Rete sanzionata dagli Stati Uniti accusata di aver riciclato 800 milioni di dollari in criptovalute per la Corea del Nord
- 14 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati, Newsletter
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto sanzioni contro sei persone e due società ritenute responsabili di aver aiutato la Corea del Nord a convertire circa 800 milioni di dollari nel 2024 in criptovalute, finalizzate al riciclaggio e al finanziamento dei suoi programmi di armi di distruzione di massa (WMD).
Secondo l’Office of Foreign Assets Control (OFAC), l’operazione prevedeva l’inserimento di tecnici informatici all’interno di società estere e il trasferimento dei loro guadagni verso Pyongyang, attraverso una rete che ha agito in diversi Paesi, tra cui Vietnam, Laos e Spagna.
Modalità operative della rete
La struttura descritta dalle autorità combinava impieghi fraudolenti, documenti falsificati e identità rubate per permettere agli operatori nordcoreani di lavorare in azienda in apparenza regolarmente, ma con l’obiettivo di deviare risorse economiche e informazioni sensibili verso il governo centrale.
Parte del modello prevedeva che i lavoratori esteri inviassero la maggior parte dei salari alla leadership nordcoreana, generando così entrate significative per programmi balistici e per la ricerca e sviluppo di armi.
Strumenti finanziari e tecnologie impiegate
La rete ha sfruttato un mix di infrastrutture legate alle criptovalute, utilizzando exchange centralizzati, portafogli ospitati, servizi di DeFi e bridge cross-chain per spostare e camuffare i fondi attraverso più catene di blocchi, compresi ecosistemi come Ethereum, Tron e Bitcoin.
Analisti del settore osservano che l’approccio multichain rende più complesse le indagini e richiede strumenti di tracciamento evoluti e cooperazione internazionale tra autorità di contrasto e operatori del settore.
Uso di identità false e infiltrazioni informatiche
Le squadre legate alla DPRK avrebbero utilizzato documentazione contraffatta e profili inventati per ottenere posti di lavoro in aziende legittime, incluse imprese di Paesi alleati degli Stati Uniti.
In alcuni casi i lavoratori sono riusciti ad installare malware nelle reti aziendali per sottrarre dati proprietari e informazioni sensibili, azione che aumenta il rischio operativo per le società coinvolte e complica la responsabilità legale e reputazionale.
Indirizzi di portafoglio e approccio multichain
Tra le misure adottate, l’OFAC ha individuato e designato 21 indirizzi di criptovalute distribuiti su più blockchain, misura che riflette la tendenza della rete nordcoreana a operare su più catene per occultare i flussi illeciti.
Questo tipo di designazioni consente alle autorità di imporre restrizioni e di segnalare a istituzioni finanziarie e provider di servizi crypto i rischi connessi a specifici indirizzi e schemi di transazione.
Scott Bessent said:
“The North Korean regime targets American companies through deceptive schemes carried out by its overseas IT operatives, who weaponize sensitive data and extort businesses for substantial payments.”
Caso esemplare: Nguyen Quang Viet
Tra i soggetti sanzionati figura Nguyen Quang Viet, amministratore delegato della società con sede in Vietnam Quangvietdnbg International Services Co., accusato di aver convertito circa 2,5 milioni di dollari in criptovalute per conto di attori nordcoreani tra la metà del 2023 e la metà del 2025.
L’inclusione di singoli amministratori e di entità aziendali in misure di questo tipo rappresenta un tentativo di interrompere canali finanziari e disincentivare la complicità commerciale con programmi illeciti statali.
Implicazioni per la politica internazionale e per le imprese
Le azioni sanzionatorie sottolineano la necessità di rafforzare la due diligence delle imprese che assumono personale internazionale e dei fornitori di servizi finanziari e tecnologici, con particolare attenzione ai rischi di furto di identità e di abuso dei flussi salariali.
Dal punto di vista istituzionale, la vicenda evidenzia l’importanza della cooperazione tra autorità nazionali e internazionali per monitorare i movimenti di capitali in criptovalute e per aggiornare gli strumenti normativi in risposta a tecniche di riciclaggio sempre più sofisticate.
Per le piattaforme di criptovalute e per le aziende è necessario implementare controlli avanzati sulle transazioni, politiche di conoscenza del cliente (KYC) stringenti e collaborazioni con le forze dell’ordine per segnalare tempestivamente attività sospette.
Le designazioni come quelle dell’OFAC rappresentano uno degli strumenti principali per interrompere i flussi finanziari illeciti, ma la loro efficacia dipende dalla capacità di coordinamento internazionale e dall’adeguamento delle contromisure tecnologiche e normative.