Fisco: scatta il pressing per l’addio agli scontrini cartacei
- 11 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Parte il pressing per l’addio alla stampa obbligatoria dei scontrini. Tra gli emendamenti depositati alla Camera al decreto Pnrr (Dl 19/2026) si segnala l’iniziativa di Gianluca Caramanna del gruppo Fratelli d’Italia, che propone di sostituire definitivamente la conservazione cartacea con la registrazione, conservazione e archiviazione in formato elettronico dei documenti fiscalmente rilevanti.
Meno documenti cartacei
Il testo del decreto Pnrr già trasmesso al Parlamento contiene disposizioni di dematerializzazione. L’articolo 8 prevede la possibilità di superare l’obbligo di mantenere le ricevute del Pos in formato cartaceo, consentendo l’utilizzo delle comunicazioni inviate ai clienti o della documentazione fornita dalle banche e dagli intermediari finanziari anche in forma digitale.
In pratica, estratti conto dematerializzati o notifiche che attestano i movimenti in uscita potranno sostituire lo scontrino emesso dai terminali per pagamenti con carta di credito, debito, prepagata o tramite app. Tale sostituzione è ammessa a condizione che le comunicazioni bancarie contengano le informazioni relative alle singole operazioni e siano conservate in modo da consentire la loro esibizione in caso di richiesta dell’amministrazione finanziaria.
La stampa solo su richiesta
L’emendamento di Gianluca Caramanna intende andare oltre, modificando il Testo unico Iva (Dlgs 10/2026) con efficacia dal 1° gennaio 2027. L’obiettivo è rendere la emissione cartacea dello scontrino una possibilità solo su esplicita richiesta del cliente, privilegiando la forma digitale come standard di rilascio.
Gianluca Caramanna propone:
“Lo scontrino deve essere rilasciato in modalità digitale sia per gli acquisti effettuati in contanti sia con strumenti di pagamento elettronici, salvo richiesta esplicita del consumatore finale di ricevere lo scontrino in modalità cartacea.”
L’emendamento precisa inoltre che la registrazione, la conservazione e l’archiviazione in formato elettronico degli scontrini emessi sostituiscono in ogni caso la conservazione in formato cartaceo, definendo così la piena validità del documento digitale a fini fiscali e amministrativi.
La conservazione telematica
La relazione illustrativa allegata all’emendamento ribadisce che resta centrale il presidio antievasione costituito dalla trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate, pratica ormai diffusa grazie all’adozione dei registratori di cassa telematici.
Si sottolinea però che la conservazione degli scontrini e delle chiusure giornaliere è attualmente obbligatoria per un periodo di dieci anni. Nonostante la trasmissione in tempo reale dei dati, l’obbligo di conservazione del documento originale rimane importante per eventuali contestazioni o controlli.
Il Codice civile (articolo 2220) stabilisce infatti che le scritture contabili devono essere conservate per dieci anni dalla data dell’ultima registrazione e fino alla definizione degli accertamenti relativi al periodo d’imposta cui si riferiscono. Di conseguenza, in alcuni casi la documentazione potrebbe dover essere mantenuta anche oltre il periodo decennale previsto dal codice.
La relazione precisa che la conservazione non deve necessariamente avvenire in forma cartacea: è ammessa la modalità elettronica purché assicuri la funzione prevista dalla legge, ossia una corretta e agevole verifica e consultazione nel periodo stabilito.
Per le imprese e i commercianti la transizione verso una gestione completamente digitale dei documenti fiscali implica adeguamenti tecnologici e organizzativi: sistemi di conservazione a norma, garanzia di integrità dei file, tracciabilità e accessibilità per eventuali verifiche. Sul piano istituzionale, la modifica introdotta dall’emendamento richiederà indicazioni operative dall’Agenzia delle Entrate e un monitoraggio sulle ricadute amministrative e sui controlli fiscali.
Il percorso normativo prosegue nell’ambito dell’esame parlamentare: l’eventuale approvazione delle modifiche segnerà un ulteriore passo verso la digitalizzazione delle procedure fiscali, con benefici potenziali in termini di riduzione della carta e semplificazione, ma anche con la necessità di assicurare adeguate tutele e strumenti per la conservazione elettronica a norma di legge.