Imprese che diversificano e puntano alla sostenibilità crescono quasi il doppio

Sono situate prevalentemente nel Nord Italia (circa il 75%), mentre si registra un incremento significativo delle imprese localizzate al Centro, passate dall’8% al 17% del totale nell’ultimo anno. Operano in diversi comparti produttivi — dalla fabbricazione di macchinari all’industria alimentare, dal commercio all’ingrosso all’elettronica e alla trasformazione dei metalli — e nella stragrande maggioranza dei casi non sono quotate (83%) e rimangono aziende a conduzione familiare.

Risultati superiori alla media

Le 115 imprese selezionate per la nona edizione del Best Performance Award (Bpa), individuate da Sda Bocconi su un bacino potenziale di circa 1.800 soggetti, rappresentano un campione significativo del contesto produttivo italiano. Pur rispecchiando molte caratteristiche tipiche dell’impresa nazionale, queste società mostrano performance economico-finanziarie nettamente migliori rispetto alla media settoriale: la crescita dei ricavi è quasi doppia rispetto al riferimento di settore, il margine Ebitda risulta 1,2 volte superiore alla media e il rapporto investimenti sul totale dell’attivo è pari a 1,1 volte il benchmark. Gran parte degli investimenti è destinata anche a progetti di sostenibilità, ormai riconosciuta come leva strategica per la competitività e la resilienza aziendale.

Le vincitrici della nona edizione

Cinque realtà, sulle 115 analizzate, hanno ricevuto i riconoscimenti nell’evento tenutosi a Milano. Il premio, promosso da Sda Bocconi in collaborazione con PWC Italia, J.P. Morgan, Fondazione Umberto Veronesi ETS, Elite – Gruppo Euronext e Havas Pr, ha assegnato il titolo di Best Performer of the Year a Chiesi Farmaceutici.

Il premio per la Best Performing Large Company è andato a Andriani, per la Best Performing Medium Company a Bonaudo, mentre PhotoSì ha ottenuto il riconoscimento come Best Performing Small Company. Infine, a Mapei è stato attribuito il premio Best Performing Hot Topic dedicato agli «Scenari macroeconomici globali e resilienza».

Il tema centrale dell’edizione ha esaminato le strategie messe in campo dalle imprese per affrontare un contesto internazionale complesso e incerto: politiche di gestione del rischio, capacità di resilienza, modelli decisionali e di governance, oltre a scelte finanziarie, tecnologiche, di innovazione e sostenibilità.

Maurizio Dallocchio ha dichiarato:

“Il Bpa ci consente di osservare come le imprese italiane più performanti stiano ridefinendo il loro ruolo nel sistema economico. Offre una prospettiva sui modelli gestionali e sulle pratiche operative che possono rappresentare punti di riferimento per l’intero tessuto imprenditoriale e contribuire a rafforzare la competitività del Paese.”

La dichiarazione è stata fatta da Maurizio Dallocchio, Full Professor presso Sda Bocconi e Università Bocconi, che coordina il premio come direttore scientifico insieme a Leonardo Etro, professore associato in Corporate Finance e M&A presso lo stesso ateneo.

Le chiavi della competitività

Dall’analisi approfondita emerge che le aziende meglio posizionate presentano dimensioni medie superiori, elevata diversificazione sia geografica sia di business e una più accentuata propensione all’internazionalizzazione: circa l’80% del campione mostra una forte vocazione verso i mercati esteri e una solida capacità finanziaria. Tra il 2023 e il 2024 queste imprese hanno registrato una crescita media dei ricavi dell’8,1%, un margine Ebitda del 15,6% e un rapporto investimenti-attività (Capex) del 6,8%, crescendo 1,8 volte più rapidamente rispetto alla media settoriale.

Le imprese protagoniste di operazioni straordinarie evidenziano risultati ancor più rilevanti: quelle che hanno effettuato almeno un’acquisizione negli ultimi tre anni hanno sperimentato una crescita pari a 2,4 volte il dato del proprio settore. Inoltre, la presenza di piani strutturati di welfare aziendale si associa a performance superiori: le aziende con politiche di welfare registrano una crescita doppia rispetto al benchmark, mentre quelle prive di programmi dedicati mostrano una crescita inferiore (0,9 volte il benchmark).

Il confronto tra questi indicatori suggerisce che, oltre alle dimensioni e all’internazionalizzazione, fattori quali una pianificazione degli investimenti orientata alla sostenibilità, strategie di M&A ben calibrate e politiche di welfare e governance robuste costituiscono leve operative decisive per rafforzare la competitività e la resilienza delle imprese italiane nel medio-lungo periodo.



Author: Tony
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