Banche tra cui Huntington Bancshares, First Horizon, M&T Bank e KeyCorp puntano sui depositi tokenizzati

Un gruppo di banche regionali degli Stati Uniti sta sviluppando il Cari Network, una piattaforma per depositi tokenizzati costruita su ZKsync, un network di layer-2. L’iniziativa è stata annunciata come un percorso regolamentato per modernizzare i pagamenti digitali mantenendo i fondi all’interno del sistema bancario tradizionale.

Tra gli istituti coinvolti figurano Huntington Bancshares, First Horizon, M&T Bank, KeyCorp e Old National Bancorp. L’obiettivo è trasformare i depositi dei clienti in token digitali che possano trasferirsi istantaneamente tra banche senza che i fondi escano mai dai conti bancari.

Cos’è e come funziona

Il Cari Network permette la creazione di token che rappresentano depositi bancari tradizionali; questi token rimangono dunque sui bilanci delle banche e continuano a essere soggetti alle normative vigenti e alla copertura assicurativa della FDIC. Questa caratteristica distingue la proposta dai comuni stablecoin, spesso emessi da società non bancarie e gestiti al di fuori del perimetro contabile degli istituti di credito.

Tecnologia, privacy e governance

La piattaforma opererà su una catena privata e permissioned chiamata Prividium, sviluppata da Matter Labs, la principale società dietro lo sviluppo di ZKsync. L’accesso sarà riservato a partecipanti autorizzati, come le banche coinvolte, e le transazioni saranno progettate per garantire velocità e riservatezza, pur consentendo agli organi di vigilanza di effettuare audit quando necessario.

Questo approccio mira a conciliare i vantaggi tecnici della tecnologia blockchain — come la programmabilità e la rapidità dei trasferimenti — con requisiti normativi e di protezione del cliente tipici del settore bancario regolamentato.

Perché le banche adottano soluzioni tokenizzate

Le banche cercano di offrire velocità e regolamento continuo delle operazioni, caratteristiche che da tempo hanno contraddistinto alcune soluzioni native del mondo crypto. L’intento è fornire servizi analoghi ma entro confini regolamentari noti, per evitare la fuga di depositi verso alternative digitali che potrebbero sottrarre liquidità agli istituti tradizionali.

Il progetto ha ricevuto il sostegno della Mid-Size Bank Coalition of America, a testimonianza dell’interesse delle banche regionali nel modernizzare l’infrastruttura dei pagamenti senza compromettere la sicurezza o la conformità normativa.

Fasi di implementazione e test

La diffusione più ampia del Cari Network è prevista per il 2026. Nel corso dei prossimi mesi le banche partecipanti effettueranno prove su come i depositi vengono tokenizzati, trasferiti tra controparti e riconvertiti in dollari statunitensi tradizionali. Questi test serviranno a verificare l’efficacia operativa, la sicurezza e la compatibilità con le esigenze di compliance.

I test offriranno inoltre opportunità di collaborazione con autorità di vigilanza e fornitori tecnologici per definire processi di audit, meccanismi di risoluzione e standard operativi condivisi tra le banche aderenti.

Dichiarazioni dei vertici

Gene Ludwig ha dichiarato:

“Le banche dovrebbero guidare la prossima fase del denaro digitale, non limitarsi a reagire ad essa.”

Alex Gluchowski ha commentato:

“L’infrastruttura finanziaria sta attraversando la stessa trasformazione che decenni fa ha interessato il computing: il passaggio da database isolati a infrastrutture condivise e programmabili. Con Prividium, le banche possono emettere e trasferire depositi su infrastrutture blockchain mantenendo privacy, conformità e controllo richiesti dalle istituzioni regolamentate.”

Implicazioni regolamentari e prospettive

L’avanzamento di progetti come il Cari Network solleva questioni pratiche e normative: come armonizzare la supervisione tra enti federali e statali, quali requisiti di trasparenza e conservazione dei dati saranno necessari e come verranno gestite eventuali crisi di liquidità o le procedure di risoluzione. Le autorità di vigilanza avranno un ruolo centrale nell’assicurare che l’innovazione non comprometta la stabilità finanziaria né la protezione dei depositanti.

Se implementato con successo, questo modello potrebbe diventare una via di mezzo tra infrastrutture bancarie tradizionali e soluzioni digitali emergenti, offrendo trasferimenti istantanei e operatività 24/7 senza rinunciare ai presidi normativi e alle garanzie del sistema bancario.