L’indice di paura e avidità delle criptovalute torna in territorio di paura estrema
- 8 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Crypto Fear and Greed Index, uno degli indicatori più utilizzati per misurare il sentimento degli investitori nel mercato delle criptovalute, è tornato ai livelli di «paura estrema», segnando 18 dopo un temporaneo recupero registrato mercoledì.
Secondo i dati di CoinMarketCap, il valore è sceso rispetto al 20 rilevato venerdì: il valore 20 indica una condizione di «paura», ossia un clima di maggiore cautela tra gli investitori, mentre 18 segnala un peggioramento fino alla categoria «paura estrema».
Il sentiment aveva brevemente toccato 25 mercoledì, ma la ripresa si è arrestata nel contesto di crescenti tensioni geopolitiche che hanno ridotto la propensione al rischio e aumentato l’incertezza macroeconomica tra i partecipanti al mercato.
Le tensioni tra US, Israel e Iran sono state citate come fattore che ha pesato sulla fiducia, insieme a elementi strutturali come il livello di liquidità e le aspettative sulle politiche dei tassi di interesse.
L’indice aveva toccato il minimo annuo di 5 a febbraio, in concomitanza con la fase di ribasso del mercato cripto e una serie di venti contrari comprendenti incertezze sulla politica monetaria, problemi di liquidità e l’aumento del debito pubblico negli US.
Il mercato delle criptovalute è in fase ribassista dallo shock di ottobre 2025, quando il crollo ha ridotto il prezzo di Bitcoin (>50% rispetto al massimo storico), con una conseguente perdita di centinaia di miliardi di dollari di capitalizzazione soprattutto nel comparto degli altcoins.
Gli altcoins sono i più colpiti
Secondo l’analisi di mercato condivisa dall’analista Darkfost per la piattaforma CryptoQuant, circa il 38% degli altcoins si trova attorno ai minimi storici o a livelli prossimi ad essi, una condizione più grave rispetto a quanto osservato dopo il tracollo dell’FTX.
La contrazione dei prezzi è stata accompagnata da una riduzione del volume degli scambi di criptovalute stimata intorno al 50%, un segnale di diminuita partecipazione e di liquidità più scarsa sugli exchange.
Secondo lo stesso analista, gli altcoins rappresentano spesso il settore finale verso cui affluiscono flussi di liquidità nel mercato cripto, perciò la loro debolezza riflette l’indebolimento complessivo della propensione al rischio osservato negli ultimi mesi.
La presenza degli altcoins nelle conversazioni sui social media è scesa ai livelli più bassi degli ultimi due anni, come indicato dalla piattaforma di analisi del sentimento Santiment, a conferma del calo dell’interesse retail e della visibilità del settore.
Nel febbraio 2026, il volume globale di ricerche su Google per l’espressione «Bitcoin going to zero» ha raggiunto il livello più alto dall’anno 2022, secondo i dati di Google Trends, un ulteriore indicatore della sfiducia che permea il mercato in questo periodo.
Implicazioni per investitori e istituzioni
La combinazione di fattori geopolitici e incertezze macroeconomiche ha impatti che vanno oltre il semplice valore degli asset digitali: le decisioni di politica monetaria delle banche centrali, i livelli di liquidità del sistema e la sostenibilità del debito pubblico possono influenzare il rischio sistemico e la propensione degli investitori a detenere asset più rischiosi.
Dal lato istituzionale, gli operatori e i regolatori monitorano la situazione per valutare possibili effetti di contagio verso il sistema finanziario tradizionale; mentre sugli exchange e nelle piattaforme di prestito crypto la pressione sulla liquidità può tradursi in maggiori requisiti di margine e in una maggiore volatilità dei prezzi.
Per gli investitori privati, gli indicatori di sentiment come il Crypto Fear and Greed Index rappresentano uno strumento utile ma non esaustivo: è raccomandabile integrare l’analisi del sentiment con valutazioni sul rischio, diversificazione del portafoglio, gestione della liquidità e strategie di protezione del capitale (per esempio attraverso l’allocazione progressiva degli acquisti).
Alcuni operatori con approccio contrarian potrebbero interpretare i livelli di sentiment estremamente negativi come opportunità di acquisto a lungo termine, mentre altri preferiranno attendere segnali di stabilizzazione della macroeconomia e del contesto geopolitico prima di aumentare l’esposizione.
In generale, il quadro attuale sottolinea l’importanza di verificare regolarmente le fonti di dati, di considerare più indicatori simultaneamente e di adottare misure di gestione del rischio adeguate al profilo d’investimento.