Senatori cercano di sbloccare la Clarity Act sulle criptovalute con un compromesso sui rendimenti degli stablecoin
- 10 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il settore bancario statunitense ha esercitato una forte pressione per bloccare la legge sulla struttura di mercato del settore crypto, il Digital Asset Market Clarity Act, a causa di un dissidio sul ruolo e sui limiti delle ricompense legate alle stablecoin. Nonostante la battuta d’arresto, i legislatori continuano a negoziare un compromesso per riportare il provvedimento in discussione.
Nel corso di un summit dell’American Bankers Association a Washington, la senatrice Angela Alsobrooks ha spiegato che entrambe le parti — le banche, che temono che le ricompense sulle stablecoin possano sottrarre depositi tradizionali, e l’industria crypto, che le considera incentivi importanti per i consumatori — usciranno probabilmente «un po’» insoddisfatte dall’intesa in corso.
Angela Alsobrooks ha detto:
«Entrambe le parti saranno solo un po’ scontente.»
La senatrice dem del Maryland sta lavorando con il collega repubblicano del North Carolina, il senatore Thom Tillis, per trovare una formulazione che permetta di recuperare l’audizione sulla misura presso la Senate Banking Committee, rimandata da tempo.
Angela Alsobrooks ha detto:
«Il compromesso su cui io e il senatore Tillis stiamo lavorando è pensato per mettere in atto i guardrail necessari a prevenire — per quanto possibile — l’esodo dei depositi che non vogliamo vedere, consentendo al contempo lo sviluppo dell’innovazione.»
Alsobrooks ha insistito sulla necessità di misure protettive per evitare la fuga dei depositi, riconoscendo però che saranno richiesti «alcuni compromessi» per arrivare a una soluzione condivisa.
Il nodo delle ricompense sulle stablecoin
Gran parte della disputa verte sulla natura delle ricompense offerte dalle piattaforme crypto ai clienti che detengono stablecoin. Le banche sostengono che ricompense strutturate come interessi rischiano di rendere le stablecoin un sostituto dei depositi bancari, con conseguenze sulla stabilità dello schema di raccolta tradizionale.
La versione della normativa approvata lo scorso anno, il GENIUS Act (Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins), prevedeva il divieto per gli emittenti di payment stablecoin di pagare interessi per attrarre clienti. Secondo la leadership bancaria, se gli exchange e le società affiliate non fossero sottoposti alle stesse limitazioni, si creerebbe un vulnus rispetto all’intento del legislatore.
Possibile concessione: ricompense legate alle transazioni
Il compromesso in discussione sembra orientarsi verso una platea più ristretta di attività sulle stablecoin che potrebbero essere idonee a ricevere ricompense. L’idea, sostenuta anche da alcuni dirigenti bancari, è di consentire incentivi basati sull’attività transazionale anziché su una remunerazione legata al saldo detenuto.
Il direttore generale di JPMorgan Chase & Co., Jamie Dimon, in un’intervista recente ha lasciato intendere che il settore bancario potrebbe accettare ricompense basate sulle transazioni, una posizione che era già stata avanzata dall’industria crypto in incontri alla Casa Bianca.
Nel frattempo, l’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) ha proposto una norma che recepisce gran parte del GENIUS Act, pur lasciando margini interpretativi sulle ricompense. L’agenzia ha indicato che non permetterà elusioni del divieto di rendimento per gli emittenti di stablecoin, ma gli operatori del settore crypto ritengono di potere strutturare programmi di incentivi compatibili con la proposta dell’OCC.
Posizioni dei legislatori e ulteriori punti di attrito
Tra i membri della Senate Banking Committee coinvolti nelle trattative, il senatore repubblicano del South Dakota Mike Rounds ha ammesso di non avere ancora una posizione definitiva sull’approccio alle ricompense.
Mike Rounds ha detto:
«Non sono ancora sicuro di come affrontare correttamente le ricompense sulle stablecoin. Potrebbe non essere corretto legarle semplicemente all’importo detenuto in un conto; forse è più sensato collegarle all’attività del conto.»
Mike Rounds ha detto:
«Stiamo cercando di riflettere questo punto nelle discussioni.»
Le associazioni bancarie stanno insistendo per limiti molto stringenti alle ricompense, mentre il mondo crypto spinge per eccezioni che consentano programmi di fidelizzazione. Se i nuovi termini di compromesso troveranno consenso tra i membri della commissione guidati da Alsobrooks e Tillis, il prossimo passaggio sarebbe la convocazione di una sessione di markup parlamentare per ridiscutere il testo già rinviato in precedenza.
Percorso legislativo e ostacoli politici
Se la proposta superasse la fase di markup, verrebbe combinata con la versione che ha già ottenuto il via libera dalla Senate Agriculture Committee e poi sottoposta al voto dell’intero Senato. Per l’approvazione definitiva servirà il sostegno di un numero significativo di senatori dem, il che non è scontato.
Oltre alla questione delle ricompense, i senatori democratici hanno sollevato altre preoccupazioni: la potenziale esposizione del settore della finanza decentralizzata (DeFi) ad attori malevoli; la necessità di riempire ruoli vacanti presso la CFTC e la SEC; e richieste per limitare profitti privati legati a incarichi pubblici di alto livello — con riferimento, tra gli altri, al President Donald Trump.
Sul piano procedurale, il tempo a disposizione sul piano del Senate floor è limitato e altri dossier internazionali o domestici, come la situazione in Iran o richieste politiche su normative elettorali, potrebbero sottrarre spazio ai lavori necessari per portare avanti la normativa sulle stablecoin.
Conclusioni e impatti potenziali
Il risultato delle negoziazioni avrà effetti rilevanti sia per il modello di business delle banche tradizionali sia per l’ecosistema crypto: un testo troppo permissivo potrebbe accelerare la migrazione di depositi verso piattaforme digitali; un testo troppo restrittivo potrebbe soffocare programmi di fidelizzazione considerati essenziali dagli operatori crypto per attrarre clienti.
Nel breve termine, l’esito dipenderà dalla capacità dei negoziatori di bilanciare tutele finanziarie e spazio per l’innovazione, nonché dalla calendarizzazione politica al Senato e dall’ampiezza del consenso bipartisan necessario per la conversione in legge.