Allarme al sito veneziano di Peg Perego
- 12 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
L’adesione allo sciopero indetto l’11 marzo presso lo stabilimento Peg Perego di San Donà di Piave, in Venezia, è risultata totale, con la maggior parte del personale che ha risposto alla mobilitazione proclamata dalle rappresentanze sindacali.
La vertenza
A seguito della comunicazione aziendale del 10 marzo, le sigle sindacali hanno contestato la decisione produttiva che prevede il trasferimento dell’intero reparto di montaggio, nonostante gli impegni presi nei precedenti confronti istituzionali.
Fim Cisl e Fiom Cgil hanno dichiarato:
«A seguito della comunicazione data alle organizzazioni sindacali e alle Rsu dalla direzione aziendale lo scorso 10 marzo, riteniamo inaccettabile la decisione di trasferire tutto il reparto montaggio nonostante le affermazioni fatte recentemente al tavolo ministeriale del 3 febbraio, dove la proprietà si era impegnata a dar continuità occupazionale nei due siti italiani di Arcore e appunto San Donà. A seguito di questa scellerata decisione siamo a promuovere lo stato di agitazione nello stabilimento di San Donà di Piave. Dopo lo sciopero effettuato, un pacchetto di ulteriori otto ore è a disposizione e le modalità verranno definite di giorno in giorno».
Riccardo Montagner della Fim Cisl Venezia ha aggiunto:
«Nel silenzio più assordante si sta procedendo praticamente alla chiusura di un’azienda storica del territorio del Veneto Orientale come Peg Perego. La sua crisi è ben nota da diversi anni e sta arrivando a un bruttissimo epilogo. La doccia fredda è arrivata ed è venuto meno l’impegno di tenere lo stabilimento di San Donà di Piave attivo, impegno preso anche nei due incontri avvenuti di fronte al Ministero del Lavoro. Lo stato d’animo delle lavoratrici e dei lavoratori ormai è di mancanza totale di fiducia nei confronti della proprietà e molta stanchezza per il perdurare continuo di questa situazione».
Le prossime tappe
È stata inoltre confermata la convocazione urgente da parte del Ministero del Lavoro, con l’obiettivo di aprire un confronto tra azienda, rappresentanze sindacali e istituzioni per valutare soluzioni che evitino il depauperamento occupazionale nello stabilimento.
Rsu e sindacati hanno spiegato:
«Mercoledì 11 marzo abbiamo fatto l’assemblea fuori l’azienda e per questa settimana abbiamo proclamato lo sciopero. Dalla prossima settimana invece sarà fatto a singhiozzo durante l’orario di lavoro e questo proseguirà finché non ci saranno novità. Per noi l’obiettivo è tenere le linee produttive qui nello stabilimento e nulla deve essere assolutamente spostato».
L’azienda ha comunicato l’intenzione di trasferire definitivamente tutte le linee di montaggio, che attualmente impiegano circa 35 lavoratrici e lavoratori, entro il mese di giugno verso lo stabilimento di Arcore, nella provincia di Monza Brianza.
Per contestualizzare, in vicende di questo tipo il ruolo del Ministero del Lavoro è mediatoriale: le convocazioni mirano a verificare possibili strumenti di tutela occupazionale come procedure di ricollocazione, ammortizzatori sociali o accordi per il mantenimento di produzioni sul territorio. Sul piano locale, la perdita di una unità produttiva storica può avere ricadute sull’indotto e sull’economia del territorio del Veneto Orientale, coinvolgendo amministrazioni comunali e soggetti istituzionali nelle trattative.
Nei prossimi giorni si attende dunque l’incontro al Ministero del Lavoro e una possibile calendarizzazione di ulteriori assemblee e azioni sindacali fino a quando non saranno chiarite le intenzioni definitive dell’azienda e le garanzie occupazionali per le persone interessate.