Bitcoin sfiora il massimo mensile: quasi $74.000

Bitcoin ( BTC ) si è apprezzato nelle prime contrattazioni statunitensi di venerdì, consolidando i guadagni registrati durante la notte. Il prezzo è intorno a $73.800, con un rialzo di quasi il 5% nelle ultime 24 ore; gran parte di questo aumento è arrivata dopo le dichiarazioni del segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, relative a misure concrete dell’amministrazione Trump per tentare di contenere il forte rialzo dei prezzi del petrolio.

Da quando si è acuito il conflitto in Medio Oriente, Bitcoin mostra una performance superiore rispetto agli indici azionari statunitensi e all’oro, con un guadagno che si aggira intorno all’11% rispetto all’inizio delle ostilità, mentre molti asset tradizionali hanno perso terreno.

WTI petrolio viene scambiato intorno a $94,50 al barile, in calo rispetto al picco vicino a $98 registrato il giorno precedente. Nel complesso, i listini azionari statunitensi segnano incrementi contenuti, attorno allo 0,5% in questa sessione.

Rischi di stagflazione legati al rialzo del petrolio

L’aumento repentino del prezzo del petrolio esercita una pressione diretta sui bilanci delle famiglie e, se dovesse protrarsi, potrebbe indebolire i consumi e rallentare la crescita economica. Questo scenario aumenta i timori di una combinazione di crescita stagnante e rialzo dei prezzi, ovvero la stagflazione, con impatti rilevanti sulle scelte di politica monetaria.

Olu Sonola, responsabile dell’economia statunitense presso Fitch Ratings, ha commentato la situazione:

“Sì, l’economia nel suo complesso è ancora prevista crescere attorno al trend, ma questa previsione appare sempre più fragile man mano che si accumulano rischi al ribasso. La Federal Reserve può ignorare sacche di debolezza della crescita, ma una nuova ondata d’inflazione limita severamente il suo margine di manovra, lasciando la politica monetaria potenzialmente bloccata per mesi.”

Rimbalzo tecnico e condizioni di mercato

Dopo un periodo caratterizzato da uno dei peggiori sentimenti nella storia recente di Bitcoin, un modesto rimbalzo appare coerente con condizioni tecniche che favoriscono recuperi temporanei. In particolare, il posizionamento dei trader sui contratti perpetui mostra segnali significativi.

K33 Research osserva che la componente di funding per i perp è rimasta negativa per il periodo più lungo dall’ultimo trimestre del 2022. Come spiegato dall’analista Vetle Lunde, ciò significa che i trader che scommettono su ribassi pagano i long per mantenere le posizioni aperte, generando un tasso di funding negativo.

La media di 30 giorni del funding è stata negativa per 14 giorni consecutivi, la serie più lunga dall’ultimo periodo critico del 2022. Storicamente, streaks negativi di questa natura hanno spesso coinciso con fondi locali del prezzo nel corso degli ultimi sette anni.

Nel frattempo, l’open interest nei futures perpetui e con scadenza è aumentato del 9% nelle ultime 24 ore, raggiungendo circa 700.000 BTC, il livello più alto dallo scorso 6 febbraio. Questo aumento di leva e partecipazione può creare le condizioni per uno short squeeze, ossia una pressione al rialzo rapida causata dalla copertura forzata delle posizioni corte.

Guadagno del venerdì e prospettive a breve termine

Se il rialzo dovesse confermarsi entro la chiusura odierna, sarebbe il primo venerdì positivo per Bitcoin dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, avvenuto il 27 febbraio. Un venerdì in guadagno potrebbe segnalare un fine settimana meno volatile per le criptovalute, che nelle settimane recenti hanno mostrato una tendenza al calo durante il sabato e la domenica.

Marzo si sta configurando come un mese potenzialmente cruciale: Bitcoin è in rialzo di circa l’8% finora nel mese. Se questo movimento si consolidasse, interromperebbe una serie negativa durata cinque mesi, offrendo agli investitori un segnale tecnico importante. Tuttavia, restano elevate le incertezze legate all’andamento dei prezzi del petrolio, alle decisioni delle banche centrali e all’evoluzione geopolitica, fattori che continueranno a influenzare la volatilità dell’asset.