BTC sfida il rialzo del dollaro, del petrolio e dei rendimenti, resta sopra i 71.000 dollari mentre aumentano le pressioni macro

Bitcoin (BTC) ha superato i 71.500 dollari nella giornata di venerdì, registrando una performance superiore a quella delle principali azioni statunitensi nonostante il rafforzamento del dollaro e il mantenimento di quotazioni petrolifere elevate mentre il conflitto con l’Iran si avvia alla terza settimana.

Un dollaro più forte tende ad irrigidire le condizioni finanziarie globali e penalizza gli asset rischiosi come le azioni e le criptovalute. Allo stesso tempo, prezzi del petrolio più alti — con Brent e West Texas Intermediate intorno ai 100 dollari al barile — alimentano i timori di inflazione e aumentano le probabilità di nuovi rialzi dei tassi di interesse, fattori che riducono l’appeal di questi investimenti.

Nonostante questi venti contrari macroeconomici e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, Bitcoin ha mostrato una notevole resilienza ed è tra gli asset macro con le migliori performance dall’inizio del conflitto, avvenuto il 1° marzo. In passato i venerdì di questo periodo avevano spesso visto la principale criptovaluta scendere di circa il 3%, una dinamica che oggi non si è verificata.

L’Indice del Dollaro (DXY), che misura la forza del biglietto verde rispetto a un paniere di valute globali, ha superato quota 100 per la prima volta da fine novembre. Parallelamente, i rendimenti dei titoli di Stato USA sono in rialzo: il rendimento del decennale di riferimento è salito oltre il 4,2%, segnale di condizioni finanziarie più restrittive e costi di indebitamento più elevati.

Movimenti dei mercati azionari e strumenti correlati alle criptovalute

L’Invesco QQQ Trust (QQQ), fondo che replica l’Indice Nasdaq 100, è rimasto pressoché stabile nelle contrattazioni più recenti, rispecchiando la cautela degli investitori in un contesto di tassi più elevati e volatilità geopolitica.

Tra i titoli collegati alle criptovalute, Strategy (MSTR), la società quotata con la più ampia esposizione pubblica in Bitcoin, ha registrato un incremento di circa l’1% prima dell’apertura ufficiale delle contrattazioni. La società ha acquistato approssimativamente 11.000 BTC durante la settimana ricorrendo ai proventi della sua strumento perpetuo di capitale preferenziale, Stretch (STRC).

Oggi è la data ex-dividendo per Stretch (STRC), evento che ha comportato un lieve scostamento del titolo al di sotto del valore nominale di 100 dollari, attestandosi intorno a 99,50 dollari.

Performance dei titoli minori e delle piattaforme di scambio

I miner di bitcoin riconvertiti all’intelligenza artificiale, come IREN (IREN) e Cipher Digital (CIFR), hanno aperto in lieve calo, risentendo probabilmente della generale avversione al rischio e delle pressioni sui costi energetici.

La piattaforma di scambio Coinbase (COIN) ha invece messo a segno un rialzo di circa il 2%, segnalando una domanda ancora sostenuta per i servizi legati alle criptovalute nonostante il contesto macro meno favorevole.

Prospettive e fattori da monitorare

Per gli operatori resta cruciale il monitoraggio di tre elementi chiave: l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, le decisioni di politica monetaria delle grandi banche centrali e i prezzi dell’energia. Questi fattori influenzano simultaneamente inflazione, rendimenti reali e propensione al rischio, determinando significative ricadute sui mercati azionari e sulle criptovalute.

Dal punto di vista regolamentare e istituzionale, eventuali nuove tensioni geopolitiche potrebbero accelerare richieste di maggiore supervisione e di regole più stringenti per gli asset digitali, mentre un ritorno alla stabilità potrebbe favorire il recupero degli strumenti più esposti alla crescita tecnologica.

In sintesi, la tenuta attuale di Bitcoin suggerisce che gli investitori continuano a considerarlo un’asset class con caratteristiche differenti rispetto agli strumenti tradizionali, ma l’ulteriore evoluzione dipenderà in larga parte dall’interazione tra dinamiche geopolitiche, prezzi dell’energia e orientamento della politica monetaria globale.