Renzo Rosso stringe intese con le big tech per fidelizzare i clienti
- 14 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
All’inaugurazione dell’anno accademico della Bologna Business School il dean Max Bergami ha posto a Renzo Rosso, fondatore di Diesel e della holding Otb, domande sul momento attuale del lusso, sugli scenari per le imprese e sul ruolo della creatività italiana. L’aula magna, con grandi vetrate che si affacciano sul giardino, era piena: presenti studenti dei master e degli MBA provenienti da 76 Paesi, oltre agli spazi adiacenti occupati per l’occasione.
Intervento di Renzo Rosso
Renzo Rosso ha detto:
“Il momento che viviamo non è fantastico, ma veniamo da anni in cui abbiamo sovraperformato. I tempi d’oro non torneranno più: i consumatori stanno cambiando i loro comportamenti, preferiscono spendere per esperienza, qualità della vita e longevità, e comprano meno capi. Dobbiamo adattarci a nuovi usi e trasformazioni del consumatore senza dimenticare i valori su cui abbiamo costruito Diesel e Otb.”
Nel corso del suo intervento Rosso ha richiamato l’attenzione sugli elementi che hanno segnato le rivoluzioni decennali del settore: dall’avvento di Internet e dell’e-commerce fino alle nuove potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale. Ha citato il ruolo pratico di strumenti come ChatGPT, definendolo utile anche in ambito aziendale, ma ha ribadito che i valori fondanti rimangono determinanti per la longevità dei brand.
Passione e scelte imprenditoriali
Renzo Rosso ha detto:
“Ho settanta anni e continuo ad andare in azienda perché mi diverto come all’inizio, 47 anni fa. Non ho mai lavorato pensando solo al denaro, ma per realizzare cose belle. Avrei potuto crescere e guadagnare molto di più, ma ho preferito seguire ciò che mi appassiona.”
Questo richiamo alla passione come motore dell’azione imprenditoriale è stato utilizzato per sottolineare una scelta strategica: privilegiare la qualità, l’innovazione creativa e il benessere del team piuttosto che la massimizzazione immediata del profitto. Tali scelte hanno implicazioni sulla governance aziendale, sulla cultura interna e sulle strategie di lungo periodo, elementi che influenzano la capacità di un marchio di conservare autenticità e fedeltà nel tempo.
Creatività e posizionamento
Renzo Rosso ha detto:
“La creatività è un principio applicabile a tutti i settori: significa fare le cose in modo diverso. Non è questione di prezzo: la creatività può essere presente in una Renault come in una Pagani. Dobbiamo offrire al consumatore ciò che gli serve e farglielo scegliere, lavorando sul posizionamento. A una persona della Generazione Zeta si può proporre una borsa a prezzo accessibile, a un boomer una con costo più elevato. Esiste una Mercedes per ogni target.”
Nel presentare questo approccio, Rosso ha messo in evidenza l’importanza del posizionamento strategico: capire i segmenti di clientela e costruire offerta e comunicazione in modo coerente con il dna del brand. Il messaggio richiama la necessità di segmentazione e di proposte differenziate per età, gusti e sensibilità, con un focus sulla qualità percepita e sull’autenticità creativa.
Talenti e investimenti nel lungo periodo
Renzo Rosso ha detto:
“Bisogna scegliere con cura i creativi: parlandogli e ascoltandoli. A volte impiego mesi per individuare la persona giusta. Ho investito anni su talenti come John Galliano per Maison Margiela senza un ritorno immediato, ma ora stiamo raccogliendo i frutti. Gli stilisti devono interpretare il dna dei brand e proporre autenticità: vendiamo il prodotto, non solo la comunicazione.”
La strategia di investimento a lungo termine sui talenti rimarca il ruolo cruciale della selezione e della formazione nei processi creativi. Per le imprese del fashion, ciò implica collaborazioni stabili, programmi di mentorship e sinergie con istituti formativi come le business school, che possono agevolare il flusso di competenze fresche e la sperimentazione controllata.
Relazione con il cliente e innovazione tecnologica
Renzo Rosso ha detto:
“Il consumatore oggi non si lega a un solo brand e spesso non va in negozio: bisogna coinvolgerlo entrando in sintonia con i luoghi e le culture locali. Il commesso rimane centrale: conoscere il cliente, seguirlo anche a casa, ricordare ricorrenze. Questo approccio si chiama clientelling. Per essere più efficaci stiamo chiudendo accordi con grandi player tecnologici che permetteranno ai consumatori di provare gli abiti a casa.”
Il concetto di clientelling integra relazioni personalizzate e strumenti digitali per creare percorsi di acquisto più vicini alle esigenze individuali. L’introduzione di tecnologie per il fitting a domicilio e la raccolta strutturata dei dati cliente può migliorare la conversione e la fidelizzazione, ma richiede investimenti in privacy, formazione del personale e infrastrutture omnicanale.
Nel complesso, l’intervento ha evidenziato alcune linee guida concrete per le imprese della moda: mantenere saldi i valori del brand, investire in creatività e talenti nel lungo periodo, adottare strategie di posizionamento mirate e sviluppare relazioni clienti basate su conoscenza e tecnologia. Queste leve sono ritenute fondamentali per affrontare la trasformazione dei consumi e per preservare la competitività internazionale del settore.