Perché le banche abbandonano i canali di pagamento stablecoin gestiti da un unico fornitore

Borderless sta promuovendo un cambiamento nell’architettura dei pagamenti in stablecoin: anziché affidarsi a singole piattaforme complete, i provider infrastrutturali stanno costruendo reti che collegano più fornitori di liquidità e servizi, permettendo alle banche, alle fintech e alle imprese di convertire le criptovalute stabili in valute locali in modo più resiliente.

Recentemente Borderless ha annunciato una collaborazione con il fornitore di infrastrutture wallet Dfns per creare una soluzione istituzionale di off‑ramp per stablecoin, pensata per operatori finanziari e corporate. Il sistema instrada i pagamenti attraverso diversi partner di liquidità distribuiti su mercati globali.

Modello a rete per i pagamenti in stablecoin

Il modello a rete collega più fornitori specializzati (liquidity providers, custodia, compliance, wallet) consentendo di instradare automaticamente i versamenti quando un percorso risulta non disponibile o troppo costoso. Questo approccio mira a ridurre la dipendenza da un unico vendor e a migliorare la continuità operativa su corridoi internazionali complessi.

Perché è importante

Nei primi esperimenti aziendali con le stablecoin, molte soluzioni erano confezionate come prodotti “tutto incluso”: wallet, strumenti di compliance e accesso alla liquidità venivano forniti da un unico fornitore. Questo ha accelerato i proof‑of‑concept, ma ha anche creato vincoli tecnologici e rischi operativi significativi.

La presenza di un singolo punto di falla può tradursi in interruzioni di servizio se quel fornitore subisce problemi tecnici, bancari o normativi. Inoltre, il lock‑in impedisce facilmente di sostituire componenti o ottimizzare i costi su scala globale.

Da Stablecoin 1.0 a Stablecoin 2.0

Si sta assistendo a una transizione che alcuni operatori descrivono come il passaggio da Stablecoin 1.0 a Stablecoin 2.0. Nella fase 1.0 prevalevano soluzioni integrate, utili per test rapidi; nella 2.0 le imprese puntano a sistemi modulari, con controllo interno di parti critiche dello stack tecnologico.

Le grandi organizzazioni preferiscono ora selezionare componenti best‑in‑class per compliance, custodia e accesso alla liquidità, ricostruendo un’infrastruttura simile a quella dei servizi finanziari tradizionali, dove più fornitori specializzati cooperano tra loro.

Come funziona il modello a rete

Una rete multi‑fornitore offre vantaggi pratici nelle rotte transfrontaliere: permette di gestire l’incertezza regolatoria e di ottimizzare i prezzi collegandosi a diversi liquidity provider lungo lo stesso corridoio. Se un partner incontra impedimenti normativi o bancari, i pagamenti possono essere instradati altrove in modo automatico.

Questo trattamento multilaterale è particolarmente rilevante perché nessuna singola azienda è autorizzata o regolamentata in tutti i paesi del mondo, quindi la copertura globale tramite un solo partner è difficilmente sostenibile.

Implicazioni operative e regolamentari

L’adozione di architetture a rete solleva anche questioni di governance: le imprese devono definire criteri chiari per la selezione dei fornitori, i livelli di servizio attesi e le procedure di fallback. Inoltre, i team di compliance e legale devono valutare l’impatto delle normative locali su ciascun partner della rete.

Dal punto di vista regolatorio, i sistemi modulari possono facilitare la conformità perché consentono di isolare e aggiornare singoli moduli (es. KYC/AML, custodia) per rispondere rapidamente ai cambiamenti normativi in specifiche giurisdizioni.

Prospettive per i mercati emergenti

Le stablecoin stanno suscitando particolare interesse per i pagamenti transfrontalieri verso i mercati emergenti: possono ridurre la necessità di conti pre‑finanziati costosi e velocizzare i tempi di regolamento, migliorando l’efficienza delle rimesse e dei flussi commerciali.

Con il tempo, la tecnologia potrebbe integrarsi come infrastruttura di supporto ai sistemi di pagamento esistenti, non più proposta come prodotto autonomo ma come componente sottostante che facilita la liquidità e la riconciliazione in diverse valute.

Cosa aspettarsi

Nel breve e medio termine è probabile che vedremo una diffusione di soluzioni ibride: alcune imprese continueranno a usare fornitori integrati per sperimentare, mentre le realtà con requisiti di scala e resilienza adotteranno reti modulari multi‑fornitore.

Per gli operatori del settore finanziario e per i regolatori, il compito sarà bilanciare innovazione e gestione del rischio, promuovendo standard interoperabili che consentano alle reti di operare in modo sicuro, trasparente e conforme alle normative locali.