Pmi sempre più anziane: oltre il 36% degli imprenditori ha più di 60 anni
- 11 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende, Newsletter
In Italia non invecchia soltanto la popolazione generale, ma anche la platea di imprenditori: le piccole e medie imprese restano per lo più guidate da persone oltre i cinquanta anni e, in buona parte, da ultrasessantenni, con concentrazione maggiore nelle regioni settentrionali e centrali.
Questa fotografia emerge dal Osservatorio sulle piccole e medie imprese elaborato da Perpethua, società specializzata in passaggi generazionali e operazioni di m&a per le Pmi, in collaborazione con Yuno Ai, che ha analizzato oltre 67mila imprese italiane con fatturato compreso tra 2 e 25 milioni di euro.
Il report riporta:
“Il 36% degli imprenditori ha superato i 60 anni, e il 20% ha oltre 65 anni. In regioni come la Liguria e l’Emilia-Romagna la quota di over 60 raggiunge o supera il 40% e la percentuale di over 75 oltrepassa il 10%, con punte di oltre 80 anni che sfiorano il 5%. Nel Lazio si registrano imprenditori attivi fino a 99 anni. In Lombardia e Veneto, due motori dell’economia nazionale, la percentuale di titolari over 60 si attesta rispettivamente intorno al 40% e al 42%, mentre la quota di over 65 supera la media nazionale (25% in Lombardia e 27% in Veneto).”
Le regioni del Mezzogiorno mostrano una dinamica diversa, con valori medi più bassi rispetto al totale nazionale: la Campania presenta quasi il 26% di over 60, il 15% di over 65 e il 4% di over 75. Anche Sicilia, Calabria e Puglia registrano percentuali inferiori nelle varie fasce d’età, sebbene queste traiettorie non debbano essere considerate immutabili e possano variare con il tempo.
Impatto sul sistema produttivo
Il progressivo invecchiamento della leadership nelle Pmi ha riflessi rilevanti sull’occupazione, sulla capacità di innovare e sulla competitività internazionale. Molte aziende familiari non hanno un piano di successione strutturato e ciò può generare interruzioni nella governance, indebolimento della catena di fornitura e perdita di posti di lavoro.
La continuità imprenditoriale è un problema concreto: in Italia, solo il 13% delle imprese arriva alla terza generazione, una percentuale che evidenzia difficoltà nei passaggi di testimone che possono compromettere la permanenza sul mercato e l’export del made in Italy.
Tobia Piovesan ha osservato:
“La tendenza demografica si riflette direttamente sulla tenuta del sistema imprenditoriale nazionale. In assenza di un piano di successione chiaro, molte Pmi rischiano la paralisi al momento del ritiro dell’imprenditore: non solo la sopravvivenza delle singole realtà è a rischio, ma anche occupazione, indotto e competitività complessiva.”
Possibili risposte e politiche
Per contenere i rischi legati all’età dei titolari, le istituzioni e gli operatori economici possono intervenire con misure mirate: incentivi fiscali e normativi per favorire il ricambio generazionale, programmi di formazione per giovani imprenditori, e strumenti che facilitino operazioni di cessione e acquisizione aziendale.
Ruoli chiave possono essere svolti da Banche, operatori finanziari, fondi di investimento specializzati e dalle Camere di commercio, che possono sostenere progetti di transizione con consulenze, garanzie e strumenti per l’accesso al capitale. Anche il Governo e gli enti locali possono promuovere campagne informative e incentivi per agevolare il passaggio di consegne e la digitalizzazione delle imprese.
Interventi concreti includono la promozione di servizi di consulenza per il succession planning, strumenti fiscali temporanei per le cessioni intra-familiari, programmi di mentoring tra imprenditori senior e neoimprenditori e misure per favorire l’attrazione di competenze esterne attraverso partnership e fusioni.
Monitorare l’evoluzione demografica delle imprese e diffondere pratiche concrete di ricambio generazionale è essenziale per preservare posti di lavoro, know-how produttivo e la capacità di innovare delle Pmi italiane: lo studio di Perpethua offre una base di evidenze che può orientare politiche pubbliche e strategie private.