Quasi 1.200 navi bloccate nello stretto di Hormuz: premi per le merci in forte aumento
- 19 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La situazione delle navi ferme nei pressi dello Stretto di Hormuz resta critica: secondo il monitoraggio continuo della piattaforma Grafana risultano attualmente 1.194 unità concentrate nell’area. Tra queste si contano 558 petroliere, 269 portarinfuse, 165 cargo container, 69 LPG (gasiere), 17 LNG (metaniere) e 11 Pcc (Pure car carrier).
La presenza così numerosa di navi in attesa genera effetti immediati su tempi di consegna, costi di stoccaggio e affidabilità delle catene globali del valore, con ricadute sensibili per importatori, esportatori e operatori logistici.
Impatto sulle polizze e sulle pratiche assicurative
Secondo Fabrizio Frisoli, esperto nel settore assicurativo e logistico, fondatore di AssiLog e oggi transport & cargo manager e specialty coordinator di Edge broker (gruppo Edge, controllato dal fondo europeo Anacap), la nuova situazione in Medioriente ha alterato profondamente le condizioni di copertura per navi e merci.
Fabrizio Frisoli ha osservato:
“Si è verificato un cambiamento nelle modalità di assicurazione delle merci e un aumento dei costi per gli operatori logistici, con particolare impatto sulle spedizioni containerizzate.”
Nei giorni immediatamente successivi all’azione militare che ha coinvolto Stati Uniti, Israele e Iran il 28 febbraio, le condizioni per la copertura assicurativa nelle aree interessate sono mutate: molte polizze standard sono state cancellate o sospese e sostituite da accordi negoziati caso per caso con gli assicuratori.
Fabrizio Frisoli ha aggiunto:
“Il pricing standard per la copertura del rischio ‘war & strikes’ si attestava intorno allo 0,05% del valore della merce, al netto di scontistiche per volumi e tipologie di rischio. Dopo gli eventi recenti molti assicuratori hanno emesso una NOC (notice of cancellation), escludendo la copertura ‘war & strikes’ dalle polizze standard; oggi questa garanzia viene riattivata solo caso per caso, con premi da quotare di volta in volta.”
Aumenti dei premi e carattere temporaneo delle quotazioni
Secondo Frisoli, le tariffe applicate dopo l’escalation sono aumentate in modo significativo e presentano una durata limitata: le coperture offerte sul mercato sono spesso valide soltanto per periodi brevi e richiedono riconferme frequenti.
Fabrizio Frisoli ha precisato:
“Attualmente si registrano tassi sensibilmente più elevati, compresi tra lo 0,20% e lo 0,50% per singolo viaggio. Si tratta di quotazioni temporanee, con validità generalmente tra le 48 ore e i 7 giorni, soggette a riconferma in base all’evolversi della situazione.”
In termini pratici la maggiorazione per la merce varia dunque tra cinque e dieci volte rispetto al pricing pre-crisi, con impatti diretti sui prezzi finali, sulle decisioni di instradamento e sulle scelte operative delle imprese di trasporto e dei caricatori.
Conseguenze operative e possibili misure di mitigazione
Le modifiche nelle condizioni assicurative coinvolgono non solo le polizze cargo ma anche le coperture per le navi stesse, spesso gestite attraverso i P&I clubs e i mercati di riassicurazione. Le rinunce o le cancellazioni delle coperture obbligano gli armatori e gli operatori a rinegoziare condizioni, a valutare rotte alternative più lunghe o a sostenere maggiori costi di protezione e scorta.
Dal punto di vista istituzionale, le autorità nazionali e le organizzazioni internazionali possono intervenire con alert marittimi, programmi di assistenza alle imprese e, in alcuni casi, garanzie pubbliche temporanee per facilitare l’accesso al credito e alle coperture. Sul fronte assicurativo, i riassicuratori valutano l’esposizione complessiva, mentre i provider specializzati quotano premi di breve durata fino a che il quadro geopolitico non si stabilizza.
Per le imprese coinvolte è essenziale aggiornare le valutazioni del rischio, diversificare le rotte quando possibile, e dialogare con broker e assicuratori per ottenere soluzioni flessibili che bilancino protezione e sostenibilità economica. Il ritorno a condizioni di mercato più stabili dipenderà dall’evoluzione degli eventi e dai progressi diplomatici nella regione.