Bitcoin (BTC) vola a 71.000 dollari mentre il dollaro si indebolisce per i segnali di guerra di Trump

Il mercato delle criptovalute ha proseguito la sua corsa anche martedì: Bitcoin ha guadagnato circa il 3,9% dalla mezzanotte UTC attestandosi intorno a 71.000 dollari, mentre Ether è tornato sopra la soglia dei 2.000 dollari, un livello che nelle ultime settimane aveva faticato a valicare.

Sull’onda rialzista non sono salite solo le crypto: anche i mercati azionari statunitensi e i metalli preziosi hanno registrato recuperi dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti.

Donald Trump ha dichiarato:

“La guerra in Iran finirà molto presto.”

Il dollaro e il petrolio hanno, però, restituito gran parte dei guadagni registrati nella settimana precedente. L’indice del dollaro, noto come DXY, ha toccato brevemente 99,7 lunedì prima di scendere a circa 98,5; dal momento che il mercato delle criptovalute tende ad essere inversamente correlato al biglietto verde, un indebolimento continuato del DXY potrebbe favorire una nuova spinta per Bitcoin.

Il conflitto in Medio Oriente — che ora sembra potenzialmente più breve del previsto — ha messo in luce una maggiore resilienza del comparto cripto, che aveva mostrato vulnerabilità all’inizio delle tensioni. Bitcoin ha sovraperformato azioni e metalli preziosi dall’inizio del conflitto, contribuendo a ricostruire, almeno parzialmente, la percezione dell’asset come possibile rifugio.

Resta però un quadro tecnico ancora cauto: il mercato più ampio mantiene una tendenza ribassista iniziata all’inizio di ottobre, caratterizzata da massimi e minimi decrescenti. Per invertire questa dinamica servirebbe che Bitcoin risalga in direzione di 98.000 dollari, consolidando supporti intermedi lungo il cammino.

Posizionamento nei derivati

Sul fronte dei derivati, l’open interest (interesse aperto) in futures legati al token con le migliori performance nelle ultime 24 ore, HYPE, è cresciuto di circa il 14% raggiungendo 1,41 miliardi di dollari, con volumi che hanno superato i 40 milioni di HYPE. Tale livello rimane comunque vicino ai minimi recenti, indicando movimenti concentrati ma non ancora completamente esplosivi.

Per BTC e ETH l’open interest è aumentato di oltre il 5%, più rapidamente dei rialzi nei prezzi spot: un segnale tipico di nuovi ingressi di capitale nelle posizioni a leva mentre il mercato si muove al rialzo. Al contrario, l’open interest sui futures di XAUT (tether gold) continua a diminuire, scendendo sotto 110.000 XAUT, indice di una rotazione di capitale fuori dagli attivi legati all’oro che avevano sovraperformato recentemente.

I tassi di funding perpetui annualizzati risultano in genere leggermente positivi, segnalando una leggera prevalenza delle scommesse rialziste, mentre alcuni token come ZEC e SUI mostrano tassi negativi, indice di posizioni corte relativamente più diffuse.

Analisi più dettagliate della domanda e dell’offerta mostrano che, escludendo BCH, XMR e XAUT, molte delle principali criptovalute hanno sperimentato un forte interesse all’acquisto, come evidenziato dai delta cumulativi dei volumi aggiustati per l’open interest.

Gli indici di volatilità implicita a 30 giorni per BTC e ETH, rispettivamente indicati come BVIV e EVIV, sono scesi di oltre il 4%, segno che gli operatori stanno scontando una minore incertezza dopo il calo del prezzo del petrolio sotto i 100 dollari. Tuttavia, sulla piattaforma Deribit le opzioni put protettive su BTC e ETH restano più costose rispetto alle call rialziste su tutte le scadenze, suggerendo una domanda ancora significativa per coperture difensive.

La posizione degli operatori di mercato implica che la volatilità potrebbe aumentare sensibilmente se il prezzo di Bitcoin dovesse superare i 75.000 dollari: flussi recenti mostrano domanda per straddle su BTC (scommesse sulla volatilità) e spread di call, strategie tipicamente adottate da chi punta a un rialzo controllato. Su ETH, i trader hanno invece rincorso risk reversal, una struttura che beneficia di movimenti asimmetrici al rialzo.

Movimenti dei token e altcoin

Il mercato degli altcoin è stato particolarmente vivace martedì. Il token della DEX basata su Solana, JUP (jupiter), ha registrato guadagni a due cifre dalla mezzanotte UTC, sostenuto da un rinnovato interesse verso soluzioni DeFi su catene ad alta velocità.

Il token di restaking ETHFI è salito del 6,5%, toccando il livello più alto dal 29 gennaio, segnalando un rinnovato interesse per prodotti che amplificano l’esposizione a Ether attraverso meccanismi di ricompounding.

Il token nativo della piattaforma di derivati HyperLiquid, HYPE, è aumentato solo dello 0,5% dalla mezzanotte. Questo avvenimento arriva nonostante il fondatore di BitMEX, Arthur Hayes, abbia evocato scenari di massimi record per il token in un post pubblicato lunedì. buona parte dei guadagni di HYPE nelle 24 ore precedenti si era concentrata nelle prime ore di lunedì, prima delle dichiarazioni sul conflitto.

Tra gli indici di mercato, quelli con maggiore esposizione a Bitcoin e Ether hanno guidato la classifica delle performance giornaliere con incrementi intorno al 4,3%, mentre un indice focalizzato su progetti DeFi è salito vicino al 4%. L’indice dei memecoin, invece, ha registrato una performance più contenuta, in aumento di circa il 2,6%.

In sintesi, il mercato mostra segnali di rafforzamento generale sostenuti sia da movimenti macro (dollaro e petrolio) sia da flussi speculativi nei derivati; tuttavia, la struttura tecnica di lungo periodo resta prudente e gli operatori monitorano da vicino livelli chiave di prezzo e i segnali di volatilità.