Autobrennero: gara confermata, addio al diritto di prelazione
- 20 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di proseguire la procedura per l’assegnazione della nuova concessione cinquantennale dell’Autostrada del Brennero (A22), escludendo però il diritto di prelazione in favore dell’attuale concessionario.
La decisione segue le osservazioni sollevate dalle istituzioni europee e recepisce l’esito di una pronuncia giurisprudenziale che ha messo in discussione il meccanismo di prelazione previsto nei project financing italiani. Nel frattempo, il proponente uscente, Autobrennero, aveva presentato un piano di finanza di progetto che contempla oltre 9 miliardi di euro di investimenti lungo l’asse autostradale.
Contesto e cronologia
La gara per il rinnovo della concessione era stata avviata il 31 dicembre 2024. Contrariamente alle voci circolate sulle ipotesi di ritiro del bando o di annullamento della procedura, il Mit ha reso noto che intende portare a termine l’iter di aggiudicazione, garantendo che la selezione si svolga tramite una competizione effettiva tra più candidati ammessi.
Per consentire la successiva fase competitiva, è stata inviata al Cipess la proposta preliminare che costituirà la base delle offerte. Dopo l’approvazione preventiva, sarà avviata la fase di invito a presentare le offerte formali e la commissione di gara procederà alla valutazione per individuare l’aggiudicatario. L’obiettivo del Ministero è di definire il nome del nuovo concessionario entro la fine dell’anno in corso.
Motivazioni giuridiche della scelta
La decisione del Mit è direttamente collegata a una sentenza della Corte di giustizia europea emessa lo scorso febbraio, che ha valutato la compatibilità del diritto di prelazione riconosciuto al promotore in alcuni schemi di project financing con la normativa comunitaria sulle concessioni.
Secondo la Corte, il meccanismo di prelazione appare incompatibile con la Direttiva 2014/23/UE sulle concessioni e con i principi fondamentali del diritto dell’Unione quali la parità di trattamento, la non discriminazione, la trasparenza e la concorrenza effettiva. Inoltre, la Corte ha ritenuto che la prelazione possa incidere sulla libertà di stabilimento garantita dall’articolo 49 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
La logica della pronuncia è duplice: da una parte il diritto di prelazione permette al promotore di aggiornare la propria offerta dopo aver conosciuto quella dei concorrenti, mettendo in discussione il principio di immutabilità delle proposte in gare competitive; dall’altra, la possibilità di prelazione crea una barriera all’ingresso per nuovi operatori che si troverebbero a competere con un soggetto già avvantaggiato.
La situazione della concessione A22
La gestione dell’A22 Modena-Brennero è storicamente affidata a Autobrennero, una società a partecipazione pubblica che include enti regionali, provinciali e camere di commercio. La concessione originaria sarebbe dovuta terminare nel 2014, ma, in assenza di un nuovo affidamento, è stata ripetutamente prorogata tramite interventi normativi e provvedimenti che hanno prolungato lo stato di stallo per oltre un decennio.
Questo prolungamento ha generato contenziosi e osservazioni da parte delle istituzioni europee in relazione al rispetto delle regole sulle procedure di affidamento e sulla concorrenza. La novità introdotta dal pronunciamento comunitario impone oggi una rilettura delle pratiche applicate ai grandi progetti infrastrutturali affidati con formule di project financing.
Implicazioni per il mercato e le politiche pubbliche
La scelta del Mit potrebbe avere effetti significativi sul modo in cui vengono strutturate le gare per grandi opere in Italia. L’esclusione della prelazione punta a favorire una competizione più aperta e trasparente, con potenziali riflessi sulle condizioni finanziarie e sulla qualità delle offerte presentate dagli operatori.
Per le istituzioni locali coinvolte nella compagine di Autobrennero e per gli investitori, l’esito della procedura rappresenta un passaggio cruciale: da un lato si valuta la capacità di attrarre capitale privato per gli interventi infrastrutturali, dall’altro si afferma la necessità di conformarsi agli standard europei in materia di appalti e concessioni.
Il confronto che si aprirà nella fase di gara permetterà inoltre di misurare l’interesse di operatori nazionali e internazionali, e potrà stimolare riflessioni normative sulle modalità di implementazione dei project financing in ambito italiano, eventualmente orientando interventi legislativi per adeguare le prassi nazionali agli obblighi comunitari.
Prossimi passi procedurali
Dopo l’invio della proposta al Cipess per l’approvazione preventiva, seguirà la fase di invito a formalizzare le offerte. La commissione nominata per la valutazione delle candidature esaminerà l’ammissibilità delle proposte e, successivamente, procederà all’analisi tecnico-economica delle offerte ricevute.
Il Ministero ha ribadito l’intenzione di garantire una competizione equilibrata e trasparente, con l’obiettivo di selezionare un concessionario che presenti la migliore combinazione tra qualità progettuale, sostenibilità economica e rispetto dell’interesse pubblico.
Nei prossimi mesi sarà possibile valutare l’effetto della nuova linea interpretativa europea sia sulla composizione delle offerte che sulle condizioni contrattuali proposte per la gestione e lo sviluppo dell’A22.