Kraft Heinz prepara la scissione: colloqui serrati con Unilever

Prosegue la revisione strategica del portafoglio avviata da Kraft Heinz. Dopo che il progetto di scissione tra la divisione salse e quella alimentare è stato sospeso a febbraio dal nuovo amministratore delegato Steve Cahillane, il gruppo ha valutato anche un’ipotesi di integrazione tra la stessa divisione salse e asset alimentari appositamente scorporati da Unilever. Le trattative, condotte nei giorni scorsi e concluse recentemente, sono state seguite da fonti informate, ma le parti coinvolte non hanno fornito dichiarazioni pubbliche.

Unilever sta esaminando la possibilità di separare le sue attività alimentari per concentrarsi maggiormente sulla crescita nei settori della bellezza, della cura della persona e del benessere. Tra le opzioni allo studio ci sarebbero lo spin-off dell’intero business alimentare o la cessione selettiva di marchi locali lasciando in portafoglio solo i brand di maggior rilevanza; decisioni strutturali di questo tipo sono attese non prima del 2027.

Riorganizzazione del portafoglio

Sotto la guida dell’amministratore delegato Fernando Fernandez, Unilever ha accelerato la trasformazione del proprio portafoglio. Nell’ultimo anno la società ha già scorporato la divisione gelati, creando la business unit Magnum Ice Cream, conservando però una quota residua di quasi il 20% che intende dismettere progressivamente.

Nel corso dell’ultimo decennio Unilever ha ceduto diverse attività alimentari: tra le operazioni più rilevanti figurano la vendita della divisione globale di creme spalmabili, che comprendeva I Can’t Believe It’s Not Butter!, e più recentemente la cessione dei marchi Graze e del produttore di alternative proteiche The Vegetarian Butcher. Restano ancora sul mercato marchi alimentari locali per un valore stimato tra 1 e 1,5 miliardi di euro che la società intende razionalizzare o vendere.

I marchi Hellmann’s e Knorr rappresentano oggi circa il 60% delle vendite alimentari di Unilever; secondo la direzione questa percentuale potrebbe salire al 70-75% dopo la dismissione degli asset locali. Di fronte all’ipotesi di cedere l’intero business alimentare, la società non ha escluso tale opzione, pur sottolineando che la performance operativa di Unilever sta superando quella del settore in generale.

Sfide di mercato e impatti strategici

Le grandi aziende del comparto alimentare, tra cui Unilever e il concorrente Nestlé, affrontano oggi un contesto complesso: una domanda dei consumatori che risente di minori margini di spesa li porta verso marchi commerciali più economici, mentre i mutamenti nelle preferenze alimentari favoriscono prodotti a minore apporto calorico e alternative più salutari.

Le scelte di dismissione o integrazione di asset hanno implicazioni economiche e regolatorie rilevanti. Operazioni di spin-off o fusioni possono essere soggette a valutazioni di autorità antitrust e richiedere piani di tutela per dipendenti e fornitori; allo stesso tempo, la concentrazione sulle categorie di maggiore margine come bellezza e cura personale risponde a una logica di semplificazione del portafoglio e di aumento della redditività attesa dagli investitori.

Nel breve e medio termine è prevedibile che le aziende interessate procederanno a ulteriori valutazioni finanziarie, consultazioni con gli stakeholder e possibili aste per gli asset non strategici. L’esito di questi processi determinerà la composizione dei principali player del settore, l’allocazione degli investimenti in innovazione e sostenibilità e la dinamica competitiva nei segmenti alimentari tradizionali.



Author: Tony
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