Soldi politici del passato di Sam Bankman-Fried danno slancio a un comitato per l’intelligenza artificiale che va all’attacco del legislatore dello stato di New York Bores
- 20 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Un comitato d’azione politica collegato a importanti donatori del settore tecnologico e delle criptovalute ha rilanciato il nome dell’ex amministratore delegato di FTX, ora coinvolto in vicende giudiziarie, per colpire il candidato democratico al Congresso di New York, Alex Bores, in vista di una primaria affollata.
Un volantino diretto agli elettori sostiene che il candidato per il 12° distretto congressuale di New York abbia ricevuto oltre 100.000 dollari da esponenti legati all’ex exchange fallito e accusa:
“I soci di Sam Bankman-Fried stanno finanziando la corsa di Bores per il Congresso.”
Il materiale elettorale contesta inoltre la composizione delle sue risorse di campagna e lo presenta come distante dalle istanze dei residenti del collegio, invitando gli elettori a scegliere alternative.
“Fate di meglio che votare Bores.”
L’attacco del PAC e le accuse
Think Big PAC ha distribuito il volantino come parte di una strategia volta a sostenere candidati favorevoli a politiche pro-tecnologia e a contrastare chi, secondo il comitato, ostacola l’innovazione nel campo dell’intelligenza artificiale.
Think Big PAC ha dichiarato:
“Nonostante si sia espresso contro i deepfake e altre minacce dell’IA, il candidato Bores ha raccolto oltre 100.000 dollari dalle reti politiche collegate a Sam Bankman-Fried e non riconosce il ruolo che questi finanziamenti hanno avuto nella sua carriera politica.”
Contesto elettorale e candidati
La primaria democratica per il seggio che sarà vacante con la probabile successione a Jerry Nadler nel distretto profondamente democratico di Manhattan ha attirato figure di rilievo, tra cui Jack Schlossberg, membro della famiglia Kennedy, e altri candidati ben collegati come George Conway. Il confronto è considerato tra i più osservati nel ciclo elettorale.
Alex Bores, attualmente deputato statale al primo mandato per alcune aree di Manhattan, è diventato noto per l’iniziativa legislativa sulla sicurezza e la responsabilità nell’uso dell’intelligenza artificiale a livello statale, una proposta volta a introdurre paletti e meccanismi di controllo sui sistemi avanzati di IA.
Questa attività legislativa può aver reso il deputato un bersaglio naturale per un comitato che sostiene politiche tecnologiche specifiche e che esercita pressione sulle primarie per promuovere candidati più allineati alle proprie posizioni.
Implicazioni politiche e finanziamento delle campagne
Le accuse del volantino si basano su contributi collegati a Sam Bankman-Fried, ora condannato per frode in relazione al crollo di FTX. Nel ciclo del 2022, Bankman-Fried e dirigenti associati a FTX figuravano tra i maggiori donatori a livello nazionale, sostenendo candidati di vari orientamenti politici.
Secondo i dati delle dichiarazioni di finanziamento, una quota consistente dei membri del Congresso ha ricevuto in quel periodo donazioni collegate a quella rete. Tra i candidati a livello statale nello Stato di New York, Alex Bores è stato uno dei pochi a risultare beneficiario di supporto da comitati affiliati a quell’ambiente; l’altro caso noto è quello del vicegovernatore Antonio Delgado.
Think Big PAC ha già investito diverse centinaia di migliaia di dollari in spot televisivi e campagne digitali rivolte contro Bores, includendo attacchi relativi al suo precedente impiego presso Palantir.
La campagna di Bores ha reagito formalmente, inviando una richiesta di cessazione per contenuti che definisce falsi e diffamatori; al momento la campagna non ha fornito ulteriori commenti pubblici in merito alle recenti accuse.
Il caso evidenzia alcune dinamiche rilevanti per la politica moderna: il peso degli attori esterni nelle primarie, il ruolo dei comitati d’azione politica nel modellare l’agenda dei partiti e la sensibilità degli elettori nei confronti di legami con finanziatori coinvolti in scandali. Le dichiarazioni ufficiali ai registri elettorali e la trasparenza sui contributi rimangono strumenti chiave perché gli elettori possano valutare autonomamente le affermazioni in campagna elettorale.