La finestra si sta chiudendo per approvare l’esenzione fiscale su Bitcoin

Bitcoin Policy Institute sta puntando a una finestra temporale compresa tra marzo e agosto 2026 per far approvare al Congresso un’esenzione fiscale de minimis per le transazioni in Bitcoin (BTC), avvertendo che il tempo utile per varare una riforma significativa sta rapidamente diminuendo.

Obiettivo temporale e attività di lobbying

Negli ultimi tre mesi il Bitcoin Policy Institute ha incontrato 19 uffici parlamentari sia alla Camera sia al Senato per promuovere l’introduzione di un’esenzione fiscale sulle operazioni in Bitcoin al di sotto di una soglia prefissata. L’istituto sottolinea che, con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato, il tempo politico e la disponibilità a discutere normative tributarie complesse si ridurranno considerevolmente.

Bitcoin Policy Institute said:

“Congress will be increasingly consumed by midterm dynamics as summer approaches, and the bandwidth for complex tax legislation shrinks with every passing week. Senator Lummis, the issue’s most forceful champion, departs the Senate in January 2027. If a package does not come together in the next few months, the opportunity may not return for years.”

Che cosa comporterebbe l’esenzione de minimis

Alla normativa fiscale vigente negli Stati Uniti, l’utilizzo di BTC per acquistare beni o servizi innesca un evento imponibile e l’obbligo di rendicontazione verso il Internal Revenue Service (IRS), ostacolando l’uso di Bitcoin come mezzo di scambio. Un’esenzione de minimis consentirebbe di escludere dai calcoli delle plusvalenze le transazioni in criptovalute di piccolo importo, tipicamente inferiori a una soglia in dollari stabilita dalla legge.

Tale esenzione permetterebbe agli utenti di spendere Bitcoin senza dover calcolare guadagni o perdite su acquisti di modesto valore, semplificando la gestione fiscale per pagamenti quotidiani e riducendo gli oneri amministrativi per consumatori e commercianti.

Proposte legislative e ostacoli

Nel luglio 2025 la senatrice Cynthia Lummis del Wyoming ha presentato un disegno di legge che prevedeva un’esenzione de minimis per le transazioni in criptovalute fino a 300 dollari, con un tetto annuo di 5.000 dollari. La proposta, tuttavia, non ha ottenuto il sostegno necessario in Senato.

Nello stesso periodo, alla Camera dei Rappresentanti è stato introdotto un progetto di legge alternativo concentrato esclusivamente sulle esenzioni fiscali per le stablecoin, promosso dai deputati Max Miller e Steven Horsford, creando così due binari legislativi distinti che competono per attrarre consensi bipartisan.

Impatto sul funzionamento di Bitcoin come mezzo di pagamento

Secondo i sostenitori, la normativa fiscale corrente ha escluso in pratica Bitcoin dall’uso quotidiano, relegandolo a strumento di investimento piuttosto che a moneta di scambio. La complessità del calcolo delle plusvalenze per ogni transazione rende poco pratico l’impiego di BTC per pagamenti di basso valore.

Pierre Rochard, membro del consiglio di amministrazione della società che gestisce tesorerie in BTC, ha commentato:

“Il principale ostacolo all’adozione dei pagamenti in Bitcoin è la politica fiscale, non la tecnologia di scaling.”

Prospettive politiche e prossimi passi

Perché una proposta di legge possa diventare efficace, è necessario che si metta d’accordo sia la Camera sia il Senato, spesso attraverso l’approvazione di testi concordati o tramite un pacchetto più ampio di riforme fiscali. Le dinamiche legate alle elezioni di metà mandato e la futura uscita dall’aula di alcuni sponsor chiave possono compromettere la fattibilità della misura nel breve periodo.

Gli stakeholder proponenti dell’esenzione stanno lavorando per ottenere supporto bipartisan, evidenziando i benefici per il commercio digitale, la semplificazione amministrativa e la conformità fiscale. Al tempo stesso, i legislatori valutano gli effetti sulla base imponibile e sulle entrate federali, così come l’opportunità di definire limiti, soglie e meccanismi di controllo per prevenire abusi.

In mancanza di un accordo entro la finestra indicata, gli sponsor temono che l’occasione possa non ripresentarsi per anni, rendendo cruciale il lavoro di sensibilizzazione verso commissari parlamentari, staff legislativi e comitati fiscali nei prossimi mesi.