Il viceministro FdI Cirielli incontra l’ambasciatore russo: ho agito a nome del governo. Schlein: così ci allontaniamo dalla Ue

Edmondo Cirielli ha detto:

“Non devo giustificarmi: non prendo iniziative da solo, ho agito a nome del governo. Mi sembra che si tratti di una polemica strumentale da parte della sinistra.”

L’incontro tra il viceministro degli Affari Esteri e l’ambasciatore russo Aleksej Vladimirovic Paramonov è avvenuto a margine di un’iniziativa a favore del Referendum e, secondo quanto dichiarato dallo stesso viceministro, risale a diversi mesi fa.

Dettagli sull’incontro

Fonti istituzionali indicano che la visita era nota alla Farnesina e che si è svolta nel contesto di rapporti bilaterali complessi che, in alcune fasi, vengono gestiti anche attraverso interlocuzioni di livello viceministeriale per non esporre direttamente il ministro.

Edmondo Cirielli ha aggiunto:

“Questo stupore è del tutto anomalo: il fatto che un viceministro incontri un ambasciatore regolarmente accreditato è assolutamente normale. Se è qui, è qui per fare l’ambasciatore.”

Le reazioni politiche

La notizia dell’incontro ha suscitato critiche da parte dell’opposizione, che ha chiesto chiarimenti sul contenuto dei colloqui e sulle eventuali ricadute sulla linea diplomatica italiana nei confronti della Federazione russa.

Elly Schlein ha detto:

“Abbiamo appreso dell’incontro solo oggi e abbiamo già depositato un’interpellanza. Se il governo sta riaprendo o riavvicinando i canali diplomatici con la Russia, si allontana dalla posizione unitaria dell’UE; è necessario chiarire cosa si è discusso.”

La richiesta di chiarimenti riguarda in particolare la coerenza della politica estera italiana rispetto agli impegni europei e il ruolo che il governo intende assumere nelle iniziative comuni dell’Unione.

La posizione del ministro degli Esteri

Dal governo è arrivata una smentita di un cambio ufficiale di indirizzo: il ministro degli Esteri ha sottolineato che mantenere canali di comunicazione con rappresentanti accreditati non equivale a una rottura o a un’inversione di politica estera.

Antonio Tajani ha detto:

“Si tratta di una polemica inutile: il viceministro ha ricevuto un ambasciatore regolarmente accreditato presso la Repubblica italiana. Noi non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione russa.”

A livello istituzionale, il mantenimento di canali diplomatici è spesso considerato uno strumento di gestione delle relazioni internazionali anche in presenza di tensioni politiche. Sul piano parlamentare, invece, l’episodio potrebbe tradursi in ulteriori interrogazioni e audizioni per ricostruire tempi e contenuti dei colloqui.

Nel dibattito pubblico rimangono aperti i nodi relativi alla trasparenza dei contatti diplomatici e alla necessità di coordinamento con gli alleati europei: elementi che saranno al centro delle prossime interlocuzioni tra maggioranza, opposizione e istituzioni competenti.



Author: Tony
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