Torino cresce, ma all’industria manca uno sprint decisivo su produttività e valore aggiunto
- 13 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
L’innovazione e la tecnologia restano al centro della strategia per rafforzare il sistema produttivo di Torino, con un focus sull’integrazione dell’IA nei processi manifatturieri e produttivi e sulla promozione di specializzazioni a elevato valore aggiunto.
Gay ha detto:
“Puntando su una stretta integrazione di IA nella manifattura e nei processi produttivi e lasciando emergere nuove specializzazioni ad alto valore aggiunto, Torino può confermarsi protagonista dell’industria nazionale ed europea. Serve fiducia, nonostante la complessità di questa fase.”
Secondo i principali interlocutori locali, è altresì cruciale che la redditività registrata venga orientata verso investimenti innovativi che sostengano la crescita anche nei settori più deboli.
Massimiliano Cipolletta ha detto:
“Ora è strategico trasformare la redditività ottenuta in investimenti innovativi che permettano la crescita anche di settori più in difficoltà, come l’ICT, o a minore valore aggiunto, come i servizi alla persona.”
Dati economici e dinamiche dell’ultimo decennio
L’analisi dei dati di riferimento mostra che il nucleo produttivo esteso esaminato si è consolidato non solo in termini numerici ma anche patrimoniali e reddituali. Negli ultimi dieci anni gli addetti sono cresciuti del 24%, passando da 258.759 a 320.857 unità, mentre il fatturato è aumentato del 56%, da 76 a 118,4 miliardi di euro.
Il valore aggiunto è salito del 50%, da 20,2 a 30,3 miliardi, le immobilizzazioni sono aumentate del 57% (da 48 a 75 miliardi) e il Margine Operativo Lordo (indicato come Mol) è cresciuto del 47%, passando da 9,3 a 13,6 miliardi.
Tuttavia, il rapporto tra valore aggiunto e fatturato segnala una dinamica disomogenea: il valore aggiunto per addetto è salito del 21,1% nel decennio, da 77.882 a 94.352 euro, mentre il fatturato per addetto è aumentato del 26%, da 293.823 a 369.114 euro. In un sistema fortemente innovativo ci si aspetterebbe che la crescita del valore aggiunto superi quella del fatturato.
Considerando i dati in termini reali, cioè depurati dall’inflazione, la crescita annua del valore aggiunto del nucleo risulta intorno al +1,5%: poco più della media del Nord Italia (+1,3%), indicando quindi un progresso moderato rispetto ai principali riferimenti regionali del paese.
Produttività e differenze settoriali
La produttività media per addetto è aumentata del 21% nel decennio (da 77.882 a 94.352 euro), ma con forti disomogeneità tra i comparti. La manifattura mantiene la performance più elevata, con 102.969 euro per addetto (+53%), confermandosi il motore ad alto rendimento del sistema locale.
Le costruzioni mostrano un incremento apparente del 121%, in gran parte attribuibile a effetti legati agli incentivi e bonus edilizi che hanno influenzato i livelli di fatturato e valore aggiunto. Al contrario, settori come l’ICT e i servizi alle imprese registrano performance negative, con una contrazione della produttività intorno al 13%.
Queste divergenze suggeriscono che la trasformazione digitale e l’automazione non sono ancora diffuse in modo omogeneo tra i diversi segmenti produttivi e che alcune aree strategiche faticano a convertire i ricavi in valore aggiunto e produttività reale.
Implicazioni per politica industriale e raccomandazioni
Per consolidare la resilienza del sistema produttivo e favorire una transizione verso attività ad alto contenuto tecnologico è necessario un mix di politiche e interventi privati e pubblici: incentivi mirati agli investimenti in ricerca e sviluppo, programmi di formazione per il capitale umano orientati alle competenze digitali e accordi di collaborazione tra imprese e centri di ricerca.
La Camera di commercio di Torino e gli altri attori istituzionali locali possono svolgere un ruolo di coordinamento, facilitando l’accesso a linee di finanziamento, promuovendo progetti pilota di integrazione dell’IA e sostenendo le imprese nella transizione tecnologica e nella riqualificazione dei lavoratori.
È inoltre fondamentale indirizzare risorse specifiche a settori in contrazione, come l’ICT e i servizi alle imprese, per evitare che il gap produttivo si consolidino. Azioni possibili includono incentivi fiscali per investimenti in capitale umano e digitale, sostegno a start-up innovative e interventi per migliorare la connessione tra domanda industriale e offerta formativa.
In sintesi, il quadro emerso evidenzia progressi significativi nei volumi e nella capacità patrimoniale, ma sottolinea la necessità di politiche industriali mirate per trasformare la redditività in investimenti produttivi e per ridurre le disparità di produttività tra i diversi settori dell’economia locale.