrano simulazione digitale, scenari realistici e attività pratiche, permettendo ai partecipanti di acquisire competenze operative in un contesto controllato ma altamente immersivo.”
Attraverso l’attività di formazione l’azienda riferisce di aver certificato circa 400 formatori, contribuendo così alla diffusione di competenze specializzate e alla creazione di standard riconoscibili per l’addestramento antincendio basato su simulazione.
Emanuele Pitto ha aggiunto:
“Attraverso questa struttura abbiamo certificato circa 400 formatori.”
Dal punto di vista regolatorio, un’estensione degli strumenti ammessi per l’addestramento richiederebbe interventi normativi e il coinvolgimento di enti competenti come il Ministero dell’Interno e la Protezione Civile, oltre al dialogo con le autorità portuali e aeroportuali. Il passaggio verso una maggiore integrazione della simulazione nella formazione può avere impatti significativi sulla sicurezza operativa, sulla qualità delle certificazioni e sulla riduzione dell’impatto ambientale delle esercitazioni.
In prospettiva, la diffusione dei simulatori potrebbe creare opportunità di mercato per fornitori di tecnologia, centri di formazione e partner internazionali, incentivando al contempo aggiornamenti normativi e investimenti nella digitalizzazione delle pratiche di sicurezza.