Stretta antitratta del governo: la maternità surrogata entra nel codice penale come reato

Il Governo intensifica le misure contro la tratta di esseri umani, estendendo l’ambito penale per includere la maternità surrogata e rafforzando gli strumenti di prevenzione, protezione e risarcimento delle vittime.

Il Consiglio dei ministri ha approvato, salvo intese, lo schema di decreto legislativo che recepisce la Direttiva europea 2024/1712 relativa alla prevenzione e alla repressione della tratta. Il provvedimento è stato sottoscritto dai ministri Tommaso Foti (Affari europei) ed Eugenia Roccella (Famiglia, natalità e pari opportunità).

Modifiche al Codice penale

Lo schema interviene innanzitutto sul Codice penale, ampliando la formulazione dell’articolo 600 (riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù). Vengono specificate ulteriori modalità di sfruttamento punibili con pene detentive comprese tra otto e venti anni: oltre alla costrizione a prestazioni lavorative o sessuali, all’accattonaggio e al compimento di attività illecite, il testo include ora la maternità surrogata, l’adozione illegale e il matrimonio forzato.

Analoghe modifiche sono proposte per l’articolo 601 relativo alla tratta di persone: tra le prestazioni sessuali soggette a sfruttamento viene espressamente inserita la produzione e diffusione di immagini, video o materiali analoghi a natura sessuale.

Ipotesi di responsabilità per i clienti

Nel testo è prevista anche una norma nuova, l’articolo 601.1, che introduce il reato di “approfittamento della vittima di riduzione in schiavitù o di tratta” nei confronti di chi sfrutta consapevolmente prestazioni fornite da persone vittime di questi reati. La formulazione proposta, ancora oggetto di approfondimenti interni al Governo, prevede pene fino a tre anni di reclusione e una sanzione pecuniaria compresa tra 500 e 3.000 euro.

La definizione di responsabilità per i clienti mira a colmare un vuoto normativo, ma richiede un confronto più ampio sulle modalità di accertamento della consapevolezza e sulle garanzie processuali.

Formazione per pubblici ufficiali e magistrati

Il decreto rafforza l’obbligo formativo previsto per i reati particolarmente gravi: le amministrazioni sono chiamate a organizzare moduli formativi periodici e specialistici sulle problematiche connesse alla tratta, rivolti ai pubblici ufficiali e agli operatori che possono entrare in contatto con vittime effettive o potenziali.

Inoltre, il provvedimento stabilisce che siano previste iniziative specifiche nelle linee programmatiche annuali che il ministro della Giustizia indirizza alla Scuola superiore della magistratura, con l’obiettivo di aggiornare magistrati e operatori giudiziari sulle nuove fattispecie e sulle pratiche di tutela delle vittime.

Indennizzi e misure di assistenza

Lo schema esplicita che il programma unico di emersione, assistenza e integrazione sociale, che garantisce alloggio, vitto e assistenza sanitaria in via transitoria, si applica anche alle cosiddette “vittime presunte”. Questa estensione facilita l’accesso a misure protettive in fase di prima accoglienza e valutazione.

Viene inoltre ridefinito il sistema degli indennizzi erogati tramite il Fondo per le misure anti-tratta, istituito presso la Presidenza del Consiglio: se in precedenza l’indennizzo era previsto in misura fissa pari a 1.500 euro per vittima, la bozza sancisce ora una fascia compresa tra 1.500 e 10.000 euro a seconda delle circostanze e dei danni subiti.

Impatto istituzionale e prossimi passi

La misura è pensata per armonizzare il quadro normativo italiano con gli standard europei in materia di prevenzione, protezione e punizione della tratta, rafforzando al contempo la risposta investigativa e socio-assistenziale. L’approvazione “salvo intese” indica che il testo è ancora soggetto a verifiche e a possibili modifiche tecniche prima della definitiva pubblicazione e attuazione.

Perché l’intervento sia efficace è necessaria una stretta cooperazione tra autorità giudiziarie, forze dell’ordine, servizi sociali e organizzazioni che operano nell’assistenza alle vittime, nonché risorse adeguate per la formazione continua e per il potenziamento delle strutture di accoglienza e supporto.



Author: Tony
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