Perché il Bitcoin continua a salire mentre l’indice S&P 500 e i titoli tecnologici vacillano
- 9 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il conflitto scoppiato nel Medio Oriente ha scosso i mercati globali, ma Bitcoin ha registrato una performance sorprendente rispetto alle azioni, mettendosi in evidenza nelle ultime sedute.
Negli ultimi giorni il prezzo di Bitcoin è salito di qualche punto percentuale, avvicinandosi nuovamente ai 68.000 dollari, mentre molti asset tradizionali hanno segnato cali o performance inferiori.
Il rialzo di Bitcoin è avvenuto in un contesto nel quale l’oro ha mostrato una flessione, l’argento ha perso terreno in misura più marcata e gli indici azionari principali hanno registrato perdite moderate.
In termini percentuali, l’oro è sceso di diverse unità percentuali, l’argento ha subito ribassi più pronunciati, il Nasdaq 100 ha mostrato una flessione attorno all’1% e l’S&P 500 si è attestato su un calo intorno all’1,5% nello stesso periodo.
Il prezzo del greggio WTI è balzato temporaneamente fino a livelli elevati, toccando picchi oltre i 110 dollari al barile nelle prime fasi di tensione, per poi ridimensionarsi intorno ai 100 dollari dopo dichiarazioni internazionali su possibili interventi sulle riserve strategiche.
Parallelamente, il dollaro statunitense si è rafforzato: l’indice DXY è salito di oltre un punto percentuale, superando quota 99, mentre i rendimenti a 10 anni USA sono aumentati, portandosi su livelli intorno al 4,2% dai valori precedenti al conflitto.
La ripresa di Bitcoin arriva dopo settimane caratterizzate da vendite significative che avevano ridotto il valore dalla fase di massimi relativi registrati nei mesi precedenti. Con il sentiment già fragile, molti operatori si attendevano un ulteriore approfondimento del ribasso; invece il mercato ha in parte smentito le aspettative diffuse.
Nonostante la relativa forza, Bitcoin mantiene correlazioni con il comparto tecnologico. Un ETF di riferimento per il software, il iShares Expanded Tech Software ETF (IGV), ha registrato un recupero di circa il 7% nello stesso arco temporale, segnalando come movimenti di settore possano influenzare anche le crypto.
Segnali dai mercati dei derivati
Alcuni indicatori tecnici nei mercati dei derivati suggeriscono una parziale stabilizzazione: l’open interest nelle futures regolate in coin (contratti denominati e saldati in bitcoin) è diminuito, indicando un deleveraging e la riduzione delle posizioni più esposte.
Le funding rate sui perpetual futures sono rimaste negative, in un intorno del -3,5%, il che significa che i venditori allo scoperto stanno pagando i compratori a termine — un segnale che le posizioni corte risultano ancora molto diffuse e che esiste pressione ribassista in termini di posizionamento.
Ritorno della domanda istituzionale
Il cosiddetto “premio di Coinbase”, ossia la differenza di prezzo tra bitcoin scambiato su piattaforme statunitensi e mercati offshore, è tornato a manifestarsi. Questo indicatore viene spesso interpretato come una proxy della domanda istituzionale americana.
Con l’emergere del premio su exchange domestici e flussi verso ETF spot sul mercato, è plausibile che alcuni investitori istituzionali stiano rientrando, approfittando di livelli valutativi considerati da molti operatori come scontati.
Prospettive e rischi
Il contesto resta soggetto a elevata volatilità: sviluppi geopolitici, decisioni sulle riserve energetiche, variazioni dei tassi di interesse e flussi istituzionali possono determinare rapidi cambi di direzione. Gli operatori dovranno monitorare sia gli indicatori on-chain sia i segnali provenienti dai mercati dei derivati e dagli scambi spot per valutare la sostenibilità del recupero.
In termini di impatto macroeconomico e finanziario, la ripresa temporanea di Bitcoin evidenzia come le criptovalute possano comportarsi sia come asset di rischio correlato ai mercati azionari sia, in determinate fasi, come rifugio speculativo a breve termine, a seconda della combinazione di domanda retail, flussi istituzionali e posizionamento sui mercati dei derivati.