Lara Della Mea: determinazione e consapevolezza, le chiavi per lo sport di alto livello

Lara Della Mea, 27 anni, di Tarvisio, ha sfiorato il podio nello slalom gigante ai Giochi di Milano Cortina, chiudendo a cinque centesimi dal bronzo: una differenza inferiore al battito di ciglia, ma sufficiente a lasciare un segno indelebile nella sua stagione.

Lara Della Mea ha detto:

“Ero quindicesima dopo la prima manche, ma i distacchi erano minimi rispetto al quarto tempo e mi sono detta: Lara, ora o mai più, giocatela al 100%.”

Lara Della Mea ha detto:

“Ho sbagliato sul primo dosso, ma per il resto è stata la gara più bella della mia vita.”

Il podio ha visto al primo posto Federica Brignone, mentre il secondo gradino è stato condiviso da Hector e Stjernesund. Nonostante il rammarico per la posizione, Lara è rimasta serena e ha raccolto l’affetto di avversarie e tifosi, ricevendo anche l’abbraccio di Tina Maze.

Emozioni e riconoscimenti istituzionali

Il risultato si inserisce in una tradizione recente dello sport italiano caratterizzata da piazzamenti appena fuori dal podio: esempi noti sono stati le performace di Benedetta Pilato ai Parigi 2024 e di atlete come Vanessa Ferrari e Tania Cagnotto. Per questo motivo il Presidente Sergio Mattarella ha programmato di incontrare al Quirinale sia i medagliati sia chi si è classificato al quarto posto, riconoscendo il valore e lo sforzo di tutti gli atleti coinvolti.

Lara Della Mea ha detto:

“Ancora emozioni: è come se i Giochi, che mi hanno fatto crescere e mi lasciano tanta esperienza per il futuro, non finissero mai.”

Radici, montagna e identità

La sciatrice friulana mantiene un rapporto profondo con il territorio: è cresciuta in Val Canale e ha mosso i primi passi sugli sci con il padre, Michele. Le montagne che la circondano — dal Jôf di Montasio al Mangart, fino al Lussari — rappresentano non solo il paesaggio di casa, ma anche la palestra quotidiana che ha formato il suo carattere agonistico.

Lara Della Mea ha detto:

“Mi basta attraversare la strada e sono in pista. La neve e le mie montagne sono casa: qui sto bene.”

Impegni, calendario e sacrifici

La stagione agonistica richiede spostamenti continui: per molte atlete la vita ruota intorno a ritiri, allenamenti e trasferte che occupano quasi tutto l’anno. Nei prossimi giorni Lara tornerà in gara per le ultime quattro prove stagionali, consapevole della fatica necessaria per restare competitiva ai massimi livelli.

Lara Della Mea ha detto:

“Stiamo in giro 11 mesi all’anno: se non ami questo sport alla follia, se non ti diverti a ogni discesa, non sopporti tutti questi sacrifici e queste fatiche.”

Ritorno dall’infortunio e resilienza

Il percorso di Lara è stato segnato anche da una difficile ripresa dopo un grave infortunio al legamento: l’intervento e la successiva riabilitazione hanno richiesto tempo, pazienza e un lavoro mirato per recuperare la forma e la fiducia necessarie a competere nuovamente ad alto livello.

Lara Della Mea ha detto:

“Rientrare dopo la rottura del crociato nel 2021 è stata la sfida più grande: intervento, lunga riabilitazione e mille dubbi sul ritorno e sulla capacità di restare competitivi.”

Lara Della Mea ha detto:

“Questi anni di agonismo mi hanno insegnato che la determinazione, il lavoro duro e la consapevolezza di sé sono il vero carburante: in gara sei solo con le tue capacità.”

Passione, natura e prospettive future

Lo sci, per Lara, non è solo competizione ma anche una forma di libertà: la pratica sportiva sulle pendici di casa le offre un rapporto diretto con la natura e con la dimensione individuale della prova atletica. Questo rapporto alimenta la motivazione a proseguire, nonostante le delusioni e le difficoltà.

Lara Della Mea ha detto:

“Già da bambina mi piaceva confrontarmi, scendere e provare a vincere: è adrenalina pura, allora come oggi.”

Lara Della Mea ha detto:

“Amo lo sci anche perché è natura pura: essere soli nell’immensità e dominarla con il movimento e il corpo. Nessun altro sport dà questa sensazione di libertà.”

Tra i piccoli piaceri dopo la gara, una passeggiata ai Laghi di Fusine può diventare il modo per metabolizzare l’esperienza del 15 febbraio 2026, trasformando la ferita del quarto posto in stimolo per il futuro: una prospettiva pragmatica che sa guardare avanti con fiducia e determinazione.



Author: Tony
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