Ottimismo cauto: Bitcoin resiste vicino a 70.000 dollari nonostante la guerra in Iran
- 12 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha mostrato una sorprendente tenuta nell’ultima fase di turbativa macroeconomica globale, salendo fino a quasi $71.000, un incremento di circa il 7% rispetto ai minimi di domenica sera, nonostante l’aumento delle tensioni geopolitiche legate al conflitto in Iran e i timori su interruzioni delle forniture di petrolio e sullo stress nei mercati del credito privato.
Questa forza relativa emerge con chiarezza se confrontata con altri asset: il Nasdaq 100 e l’S&P 500 sono rimasti sostanzialmente stabili nello stesso periodo, mentre il oro, tradizionale rifugio in tempi di incertezza, ha registrato solo guadagni modesti. Nel complesso delle performance di marzo, il Bitcoin sembra essere l’unico dei tre a mostrare un rendimento positivo.
Segnali di stabilizzazione e decoupling dai titoli tech
Negli ultimi giorni il Bitcoin ha iniziato a separarsi dalla sua stretta correlazione con alcuni titoli tecnologici in difficoltà. Per esempio, il fondo spot per bitcoin gestito da BlackRock (IBIT) è salito di circa il 3,75% negli ultimi cinque giorni, mentre l’ETF sui software tecnologici ampliati (IGV) ha perso il 2,45%. Questa divergenza suggerisce che i flussi e la sensibilità al rischio nel mercato crypto potrebbero stare cambiando rispetto ai segmenti azionari più esposti.
Esaurimento dei venditori
Un elemento interpretativo importante è la reazione contenuta del Bitcoin alle nuove notizie geopolitiche, un segnale che gli operatori potrebbero non essere pronti a vendere in modo aggressivo rispetto ad altri mercati.
Aurelie Barthere of Nansen said:
“La sensibilità al ribasso del Bitcoin è stata relativamente limitata.”
Barthere osserva inoltre che alcuni benchmark tradizionali, come l’Euro Stoxx, hanno registrato cali più marcati nello stesso arco temporale, il che rafforza l’ipotesi che il venditore marginale sul mercato cripto sia meno aggressivo rispetto a quello sui mercati azionari.
Cambiamento nella correlazione con il oro
Un altro elemento che ha attirato l’attenzione dei trader è l’evoluzione della correlazione tra Bitcoin e il oro. Secondo osservazioni di operatori del settore, la correlazione è passata da valori negativi a un coefficiente positivo, suggerendo che i due asset si stanno muovendo insieme piuttosto che in maniera contrapposta.
Bryan Tan of Wintermute said:
“Se questa correlazione continua a trendare verso valori positivi, la narrativa sul Bitcoin in contesti di conflitto si sposta da ‘vendere l’asset rischioso’ a un quadro più sfumato, nel quale entrambi gli asset possono beneficiare dell’indebolimento del dollaro.”
Nel primo stadio dell’escalation in Medio Oriente il Bitcoin era sceso mentre il oro era salito, un classico movimento risk-off. Più recentemente, tuttavia, entrambi gli asset sono aumentati parallelamente mentre il dollaro statunitense si è indebolito, il che porta alcuni investitori a considerarli beneficiari della svalutazione del biglietto verde piuttosto che posizioni opposte sul rischio.
Ritorno dei flussi negli ETF e importanza del capitale istituzionale
I flussi verso gli ETF legati al bitcoin mostrano segnali di miglioramento dopo mesi di deflussi. In particolare, il fondo IBIT ha registrato ingressi significativi a marzo, recuperando parte delle uscite osservate tra novembre e febbraio.
Joe Edwards of Enigma said:
“La buona notizia è che ci sono segnali che quel periodo di deflussi stia terminando.”
Edwards sottolinea che una ripresa sostenuta della domanda tramite ETF potrebbe essere determinante per la prossima fase di crescita del Bitcoin. L’accesso a bacini di capitale istituzionale più profondi, come gli investitori in conto titoli tramite conti di intermediazione, è ritenuto cruciale per fornire stabilità e aumentare la liquidità di mercato.
Se l’attuale tendenza di afflussi dovesse consolidarsi nelle prossime settimane, potrebbe favorire un recupero più ampio del Bitcoin nel corso del secondo trimestre, con possibili implicazioni positive sulla percezione del rischio e sull’attrattiva dell’asset presso investitori istituzionali e retail.