Istat: occupazione al 62,5% nel 2025, disoccupazione in calo al 6,1%
- 12 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Secondo i dati diffusi da ISTAT, nella media del 2025 si registra un aumento degli occupati pari a 185 mila unità (+0,8% rispetto all’anno precedente), accompagnato da una riduzione sia dei disoccupati (-88 mila, -5,3%) sia degli inattivi nella fascia 15-64 anni (-58 mila, -0,5%).
Il tasso di occupazione della popolazione 15-64 anni cresce al 62,5% (+0,3 punti su base annua), mentre diminuiscono il tasso di disoccupazione (6,1%, -0,4 punti) e il tasso di inattività 15-64 anni (33,3%, -0,1 punti).
Evoluzione nel quarto trimestre 2025
Nel quarto trimestre del 2025 il numero complessivo degli occupati raggiunge 24 milioni 121 mila unità, con un aumento congiunturale di 37 mila persone (+0,2% rispetto al trimestre precedente). La crescita è trainata dall’incremento dei dipendenti a tempo indeterminato (+76 mila, +0,5%) e degli indipendenti (+21 mila, +0,4%), mentre i dipendenti a tempo determinato mostrano una flessione (-60 mila, -2,4%).
Nel medesimo periodo cala il numero dei disoccupati (-84 mila, -5,5% su tre mesi), mentre aumenta quello degli inattivi 15-64 anni (+61 mila, +0,5%). Al netto degli effetti stagionali, il tasso di occupazione resta stabile al 62,5%, il tasso di disoccupazione scende al 5,6% (-0,3 punti) e il tasso di inattività sale al 33,7% (+0,2 punti).
I dati provvisori di gennaio 2026 indicano, rispetto al mese precedente, un ulteriore incremento del numero di occupati (+0,3%) e del relativo tasso (+0,2 punti), una riduzione del tasso di disoccupazione (-0,4 punti) e una lieve crescita del tasso di inattività 15-64 anni (+0,1 punti).
Confronto tendenziale e composizione per tipo di contratto
Nel confronto su base annua, dopo un trimestre di stabilità, il numero di occupati torna a salire (+89 mila, +0,4%). L’incremento è sostenuto dall’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato (+1,0%) e degli indipendenti (+3,0%), che più che compensano la marcata diminuzione dei dipendenti a termine (-8,6%).
Su base annua si osserva una riduzione consistente dei disoccupati (-138 mila, -8,9%) mentre, dopo tre trimestri di calo, torna a crescere il numero degli inattivi 15-64 anni (+49 mila, +0,4%). I tassi seguono la stessa tendenza: tasso di occupazione al 62,4% (+0,1 punti), tasso di disoccupazione al 5,5% (-0,5 punti) e tasso di inattività al 33,9% (+0,2 punti).
Aumento degli inattivi e profili territoriali
Nel quarto trimestre del 2025 torna a salire il numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni, che raggiunge 12 milioni 574 mila unità (+49 mila, +0,4%). L’aumento riguarda in particolare le forze di lavoro potenziali (+27 mila, +1,4%) — cioè la componente degli inattivi più prossima al mercato del lavoro — e, in misura minore, le persone che né cercano lavoro né sono disponibili ad iniziarlo (+22 mila, +0,2%).
Il rialzo del tasso di inattività (33,9%, +0,2 punti) risulta concentrato tra gli uomini, nelle fasce di età fino a 49 anni e nelle regioni del Mezzogiorno, mentre non è compensato dal calo registrato per le donne, per gli over 50 e nelle regioni del Centro. Questi andamenti hanno implicazioni per le politiche del lavoro e per gli strumenti di riattivazione, che devono tenere conto di differenze territoriali e di genere.
Andamento per età e livello di istruzione
Per classi di età il tasso di occupazione cresce con intensità rilevante tra i 50-64 anni (+1,6 punti) e lievemente tra i 35-49enni (+0,1 punti). Al contrario, continua la flessione per i 15-34enni (-1,3 punti), con una diminuzione più marcata tra i 15-24enni (-2,0 punti) rispetto ai 25-34enni (-0,5 punti).
Il tasso di disoccupazione diminuisce in tutte le classi di età (-0,6 punti per i 15-34enni, -0,5 per i 35-49enni e -0,3 punti per i 50-74enni). Il tasso di inattività, invece, cresce tra i giovani (+2,6 punti tra i 15-24enni e +1,0 punti tra i 25-34enni), sale leggermente anche nella classe 35-49 anni (+0,3 punti) e diminuisce nei 50-64enni (-1,5 punti).
Analizzando il profilo per titolo di studio, il tasso di occupazione aumenta di 0,4 punti tra chi ha un titolo di studio terziario, attestandosi all’82,6%. Segnali più deboli si osservano per chi ha al massimo la licenza media (+0,2 punti, 45,6%), mentre i diplomati registrano una flessione di 0,4 punti, con un tasso di occupazione pari al 66,9%.
Il tasso di disoccupazione cala per tutti i livelli di istruzione, con intensità decrescente all’aumentare del titolo: -0,8 punti per i livelli bassi, -0,5 per i diplomati e -0,2 punti per i laureati. Per quanto riguarda l’inattività, aumenta tra chi ha al massimo la licenza media e tra i diplomati (+0,2 e +0,8 punti rispettivamente), mentre diminuisce per i laureati (-0,3 punti).
Questi risultati offrono elementi utili per le decisioni di politica attiva del lavoro, la programmazione della formazione professionale e gli interventi a livello regionale, affinché le misure siano mirate alle diverse fasce d’età, ai livelli di istruzione e alle specificità territoriali.