I funerali di Umberto Bossi, celebrati domenica a Pontida
- 20 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
I funerali di Umberto Bossi, fondatore della Lega, si svolgeranno domenica 22 marzo a Pontida alle ore 12 presso l’abbazia di San Giacomo Maggiore. Il leader è deceduto a 84 anni nell’ospedale di Varese.
La famiglia ha spiegato:
“Volendo condividere l’ultimo passaggio con il popolo della Padania e la grande famiglia della Lega.”
Alla proposta, avanzata da un ascoltatore di Radio Libertà, di celebrare funerali di Stato, il segretario del partito, Matteo Salvini, ha espresso rispetto per l’idea ma ha sottolineato che si tratta di decisioni che spettano ai familiari più prossimi.
Matteo Salvini ha detto:
“Concordo sul fatto che meriterebbe il massimo degli onori, però sono scelte che lasciamo ai suoi affetti più vicini e più cari.”
Matteo Salvini ha aggiunto:
“Quelle scelte, ripeto, lasciamole alla famiglia, lasciamole alla moglie, lasciamole ai figli.”
Omaggio pubblico e commemorazioni
Il segretario leghista ha pubblicato un messaggio di cordoglio in cui ricorda l’incontro che segnò il suo percorso politico e l’eredità lasciata dal fondatore. Nel suo omaggio ha elencato aggettivi e immagini che richiamano la figura carismatica e divisiva di Bossi, sottolineando come il suo pensiero continui a orientare una parte consistente dell’elettorato del partito.
Matteo Salvini ha scritto:
“Coraggio, genio, passione, fatica, amore, rivoluzione, radici, libertà. Avevo 17 anni quando ti ho incontrato e mi hai cambiato la vita.”
Matteo Salvini ha aggiunto:
“Il tuo immenso popolo ti rende omaggio e continuerà a camminare sulla strada che hai tracciato: quella della Libertà. Ciao, Capo. A Dio.”
La leadership del partito ha inoltre annunciato iniziative pubbliche di commemorazione che richiamano i temi identitari e autonomisti che hanno segnato la storia della formazione politica, prevedendo momenti sia locali sia regionali per ricordare l’impatto di Bossi sulla scena politica italiana.
Rapporti e tensioni interne
Nonostante gli omaggi di circostanza, i rapporti tra Umberto Bossi e Matteo Salvini sono stati spesso complessi e segnati da divergenze strategiche. Il confronto più acceso risale al 2013, quando i due si contesero la guida del partito e visioni differenti sul futuro della formazione emersero con forza.
Umberto Bossi disse:
“La qualità che deve avere il segretario deve essere quella di tenere insieme la Lega. Chiunque fa casino non va bene.”
In quell’occasione il fondatore criticò anche l’approccio europeista-sovranista che Salvini stava privilegiando, opponendosi a ipotesi di alleanze continentali con forze come quelle di Marine Le Pen o di altri nazionalisti.
Umberto Bossi disse ancora:
“Non capisce niente, se vogliamo uscire dall’euro ci sparano.”
Nonostante le critiche, le primarie interne del partito premiarono Salvini con una larga maggioranza, segnando la transizione della Lega verso un profilo più nazionale e una leadership consolidata attorno al nuovo segretario.
La svolta nazionale e le fratture successive
Negli anni successivi la Lega ha progressivamente abbandonato l’impostazione originaria legata al regionalismo e all’autonomismo per rilanciarsi come forza nazionale. Questa trasformazione ha relegato il ruolo di Bossi sempre più nella dimensione simbolica e ha alimentato tensioni con gruppi interni che continuarono a privilegiare le istanze del Nord.
Nel 2017 Bossi mancò per la prima volta il palco della manifestazione di Pontida da lui istituita, un segnale politico e simbolico della distanza crescente con la nuova linea del partito. Nei mesi successivi Salvini impostò un nuovo simbolo elettorale che identificava chiaramente la leadership, accentuando il divario con la corrente storica rappresentata dal fondatore.
Umberto Bossi definì criticamente la scelta di alcune alleanze o esclusioni elettorali:
“Un errore, un’occasione persa per far valere le istanze dell’Autonomia e le richieste della militanza nordista.”
La frattura fu evidente anche nelle scelte elettorali successive, con il cosiddetto Comitato del Nord che assunse posizioni autonome rispetto alla strategia nazionale e in alcune circostanze si distaccò dalle coalizioni tradizionali del centrodestra.
In vista delle elezioni europee del 2024, emersero nuove tensioni interne legate a candidature che non furono gradite dal fondatore. Paolo Grimoldi, ex parlamentare e figura di riferimento nella Lega lombarda, raccontò di una telefonata con Bossi in cui il fondatore manifestò forte disappunto su alcune scelte di schieramento.
Paolo Grimoldi raccontò:
“Mi ha telefonato Bossi con voce molto arrabbiata. E mi ha detto: ‘Fai sapere in giro che io voto Reguzzoni’, che come sapete si presenta come candidato indipendente di Forza Italia.”
Secondo quanto riferito, Bossi espresse inoltre netta contrarietà nei confronti della candidatura del generale Vannacci nelle file del partito, sottolineando una distanza politica e personale verso alcune scelte recenti.
Il percorso di Umberto Bossi nella politica italiana rimane destinato a suscitare dibattito: da una parte il ruolo di fondatore che ha creato una forza politica di riferimento per il nord e per l’autonomismo, dall’altra le trasformazioni strategiche che hanno portato la Lega a ridefinire la propria identità nel panorama nazionale. I funerali e le commemorazioni saranno momenti per misurare sia il peso simbolico della sua eredità sia le prospettive future per la formazione politica che ha contribuito a fondare.