Glaxo scommette 300 milioni sui due campus di Siena
- 19 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Gsk annuncia l’avvio della fase successiva di trasformazione del campus produttivo di Rosia, a circa 15 chilometri da Siena, dopo l’uscita incentivata di 257 addetti prevista nel piano industriale e recentemente raggiunta. Il sito, tra i centri mondiali di eccellenza per la produzione di vaccini contro la meningite, l’herpes zoster e il virus respiratorio sinciziale, impiega circa 1.500 persone direttamente e altre 500 nell’indotto. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la competitività tramite riorganizzazione, innovazione tecnologica e interventi per la sostenibilità ambientale.
L’investimento complessivo, quasi ultimato, ammonta a 262 milioni di euro e punta soprattutto a raddoppiare la capacità produttiva dello stabilimento: si passerà da 60 milioni a 130 milioni di dosi all’anno destinate ai mercati globali. Questo incremento è reso possibile dall’installazione della nuova terza linea di infialamento, un impianto da 100 milioni di euro attualmente in fase di collaudo, progettato per lavorare sia con siringhe pre-riempite sia con flaconi.
Vaccini
Andrea D’Amato ha dichiarato:
“Con questo investimento abbiamo effettuato un upgrade tecnologico, aumentando l’automazione del processo e la sua sicurezza; siamo pronti a soddisfare una domanda mondiale di vaccini in crescita.”
Ennio De Gregorio ha aggiunto:
“In particolare i vaccini per la meningite stanno crescendo a livello globale a un ritmo di circa il 20% all’anno.”
Il campus di R&D vicino al centro di Siena impiega circa 700 persone tra biologi, chimici e analisti di dati, di cui circa 100 dedicati alla ricerca e sviluppo di vaccini destinati ai Paesi a basso reddito. La strategia produttiva include anche la prospettiva di realizzare nello stabilimento di Rosia anticorpi monoclonali e nuovi vaccini oggi in fase di sviluppo dal gruppo.
Ennio De Gregorio ha dichiarato:
“Il lascito del Covid è l’attenzione sulla tecnologia mRna, su cui tutte le aziende stanno concentrando risorse; Gsk sta completando studi clinici su vaccini di nuova generazione contro malattie infettive.”
La proiezione per raggiungere la capacità produttiva di 130 milioni di dosi è fissata intorno al 2030 e, secondo la società, comporterà anche nuove opportunità occupazionali. Nel frattempo, nelle settimane precedenti, Gsk ha trasformato in contratti stabili circa 100 dipendenti che erano impiegati con contratti a termine.
Meningite
Parallelamente alla nuova linea di infialamento, il gruppo britannico ha destinato al campus di Rosia quasi 35 milioni di euro per il progetto Glyco Revolution, finalizzato ad aggiornare e potenziare la produzione del principio attivo per la meningite, realizzato attraverso un processo biologico nello stabilimento toscano.
Andrea D’Amato e Ennio De Gregorio hanno osservato:
“Rosia rappresenta un centro di eccellenza su cui il gruppo ha deciso di puntare; la scelta è il frutto di investimenti e sinergie consolidate tra ricerca e produzione.”
Un caso emblematico è il vaccino contro la meningite B, lanciato nel 2013 e frutto del lavoro dello scienziato senese Rino Rappuoli: sviluppato nel centro di ricerca di Siena e prodotto a Rosia, resta tra i prodotti di punta del gruppo e continua a registrare una domanda in crescita. L’assetto «end-to-end», con attività di ricerca e produzione geograficamente vicine, rappresenta un elemento competitivo significativo nel panorama farmaceutico.
Questa prospettiva assume ulteriore rilievo in un contesto in cui l’import italiano di principi attivi dalla Cina, dall’India e dagli Stati Uniti è aumentato sensibilmente, influenzando la bilancia commerciale del settore farmaceutico e sollevando riflessioni sulle politiche di approvvigionamento e sulla resilienza della filiera nazionale ed europea.
Intelligenza artificiale
Gli interventi tecnologici a Rosia comprendono anche l’introduzione di sistemi avanzati di ispezione visiva dei prodotti che sfruttano intelligenza artificiale e machine learning per elaborare dati e implementare analisi predittive sui processi produttivi. L’adozione di queste tecnologie è pensata per migliorare il controllo qualità e l’efficienza operativa.
Gli investimenti previsti includono misure per la sostenibilità ambientale per circa 20 milioni di euro, tra cui un impianto fotovoltaico da 6 milioni che coprirà circa il 5% del fabbisogno energetico dello stabilimento, oltre a iniziative per la digitalizzazione valutate intorno ai 16 milioni. È inoltre pianificata la realizzazione, all’inizio del 2027, di un nuovo edificio da 30 milioni nel centro di R&D di Siena, che ospiterà laboratori per circa 100 ricercatori.
Queste scelte hanno ricadute non solo aziendali ma anche sul territorio: l’espansione produttiva e gli investimenti in ricerca possono favorire l’attrattività locale, consolidare le collaborazioni con istituzioni accademiche e centri di ricerca e contribuire allo sviluppo di competenze specializzate nel settore farmaceutico.
A livello regolatorio e strategico, il rafforzamento di capacità produttive come quella di Rosia è coerente con le discussioni in corso sull’autonomia dell’approvvigionamento di principi attivi in Europa e sulle politiche industriali volte a garantire la sicurezza sanitaria e la competitività a medio-lungo termine. L’eventuale impatto occupazionale e scientifico dipenderà dall’attuazione completa degli interventi e dalle dinamiche della domanda globale di vaccini.