Bitcoin perde ancora terreno dopo la pausa della Fed e la conferenza stampa di Powell
- 19 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin è sceso sotto i 71.000 dollari mercoledì, risentendo delle preoccupazioni della Federal Reserve dopo che il suo presidente ha indicato il rialzo dei prezzi del petrolio, legato al conflitto in Iran, come un nuovo rischio per l’inflazione.
La banca centrale ha mantenuto i tassi di interesse stabili, come atteso, ma durante la conferenza stampa successiva il presidente ha sottolineato che l’impennata recente dei prezzi energetici sta già influenzando le proiezioni della politica monetaria.
Decisione della Fed e aggiornamento delle previsioni
La Federal Reserve ha confermato l’attuale orientamento sui tassi, ma i membri del comitato hanno rivisto al rialzo la stima dell’inflazione per il 2026, portandola dal 2,4% al 2,7%, segnalando che le pressioni sui prezzi potrebbero rimanere più persistenti rispetto a quanto ipotizzato in precedenza.
Questo aggiornamento delle aspettative riflette il bilanciamento difficile che la banca centrale deve gestire: da un lato la necessità di tenere sotto controllo l’inflazione, dall’altro il rischio di frenare eccessivamente l’attività economica.
Dichiarazioni del presidente della Fed
Jerome Powell ha detto:
“Lo shock petrolifero si manifesta sicuramente”
Jerome Powell ha detto:
“Per ora nessuno sa quanto sarà persistente l’impatto.”
Jerome Powell ha detto:
“Al momento non è il caso di parlare di stagflazione.”
Jerome Powell ha detto:
“Riserverei il termine stagflazione a circostanze molto più gravi; ciò che abbiamo è una certa tensione tra gli obiettivi e stiamo cercando di gestirla.”
Reazione dei mercati
I mercati azionari e delle materie prime hanno reagito con cautela. L’incertezza derivante dai dati sull’inflazione e dall’evoluzione del conflitto in Iran ha aumentato la volatilità, spingendo gli operatori a ridurre l’esposizione nel corso della seduta.
L’indice S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso la giornata ai minimi, segnando ribassi rispettivamente intorno all’1,4% e all’1,5%, mentre il prezzo dell’oro è ulteriormente calato sotto la soglia dei 4.850 dollari l’oncia, toccando il livello più debole da oltre un mese.
Effetti su criptovalute e titoli correlati
Le principali criptovalute hanno registrato perdite significative: Bitcoin è sceso a circa 70.900 dollari nel pomeriggio, segnando un calo vicino al 5% nelle 24 ore, mentre Ether ha accusato una flessione intorno al 6,5%.
Anche i titoli legati agli asset digitali hanno subito pressioni, scendendo in parallelo con il mercato delle criptovalute. La principale detentrice aziendale di Bitcoin, MicroStrategy, e la società con un grande tesoro in Ethereum, Bitmine, hanno registrato ribassi nell’intervallo del 5-6%.
Altre società del settore come Galaxy hanno perso quasi il 7%, mentre la piattaforma di scambio Gemini è precipitata di circa il 15%, avvicinandosi ai livelli più bassi dall’IPO dello scorso anno.
Prospettive e contesto
La combinazione di prezzi energetici in aumento e una crescita economica che mostra segnali di rallentamento crea uno scenario complesso per la politica monetaria. La Federal Reserve dovrà valutare l’entità e la durata degli effetti sul caro prezzi per calibrare eventuali interventi futuri.
Per gli investitori, l’episodio richiama l’importanza di monitorare sia i dati macroeconomici domestici sia gli sviluppi geopolitici che influenzano le materie prime. Nel breve termine è plausibile attendersi ulteriore volatilità sui mercati azionari e delle criptovalute, in funzione delle notizie sul fronte energetico e dell’evoluzione delle aspettative sui tassi.