Dal cloud sovrano UE, una svolta nella protezione degli asset digitali delle imprese

Serafino Sorrenti è stato nominato vicepresidente esecutivo del Edic (Digital Commons), un consorzio europeo volto a costruire un’infrastruttura digitale sovrana che offra protezione dei dati e servizi condivisi per imprese, pubbliche amministrazioni e istituzioni.

Consorzio per i beni digitali comuni

Il consorzio, presentato come un progetto di cooperazione tra amministrazioni pubbliche, comunità open source e imprese, si propone di realizzare componenti infrastrutturali riutilizzabili a beneficio dell’ecosistema digitale europeo. L’obiettivo è creare riferimenti tecnologici e normativi condivisi per ridurre la dipendenza da fornitori esterni e rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione.

Serafino Sorrenti ha detto:

“Soprattutto in questo momento è molto importante avere un’infrastruttura digitale europea. Significa maggiore tutela del dato per imprese, pubblica amministrazione e governi.”

Le minacce cibernetiche e la sovranità tecnologica

L’attuale contesto geopolitico, segnato da conflitti multipli e forme sempre più ibride di pressione internazionale, ha evidenziato la necessità di rafforzare le difese nel cyberspazio. Rapporti recenti di intelligence indicano un incremento delle attività ostili digitali, rendendo la resilienza informatica una priorità strategica per la sicurezza nazionale ed economica.

Serafino Sorrenti ha detto:

“La sovranità tecnologica non è più solo questione di sicurezza informatica, ma un tema strategico che riguarda direttamente l’autonomia economica e geopolitica dell’Europa. Una tutela essenziale per le nostre imprese.”

Il nuovo incarico di Sorrenti si aggiunge alla sua responsabilità come capo segreteria di Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale, evidenziando il collegamento tra iniziative nazionali e progetti multilaterali in ambito europeo.

I vari Edic europei

Il modello degli Edic si sta diffondendo in ambito europeo: oltre al Digital Commons esistono consorzi dedicati all’Alleanza delle tecnologie del linguaggio, a infrastrutture per la blockchain, a piattaforme per servizi digitali integrati della pubblica amministrazione e ad ambienti per la convergenza tra dati e modelli di intelligenza artificiale.

Il Edic Digital Commons riunisce inizialmente amministrazioni e imprese di Francia, Germania, Paesi Bassi e Italia, con il sostegno di Lussemburgo e Slovenia come paesi candidati e la partecipazione di Polonia e Belgio in qualità di osservatori. La struttura è concepita per facilitare la collaborazione tra enti pubblici, comunità open source e operatori industriali, promuovendo componenti riutilizzabili e standard condivisi.

Dal punto di vista istituzionale, la creazione di questi consorzi riflette l’impegno della Commissione europea nel sostenere progetti che migliorino la sovranità digitale, la portabilità dei dati e la resilienza delle infrastrutture critiche, con forme di governance che combinano partecipazione pubblica e privata.

I vantaggi per le imprese e la pubblica amministrazione

Per le imprese italiane un cloud e componenti infrastrutturali europei significano maggiore certezza normativa, protezione degli asset digitali e opportunità di sviluppo. Un ecosistema sovrano consente di costruire soluzioni interoperabili, sviluppate da stakeholder industriali europei, riducendo rischi legati alla concentrazione tecnologica e alla dipendenza da catene esterne.

Serafino Sorrenti ha detto:

“Vuol dire operare in un contesto di certezza normativa e protezione degli asset digitali, ma anche cogliere nuove opportunità di crescita. La costruzione dell’ecosistema sovrano europeo prevede l’individuazione di stakeholder industriali in grado di sviluppare soluzioni concrete, attraverso la presentazione di Letter of Intent ai membri del consorzio.”

La strategia prevede che industria e amministrazioni presentino manifestazioni d’interesse e accordi di collaborazione per realizzare componenti riutilizzabili: un meccanismo che può sostenere la fase post Pnrr garantendo continuità agli investimenti, favorendo la competitività e facilitando la modernizzazione dei servizi pubblici.

Dal punto di vista operativo, la diffusione di soluzioni open source certificate e di infrastrutture conformi a requisiti europei può ridurre la vulnerabilità a incidenti sistemici e attacchi, migliorare la trasparenza sui flussi di dati e promuovere catene del valore più resilienti. Inoltre, la partecipazione di comunità tecnologiche e PMI europee può stimolare innovazione locale e nuove opportunità occupazionali.

In termini politici ed economici, il rafforzamento di piattaforme digitali sovrane contribuisce alla capacità dell’Europa di negoziare condizioni più favorevoli a livello internazionale, proteggendo interessi strategici e sostenendo un percorso di digitalizzazione sostenibile e controllabile dalle istituzioni europee e nazionali.



Author: Tony
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