Grandi opere in affanno: solo il 43% rispetta i tempi, la burocrazia frena i progetti

I sistemi portuali e i nodi metropolitani di Venezia e Bologna emergono come esempi virtuosi nel Rapporto Oti Nord 2025, redatto dall’Osservatorio territoriale infrastrutture promosso da Assolombarda, Confindustria Genova e Unione industriali Torino per monitorare l’avanzamento delle opere strategiche nel Nord Italia. Il documento, presentato a Genova, segnala progressi importanti ma evidenzia anche criticità che richiedono un rinnovato impegno istituzionale, in particolare sulla burocrazia e sulla disponibilità delle risorse finanziarie per completare i lavori.

Su 84 opere monitorate nel 2025, il rapporto rileva che il 43% è in linea con il cronoprogramma (rispetto al 48% del 2024), il 36% evidenzia un lieve rallentamento (35% nel 2024) e il 21% registra ritardi gravi (17% nel 2024). Tra i casi migliori si segnalano il sistema portuale e i nodi metropolitani di Venezia e Bologna, dove il 100% delle opere risulta in linea con i tempi; la performance peggiore riguarda invece il corridoio plurimodale Tirreno-Brennero, con il 100% delle opere in forte rallentamento.

Prospettive per il 2026

Il rapporto indica il 2026 come un anno cruciale per il completamento di interventi volti a migliorare accessibilità e competitività del Nord. Tra le opere attese ci sono l’attivazione dell’Alta velocità Brescia-Verona, la conclusione del primo lotto dell’Alta velocità Verona-Padova e il completamento di numerose infrastrutture portuali e interventi nei nodi metropolitani di Genova, Torino, Venezia e Bologna. Il completamento di queste opere è considerato strategico per flussi commerciali, mobilità e attrazione di investimenti.

Nodi critici e ritardi

Rimangono tuttavia criticità rilevanti nei nodi metropolitani di Milano e Genova, dove si registra una elevata incidenza di opere in rallentamento o in grave ritardo. Il rapporto conferma che il nodo di Milano è fra i più problematici anche rispetto al 2024. Per il sistema ferroviario genovese, nell’ottobre 2025 è stata inaugurata una parte del nodo con il quadruplicamento della tratta Voltri–Genova Principe, mentre il completamento del sestuplicamento Principe–Brignole è previsto per l’estate del 2026. Restano invece criticità infrastrutturali locali, come il fatto che la Gronda di Ponente sia ancora ferma al cosiddetto lotto zero e che sia stato cancellato il progetto dello skymetro nella Val Bisagno.

I ritardi e i rallentamenti hanno impatti concreti sulla capacità delle imprese di esportare e di attrarre investimenti: infrastrutture incomplete o non funzionanti limitano l’efficienza delle catene di approvvigionamento e aumentano i costi logistici. Per questo motivo il rapporto solleva la necessità di una programmazione credibile, di risorse certe e di un’efficace cooperazione tra pubblico e privato per garantire tempi di esecuzione accettabili.

Leopoldo Destro ha sottolineato:

“La logistica è parte integrante della competitività: le scelte infrastrutturali incidono direttamente sulla capacità delle imprese di esportare e di attrarre investimenti. La politica infrastrutturale deve essere strettamente connessa alla politica industriale e sostenuta da una programmazione credibile: a piani e progetti approvati devono corrispondere risorse finanziarie certe e adeguate, oltre a poteri operativi efficaci per i commissari.”

Alvise Biffi ha detto:

“Sulle infrastrutture molto resta ancora da fare: il nodo centrale è la semplificazione della burocrazia e la riduzione dei tempi procedurali, assieme alla disponibilità delle risorse necessarie. È fondamentale applicare un modello che renda ‘ordinario’ lo straordinario, promuovendo una collaborazione pubblico-privato virtuosa.”

Oltre alla componente finanziaria e procedurale, il rapporto richiama l’attenzione sulle implicazioni geopolitiche e sulla vulnerabilità delle catene logistiche: eventi internazionali possono rendere ancora più urgente il completamento delle infrastrutture materiali e immateriali che garantiscono continuità e resilienza ai servizi di trasporto e alla filiera produttiva.

Per migliorare l’esecuzione dei progetti il documento suggerisce misure mirate di semplificazione normativa, una più rigorosa definizione delle responsabilità di governance e un rafforzamento dei meccanismi di monitoraggio e rendicontazione, affinché tempi, costi e obiettivi siano coerenti e verificabili nel corso dell’attuazione.



Author: Tony
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