Sì alla svolta: privatizzazione dello scalo di Catania

Il percorso per l’apertura del capitale di Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania, entra in una fase decisiva: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha espresso parere favorevole sul documento che regola la procedura, subordinando però l’ok definitivo al recepimento di eventuali osservazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze o al decorso di 30 giorni senza rilievi.

Se non verranno sollevate osservazioni nei termini previsti scatterà il meccanismo del silenzio-assenso, che permetterà di procedere alla pubblicazione della manifestazione di interesse, atto iniziale dell’operazione. Sul piano temporale, gli atti tecnici lasciano ipotizzare una possibile pubblicazione entro la seconda settimana di aprile.

L’avviso per la manifestazione di interesse è già stato predisposto: si tratta del primo documento operativo che darà avvio alla fase di raccolta delle candidature. L’operazione prevede la cessione di una quota di maggioranza compresa tra il 51% e il 66% del capitale, con l’obiettivo di introdurre nuovi investitori nella gestione dello scalo etneo.

Il testo della procedura è stato definito da mesi e aggiornato alla luce delle indicazioni delle autorità di vigilanza, inclusa Enac, oltre che delle osservazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, completando l’iter tecnico-amministrativo necessario per avviare formalmente la vendita.

Fasi successive della procedura

La pubblicazione della manifestazione di interesse è il primo passaggio operativo e sarà seguita dalla raccolta e dalla verifica delle manifestazioni pervenute. Successivamente è previsto un ulteriore passaggio assembleare tra gli azionisti pubblici per autorizzare la pubblicazione del bando di gara per l’ingresso dei nuovi soci.

Nico Torrisi ha dichiarato:

“Una volta conclusa questa fase torneremo in assemblea per ottenere l’autorizzazione alla pubblicazione del bando.”

Accanto a questo iter, ciascun azionista pubblico dovrà completare le procedure amministrative interne necessarie per deliberare sulla propria quota e per concedere le autorizzazioni richieste.

Nico Torrisi ha aggiunto:

“Ogni socio dovrà ottenere le autorizzazioni necessarie dai propri organi; i Comuni, ad esempio, dovranno passare attraverso i consigli comunali per deliberare sulla propria partecipazione.”

Implicazioni economiche e regolamentari

L’operazione ha rilevanza sia sul piano economico che su quello gestionale: l’ingresso di investitori privati può favorire nuovi investimenti infrastrutturali, modifiche negli assetti decisionali e potenziali strategie di sviluppo del traffico passeggeri e merci. Allo stesso tempo, la cessione di quote di maggioranza comporta la necessità di disciplinare garanzie sulla continuità del servizio, sugli obblighi di investimento e su clausole di tutela per i dipendenti.

La procedura sarà soggetta al controllo delle autorità competenti: oltre a Enac, che vigila sugli aspetti tecnici e sulla sicurezza aeroportuale, anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze potrà formulare osservazioni sul piano finanziario e sull’opportunità dell’operazione dal punto di vista della gestione del patrimonio pubblico.

Il mercato degli investitori potenziali comprende operatori specializzati nella gestione aeroportuale, fondi infrastrutturali e investitori finanziari nazionali e internazionali. Le valutazioni saranno condotte in un quadro normativo che prevede trasparenza delle procedure, criteri di selezione degli offerenti e impegni contrattuali da rispettare durante la concessione.

Tempistiche e passaggi decisionali

I prossimi passaggi prevedono la pubblicazione della manifestazione di interesse, la ricezione e la verifica delle candidature, la convocazione delle assemblee degli azionisti pubblici per autorizzare la pubblicazione del bando e la successiva gara per la scelta del partner industriale o finanziario.

Le autorizzazioni e le deliberazioni interne richieste ai soci pubblici rappresentano un elemento che potrebbe influenzare i tempi: eventuali rinvii o richieste di approfondimento da parte degli enti interessati possono posticipare le fasi successive. Per questo motivo, l’andamento dell’iter amministrativo e la tempestività delle decisioni degli azionisti saranno determinanti per rispettare il cronoprogramma ipotizzato.



Author: Tony
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