La prossima settimana potrebbe scuotere BTC mentre sette banche centrali affrontano un test sull’inflazione
- 11 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La prossima settimana potrebbe rivelarsi decisiva per i mercati, incluso Bitcoin, poiché sette grandi banche centrali, tra cui la potente Federal Reserve, comunicheranno le loro decisioni sui tassi in un contesto segnato dall’aumento del prezzo del petrolio dovuto al conflitto, elemento che rischia di riaccendere le pressioni inflazionistiche a livello globale.
Calendario delle decisioni
Il fitto calendario macroeconomico prevede la decisione della Reserve Bank of Australia il 17 marzo, seguita il 18 marzo da quelle della Bank of Canada e della Federal Reserve, e si chiuderà il 19 marzo con le decisioni della Bank of Japan, della Swiss National Bank e della European Central Bank.
Fino a poco tempo fa i mercati davano per probabile che la maggior parte delle grandi banche centrali, guidate dalla Federal Reserve, avrebbero gradualmente ridotto i tassi d’interesse (o evitato strette) nel corso dell’anno. L’emergere rapido dell’intelligenza artificiale come possibile forza deflazionistica — con impatti potenziali sul mercato del lavoro — aveva rafforzato questa aspettativa e sostenuto gli asset rischiosi, tra cui Bitcoin.
Tuttavia, il conflitto iniziato il 28 febbraio con attacchi coordinati da parte di Stati Uniti e Israele nei confronti del Iran, seguito da ampie azioni di ritorsione e da interruzioni nelle rotte energetiche attraverso il Medio Oriente, ha complicato le prospettive.
L’aumento del prezzo del petrolio ha riacceso i timori di inflazione, costringendo gli operatori a rivedere le aspettative sui tassi di interesse. Alcuni temono che le banche centrali possano reagire all’evoluzione del quadro macroeconomico con un inasprimento monetario per contenere le pressioni sui prezzi.
Possibili implicazioni per i mercati
Indizi di orientamento più restrittivo la prossima settimana potrebbero scatenare volatilità al ribasso sugli asset rischiosi, Bitcoin incluso. Questo scenario è plausibile soprattutto perché i responsabili delle politiche monetarie, avendo presente lo scivolone del 2021–22 quando l’inflazione era stata sottovalutata come transitoria, potrebbero essere più pronti a contrastare tempestivamente nuove spinte inflazionistiche.
Se invece le autorità si manterranno neutrali o dichiareranno un approccio guidato dai dati, con un atteggiamento di attesa e valutazione, gli asset rischiosi potrebbero registrare forti rialzi. Anche questa possibilità non può essere esclusa.
Da un punto di vista tecnico, gli shock di offerta come un’impennata del prezzo del petrolio presentano una doppia sfida: tendono a ridurre la crescita economica e allo stesso tempo a spingere verso l’alto l’inflazione. Per le banche centrali la questione è stabilire quale delle due dinamiche prevalga e quanto siano durature queste pressioni sui prezzi.
Ethan Harris ha detto:
“Come tutti gli shock di offerta, la prima reazione della Fed a un’impennata del prezzo del petrolio è osservare e valutare i danni. Ci sono due ragioni per questa esitazione. Primo, gli shock petroliferi riducono contemporaneamente la crescita e aumentano l’inflazione: prima di intervenire la Fed vuole capire quale dei due problemi sia più grave. Secondo, la maggior parte di questi shock è transitoria: la Fed non vuole modificare i tassi solo per dover invertire la mossa alcune settimane dopo.”
Storicamente, solo la Federal Reserve — e in misura minore la Bank of Japan — hanno esercitato un’influenza significativa sui prezzi di Bitcoin. Con i rincari energetici che stanno già mettendo pressione su molte famiglie e imprese del Giappone, la decisione della Bank of Japan prevista per il prossimo venerdì potrebbe avere un impatto rilevante sia sui mercati nazionali sia sul mercato delle criptovalute.
Per gli investitori e gli operatori resta cruciale monitorare non soltanto le decisioni sui tassi, ma anche il linguaggio usato nei comunicati e nelle conferenze stampa delle banche centrali, oltre all’andamento quotidiano del prezzo del petrolio e dei dati economici che influenzano le prospettive di crescita e inflazione.