Sogemi punta a ricavi in crescita dopo gli investimenti
- 18 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Sogemi, società interamente partecipata dal Comune di Milano e proprietaria dell’ortomercato cittadino, prefigura una significativa crescita dei ricavi: il nuovo piano pluriennale indica un aumento a circa 36 milioni di euro nel 2030, dai 13 milioni del 2019 e dai 19,2 milioni attesi per il 2025.
Il piano industriale comprende un programma di investimenti da 700 milioni di euro, denominato Foody, finanziato con modalità pubblico-private e destinato a completarsi nel 2026; secondo i vertici aziendali questo progetto segna una svolta nella strategia operativa e patrimoniale della società.
Previsioni economiche e indicatori di performance
Dopo un 2025 sostanzialmente in pareggio, le proiezioni aziendali prevedono una progressiva crescita dell’utile netto, che passerebbe da poco più di 1,7 milioni di euro nel 2026 a circa 7,5 milioni nel 2030. Anche il Ebitda è atteso in aumento: dai 5,8 milioni del 2025 a 10,4 milioni nel 2026 e fino a 18,6 milioni nel 2030.
Il piano indica inoltre un miglioramento dei margini operativi, con l’Ebitda margin che, secondo le stime, salirebbe dal 30% del 2025 al 41% nel 2026 e al 52% nel 2027, riflettendo sia l’effetto degli investimenti che l’ottimizzazione dei ricavi e dei costi gestionali.
Posizione dell’ortomercato milanese sul piano europeo
L’ortomercato di Milano figura tra i principali poli europei per frutta, verdura e fiori e compete con grandi mercati come quelli di Parigi, Madrid e Barcellona. Pur risultando quarto per superficie, il mercato milanese sta recuperando terreno sul fronte dei ricavi.
Le comparazioni internazionali mostrano infatti differenze rilevanti nei fatturati: il mercato parigino raggiunge una dimensione complessiva molto più alta (intorno ai 120 milioni), mentre Barcellona e Madrid si collocano su livelli più contenuti, nell’ordine di alcune decine di milioni.
Prospettive di apertura dell’azionariato e ruolo del settore privato
Secondo il presidente Cesare Ferrero, la società sarebbe disponibile a valutare un’apertura dell’azionariato ora che la posizione patrimoniale è più solida — in particolare dopo il conferimento dei terreni da parte del Comune come asset di proprietà — ma esistono ostacoli all’ingresso di investitori privati.
Cesare Ferrero ha detto:
“Il problema è che il privato la funzione pubblica non la riconosce, vuole il profitto. Il privato di oggi è molto avido e noi abbiamo definito tariffe dove la redditività per l’azionista è tra 1-2%. Il privato vuole sulle tariffe una redditività di almeno il 10-15%, il che vorrebbe dire portare tutte le tariffe verso l’alto. Con le nostre tariffe i privati non entrano.”
Il rilievo espresso sottolinea la tensione tra obiettivi di servizio pubblico — mantenere tariffe contenute e garantire una funzione sociale e logistica per la filiera agroalimentare — e logiche di rendimento richieste da operatori privati che entrano nel capitale di rischio.
Ruolo delle istituzioni e governance futura
Come alternativa all’apporto di capitale privato, Sogemi sta valutando un rafforzamento del coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche. È in corso un confronto con la Regione Lombardia per esplorare la possibilità di un ingresso nel capitale sociale, ma i vertici sottolineano che mancano ancora le condizioni politiche e istituzionali per una piena integrazione della governance tra Comune e Regione.
Un percorso di governance condivisa richiederebbe accordi chiari su obiettivi strategici, regole tariffarie, controllo degli investimenti e modalità di gestione operativa, al fine di conciliare la tutela della funzione pubblica con la necessità di efficienza e sostenibilità economica del progetto.
Implicazioni per il territorio e prossimi passi
Il completamento del progetto Foody e la realizzazione degli interventi previsti avranno un impatto rilevante sull’organizzazione logistica della distribuzione agroalimentare cittadina e regionale, potenzialmente migliorando le filiere corte, le capacità di stoccaggio e la modernizzazione degli spazi mercatali.
Nei prossimi mesi sarà determinante il coordinamento tra gli enti locali e la definizione di strumenti di finanziamento e governance che permettano di valorizzare gli investimenti pubblici già effettuati, garantire la sostenibilità economica dell’operazione e preservare l’accessibilità delle tariffe per gli operatori e per i consumatori.