Natuzzi, fumata nera sul piano industriale: al Mimit rottura fra azienda e sindacati

È terminato senza esito il terzo incontro convocato al Mimit sul piano industriale 2026-2028 di Natuzzi, impresa fondata a Santeramo e tra i principali produttori di divani. Dopo i primi due tavoli, anche questo appuntamento si è chiuso senza accordo, con le parti che mantengono posizioni giudicate, dalle stesse, ancora troppo distanti.

Non è stata comunicata una nuova data per la ripresa del confronto, ma sia l’azienda sia le organizzazioni sindacali dichiarano di auspicare la continuazione del dialogo, pur con toni e richieste diversi.

Esiti dell’incontro e posizioni delle parti

La società ha sintetizzato la propria valutazione del confronto in questi termini:

“Al momento una distanza incolmabile.”

Le segreterie nazionali di categoria di Cgil, Cisl e Uil insieme alle Rsu del gruppo hanno posto l’accento su elementi considerati imprescindibili per proseguire il negoziato, segnalando quali siano i punti prioritari da definire.

“Il tema delle internalizzazioni insieme ad un quadro certo di prospettive industriali e produttive per la definizione e la tutela del perimetro industriale, e l’attivazione di piani di incentivo all’esodo e di politiche attive su base volontaria.”

Natuzzi ha risposto replicando alle richieste dei sindacati e commentando la volontà di trattare esclusivamente alcuni aspetti del piano aziendale.

“La disponibilità dei sindacati a trattare solo degli incentivi all’esodo chiudendo, invece, sugli altri aspetti del piano 2026/28 è una chiusura ingiustificata perché tutte le iniziative aziendali erano in ogni caso volte a tutelare l’intero perimetro occupazionale in un’ottica di ristrutturazione e conseguente rilancio dell’azienda.”

Prospettive di riapertura del tavolo

Nonostante lo stallo, esistono margini per riprendere il confronto: le parti riconoscono la necessità di responsabilità reciproca e il fatto che il dialogo resti la via privilegiata per trovare soluzioni sostenibili.

Le organizzazioni sindacali hanno confermato quale obiettivo centrale debba guidare le prossime fasi del negoziato:

“La ripresa del tavolo di confronto rimane l’obiettivo centrale.”

Natuzzi ha chiesto alle controparti sindacali di valutare con attenzione il contesto in cui l’azienda si trova a operare, ribadendo l’intenzione di adattare il proprio modello per far fronte a cambiamenti strutturali del mercato globale.

“Recuperare consapevolezza del quadro complesso in cui l’azienda dovrà muoversi.”

La regione ha annunciato il proprio impegno per favorire il ritorno delle parti a un dialogo costruttivo e ha espresso la volontà di mediare per individuare soluzioni condivise.

“Faremo ogni sforzo per riportare le parti attorno a un tavolo per costruire soluzioni condivise.”

Contesto, possibili impatti e strumenti richiesti

La discussione verte su temi che hanno impatti occupazionali e industriali rilevanti: le internalizzazioni (cioè il trasferimento in azienda di attività precedentemente affidate a fornitori esterni), la definizione del perimetro industriale e gli strumenti di accompagnamento dei lavoratori, come i piani di incentivo all’esodo o le misure di politiche attive del lavoro. Questi elementi sono considerati fondamentali dai sindacati per garantire certezze sul futuro produttivo e occupazionale.

Dal punto di vista aziendale, invece, il piano 2026-2028 viene presentato come strumento per ristrutturare e rilanciare l’impresa in un contesto internazionale in trasformazione, con l’obiettivo di preservare quanto più possibile il tessuto occupazionale nel medio-lungo periodo.

La mediazione del Mimit e l’intervento delle istituzioni territoriali saranno determinanti per cercare di colmare le distanze tra le parti, definire tempi e modalità di attuazione degli interventi e valutare l’impatto delle scelte su stabilimenti e filiere locali.

Nei prossimi giorni la possibilità di riprendere il confronto dipenderà dalla disponibilità reciproca a discutere i punti critici indicati: chiarire il piano industriale, definire misure volontarie di uscita e programmi di internalizzazione che possano essere valutati con garanzie sul mantenimento di competenze e siti produttivi.

Resta quindi aperta la fase di negoziazione: tutte le parti indicano la necessità di lavorare per trovare un equilibrio tra esigenze di rilancio industriale e tutela dell’occupazione, con il ruolo delle istituzioni chiamato a favorire condizioni che consentano una soluzione condivisa.



Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.