Bitcoin rischia un calo più profondo mentre le probabilità di un crollo dei mercati Usa salgono al 35%
- 9 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin si è mostrato più resiliente di quanto molti osservatori si aspettassero, scambiando intorno a 67.378 USD lunedì mattina, in rialzo dell’1,1% nelle ultime 24 ore e sostanzialmente stabile nel corso della settimana, nonostante un peggioramento marcato del contesto finanziario globale.
Tra le altre valute digitali principali, ether è cresciuto del 2,3% fino a 1.981 USD, restando poco sotto la soglia dei 2.000 USD. BNB ha guadagnato l’1,4% a 624 USD, Dogecoin è salito dell’1,8% a 0,09 USD e Solana è aumentata dell’1,8% a 83,69 USD, pur rimanendo la peggiore tra le principali su base settimanale (-1,5%). XRP è rimasto sostanzialmente invariato a 1,35 USD, con una flessione settimanale dell’1%.
Quadro macro e segnali di rischio
I futures sul S&P 500 hanno perso oltre il 2% nelle contrattazioni asiatiche, mentre il VIX, indice della volatilità, ha registrato un forte balzo raggiungendo i livelli più alti dall’ondata di tensioni legate ai dazi ad aprile. Il prezzo del petrolio è tornato a superare i 100 USD al barile e il dollaro ha segnato la più ampia rimonta settimanale in un anno.
Il rialzo del rischio sistemico è stato espresso anche da analisti veterani: Ed Yardeni ha rivisto al rialzo la probabilità di un collasso del mercato statunitense al 35% (da un precedente 20%) e ha abbassato la probabilità di un “melt-up” al solo 5%.
Ed Yardeni said:
“The US economy and stock market are stuck between Iran and a hard place. If the oil shock persists, the Fed’s dual mandate would be stuck between the increasing risk of higher inflation and rising unemployment.”
In scenari di “meltdown”, gli asset rischiosi tendono a subire vendite diffuse poiché gli investitori spostano capitale verso liquidità, Treasury statunitensi o il dollaro. Storicamente anche il Bitcoin non è risultato immune: nelle principali ondate di risk-off dall’inizio del 2020 ha oscillato in tandem con le azioni anziché comportarsi come un rifugio netto.
Bitcoin e correlazione con i mercati azionari
NYDIG, tramite il suo responsabile della ricerca Greg Cipolaro, ha proposto un quadro interpretativo per leggere l’andamento del prezzo del Bitcoin rispetto alle azioni statunitensi: la recente convergenza con i titoli software è più riconducibile a una esposizione condivisa al regime macro corrente che a una convergenza strutturale dei mercati.
Cipolaro ha evidenziato che, dal punto di vista statistico, soltanto circa il 25% dei movimenti di prezzo del Bitcoin è spiegato dalla correlazione con le azioni; il restante 75% è determinato da fattori esterni agli indici azionari tradizionali, come flussi di mercato specifici delle crypto, domanda istituzionale e dinamiche di offerta.
Situazione dei mercati azionari globali
Il quadro azionario globale appare debole: l’indicatore azionario mondiale di MSCI ha perso il 3,7% la settimana scorsa, con i mercati asiatici che hanno subito la maggior parte delle perdite. La Corea del Sud non si è ancora completamente ripresa dalla sua storica caduta di due giorni.
Nel frattempo, i fondi hedge hanno incrementato le posizioni corte su ETF azionari statunitensi. I rendimenti decennali di riferimento hanno registrato un rialzo di sei punti base, dato che i trader stanno scontando un’inflazione più elevata legata allo shock petrolifero.
Gli Stati Uniti hanno retto meglio rispetto ad altre aree, con il S&P 500 in calo solo del 2% la scorsa settimana, in parte grazie a una maggiore autosufficienza energetica che attenua l’impatto immediato dello shock petrolifero su imprese e bilanci. Tuttavia, il ribasso del 2% dei futures registrato lunedì indica che anche questo cuscinetto di protezione sta riducendosi.
Implicazioni per investitori e istituzioni
Per gli investitori la situazione richiede una valutazione attenta della liquidità e della correlazione tra classi di attività: in fasi di stress le esposizioni alle criptovalute possono comportare perdite analoghe a quelle azionarie, specialmente se prevalgono fattori macro come un’impennata dei prezzi dell’energia o una crescita dell’inflazione.
Dal punto di vista istituzionale, le autorità monetarie come la Fed si trovano davanti a choice difficili: bilanciare la lotta contro l’inflazione con la tutela dell’occupazione richiede scelte di politica monetaria che possono influenzare significativamente i mercati finanziari globali.
In definitiva, mentre il Bitcoin mostra oggi una certa tenuta, il proseguimento dello shock petrolifero, l’aumento della volatilità e il riposizionamento dei flussi verso asset rifugio potrebbero alterare rapidamente questa dinamica, imponendo una gestione del rischio prudente sia per gli investitori retail che per quelli istituzionali.