JPMorgan sotto accusa per presunto schema Ponzi nelle criptovalute da 328 milioni di dollari legato a Goliath Ventures

Una class action proposta accusa JPMorgan Chase di aver ignorato segnali d’allarme relativi a un presunto schema Ponzi in ambito criptovalute gestito da Goliath Ventures, che la denuncia sostiene abbia coinvolto circa 328 milioni di dollari e oltre 2.000 investitori.

La causa civile è stata depositata presso il Tribunale Distrettuale del Nord della California. Secondo l’atto introduttivo, JPMorgan Chase avrebbe fornito «l’infrastruttura bancaria essenziale» attraverso cui l’operazione fraudolenta sarebbe stata condotta, occupandosi dell’elaborazione dei depositi degli investitori, facilitando trasferimenti e consentendo pagamenti che avrebbero creato l’apparenza di profitti legittimi.

Secondo l’atto iniziato da Robby Alan Steele, assistito dallo studio Shaw Lewenz e dai co‑consulenti, JPMorgan sarebbe stata l’unica istituzione bancaria utilizzata da Goliath Ventures. Tra gennaio 2023 e giugno 2025 sarebbero stati depositati su un conto Chase collegato a Goliath circa 253 milioni di dollari; di questi, 123 milioni sarebbero stati trasferiti a scambi di criptovalute come Coinbase, mentre circa 50 milioni sarebbero stati inviati agli investitori come presunti rendimenti.

La denuncia sostiene che numerosi segnali inequivocabili indicavano la natura fraudolenta del sistema e che, nonostante ciò, la banca avrebbe continuato a gestire i conti impiegati per la presunta truffa, percependo commissioni rilevanti sui centinaia di milioni di dollari movimentati. L’atto contesta in sostanza una carenza nei controlli di conformità e nella vigilanza sulle operazioni sospette.

La querelle richiama inoltre l’attenzione sulle responsabilità delle banche in materia di antiriciclaggio (AML) e know‑your‑customer (KYC): gli istituti devono monitorare flussi anomali, segnalare operazioni sospette alle autorità competenti e bloccare attività che appaiono incoerenti con il profilo del cliente.

Un portavoce di JPMorgan ha dichiarato:

“La banca declina ogni commento.”

Procedimento penale e stato delle indagini

Contestualmente alla causa civile, nelle scorse settimane le autorità federali statunitensi hanno arrestato il residente della Florida Christopher Alexander Delgado con capi d’accusa per frode via cavo e riciclaggio legati alla gestione di Goliath Ventures. Il procedimento penale è ancora nelle fasi iniziali e le accuse restano oggetto di verifica in sede criminale.

Riferimenti nella denuncia e menzioni pubbliche

Nell’atto si fa anche riferimento alle posizioni pubbliche del management della banca, richiamando un contrasto tra critiche note rivolte alle criptovalute da parte del vertice di JPMorgan e la presunta tolleranza, o mancata vigilanza, nei confronti delle attività di Goliath sui conti correnti della banca.

Implicazioni regolamentari e possibili conseguenze

Se le accuse della denuncia dovessero trovare riscontro, le conseguenze per l’istituto potrebbero comprendere responsabilità civili per negligenza nella compliance, sanzioni amministrative e un aumento della pressione regolatoria su controlli interni e procedure AML nel settore bancario. Inoltre, il processo civile potrebbe consentire l’accesso a documentazione interna che chiarisca come siano stati gestiti i flussi di denaro e i controlli di rischio.

Per gli investitori e per il mercato delle criptovalute in generale, la vicenda sottolinea la necessità di una supervisione più rigorosa e di meccanismi di tutela che limitino il rischio sistemico derivante dall’interazione tra servizi bancari tradizionali e piattaforme crittografiche.

Prossimi passi procedurali

La classe azionaria proposta dovrà essere certificata dal tribunale e i querelanti, se ammessi, potranno avviare la fase di discovery per ottenere documenti e comunicazioni interne. Parallelamente il procedimento penale continuerà il suo corso: la sovrapposizione tra responsabilità penali e civili è frequente in casi di frode finanziaria e influirà sui tempi e sugli esiti complessivi.

Nel frattempo, il caso rimane un esempio significativo delle sfide legate all’integrazione tra servizi bancari tradizionali e attività legate alle criptovalute, nonché della crescente attenzione delle autorità e dei tribunali verso eventuali falle nei sistemi di controllo delle banche.