Naufraga barca di migranti davanti a Lampedusa: un bambino disperso
- 15 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Una imbarcazione con migranti è naufragata nel tardo pomeriggio di sabato 14 marzo al largo di Lampedusa; risulta disperso un bambino originario della Sierra Leone.
I militari della motovedetta Cp327 della Guardia costiera hanno tratto in salvo 64 persone, tra cui 14 donne e 10 minori. L’imbarcazione di circa 9 metri è affondata e, nonostante le ricerche nell’area, non è stata trovata traccia del bambino scomparso.
La madre del minore disperso è stata sbarcata durante la notte, insieme agli altri 63 superstiti, sulla maggiore delle isole Pelagie. Le operazioni di ricerca proseguono con la motovedetta Cp271 e con il velivolo Manta della Guardia costiera.
Sbarco a Lampedusa della barca Safira
Nel medesimo fine settimana sono state sbarcate a Lampedusa anche le 40 persone soccorse il giorno precedente dall’imbarcazione a vela Safira della ong Mediterranea Saving Humans.
Il salvataggio era avvenuto venerdì a circa 60 miglia a sud-ovest dell’isola. Tra i soccorsi, riconducibili alla missione numero 24 della ong, figurano 7 donne e 14 minori, provenienti da Eritrea, Etiopia, Sudan del Sud e Guinea-Bissau.
I migranti, imbarcati su un gommone sovraffollato partito dalla Libia, giungevano allo sbarco esausti per la lunga permanenza in mare: molti erano disidratati, alcuni presentavano ipotermia e altri ustioni. Un team medico a bordo di Safira ha prestato le prime cure prima dello sbarco e delle verifiche sanitarie in porto.
Contesto e implicazioni delle operazioni di soccorso
I trasferimenti via mare dalle coste nordafricane verso le isole italiane rimangono una delle rotte migratorie più pericolose del Mediterraneo centrale. Le operazioni di soccorso coinvolgono quotidianamente la Guardia costiera, unità militari, mezzi aerei e ONG impegnate in missioni umanitarie.
Gli sforzi di ricerca e soccorso si articolano su più fronti: localizzazione dei naufraghi, primo intervento medico, identificazione e assistenza ai minori e coordinamento per gli sbarchi in porti sicuri. Le autorità locali e nazionali attivano procedure per l’accertamento delle responsabilità, l’assistenza legale e il supporto psicologico ai sopravvissuti.
Nel caso del minore originario della Sierra Leone, le ricerche proseguiranno fino al termine delle attività operative e coinvolgeranno il coordinamento tra la Guardia costiera, le autorità portuali e, ove necessario, i servizi consolari per la possibile identificazione e assistenza alla famiglia.
Le condizioni documentate a bordo delle imbarcazioni soccorse sottolineano la vulnerabilità delle persone che intraprendono queste traversate: la prevenzione dei naufragi e il rafforzamento dei canali legali di migrazione restano temi centrali nel dibattito sulle politiche migratorie e sulle modalità di cooperazione internazionale nel Mediterraneo.